Rallenta la crescita dell’occupazione a Verona e nel Veneto. Secondo «La Bussola» di Veneto lavoro rilasciata oggi, nella nostra citta’ si registrano a fine 2025 2.620 nuovi posti di lavoro a fronte dei 7.540 che si erano registrati al dicembre 2024. Stessa dinamica in regione: 14.600 posti di lavoro dipendente in piu’ nel corso dell’anno contro i 29.500 di un anno prima. Le posizioni a tempo indeterminato sono aumentate di 24.000 unita’, ma il numero complessivo di assunzioni e’ diminuito del 6% rispetto al 2024. In calo invece le posizioni a tempo determinato (-5.700) e quelle in apprendistato (-3.700), una tipologia contrattuale che conferma la tendenza negativa gia’ registrata lo scorso anno. Il ritardo strutturale delle comunicazioni relative ai rapporti di lavoro in somministrazione consente di osservare i dati solo fino a novembre 2025: i rapporti attivati dalle agenzie nel corso dei primi undici mesi dell’anno sono stati complessivamente 114.000 (-3%) con un bilancio occupazionale positivo per +4.500 posizioni di lavoro, superiore a quello dell’analogo periodo del 2024. Le assunzioni effettuate in Veneto nel 2025 sono state 617.427 (-1%). La riduzione delle attivazioni ha interessato soprattutto le donne (-3%), sia per i rapporti a tempo pieno che part-time, i lavoratori italiani (-2%) e quelli di eta’ compresa tra i 30 e i 54 anni (-5%). In aumento invece, anche per effetto delle dinamiche demografiche, la domanda di lavoro relativa agli over 55. L’incidenza del part-time rimane elevata (33,1% del totale delle assunzioni), ma in lieve calo per quanto riguarda le donne (dal 49,9% al 48,6%). Le cessazioni di rapporti di lavoro registrate durante l’anno in regione sono state 602.811 (+1%). Tra queste, diminuiscono le dimissioni e i licenziamenti disciplinari, mentre aumentano i licenziamenti economici e le conclusioni contrattuali per fine termine. Il bilancio occupazionale annuo e’ positivo in tutte le province, ad eccezione di quella di Rovigo (-484 posizioni lavorative), ma risulta ovunque inferiore a quello del 2024. La variazione occupazionale piu’ positiva si e’ registrata a Padova (+4.139 posti di lavoro), seguita da Venezia (+2.759), Vicenza (+2.620), Treviso (+2.344), Verona (+2.338) che guadagna circa 5.000 posti di lavoro in meno dello scorso anno e Belluno (+902). La domanda di lavoro e’ in diminuzione in tutti i territori, tranne a Treviso e Venezia (+3%). Il calo maggiore si registra a Rovigo (-5%) e Padova (-4%). Il saldo occupazionale annuo del macro-settore industriale si conferma comunque positivo (+3.600) e non lontano da quello del 2024 (+5.100), nonostante un calo delle assunzioni (-2%). La tenuta del settore e’ determinata soprattutto dal metalmeccanico, che registra un saldo piu’ favorevole di quello dell’anno precedente (+980 posti di lavoro nel 2025) e un aumento delle assunzioni pari al +2%. Il made in italy (-1.500) risulta invece penalizzato dagli andamenti negativi dell’industria alimentare, del tessile-abbigliamento e dell’occhialeria, che risente sia di un rallentamento dell’attivita’ produttiva sia dell’avvio di processi di ristrutturazione organizzativa. Nonostante i risultati positivi registrati nella parte finale dell’anno, anche la filiera dell’automotive registra una flessione. Le difficolta’ osservate nel settore industriale hanno tuttavia interessato solo in parte la componente a tempo indeterminato, anche per effetto di un elevato ricorso alla Cassa integrazione.



