(di Bulldog) Buttiamola in politica. Alle Elezioni per il rinnovo del Parlamento mancano diciotto mesi. E i due protagonisti di Milano Cortina 2026 sono lì, pronti ad incassare il dividendo del successo della manifestazione (se continua così, con la macchina organizzativa che funziona come un orologio, col successo della cerimonia inaugurale, e con l’estrema sinistra che va in piazza contro un evento amato dagli Italiani sparando bombe carta contro la polizia…). I due sono Luca Zaia e Giovanni Malagò.
Il primo sta vedendo concretizzarsi i suoi sogni: il batterio estraneo della destra radicale dalla Lega se n’è andato; il consenso personale è alle stelle; JD Vance lo chiama “strong guy” davanti ai vertici della Repubblica ed agli ospiti internazionali; il Veneto che lo sostiene a spada tratta e che se mai facesse la CSU lo porterebbe a Roma con risultati a doppia cifra…insomma, deve soltanto scegliere cosa fare. Il segretario federale al posto di Salvini? Il ministro dell’Industria? Il vicepremier? Il presidente di Eni? Il sindaco di Venezia? Deve soltanto chiedere ed avrà.
Il secondo, invece, classe 1959, romano ma d’origine trevigiana, ha davanti a sé una carriera tutta da costruire. “To young to die, to old to rock’n roll” è in quella fase della vita dove può ancora fare tanto. C’è la sindacatura a Roma (sempre che il centrodestra non intenda sparigliare candidando Carlo Calenda) oppure può puntare ancora più in alto. Del resto, il suo discorso – bellissimo, complimenti al ghost writer – alla cerimonia d’apertura delle Olimpiadi è stato un vero e proprio manifesto: “…la bellezza italiana non ci appartiene come un bene: ci è stata affidata dalla storia come una responsabilità. La bellezza è più di un valore estetico. È un’energia. Un’energia che scorre sotto la superficie di ciò che vediamo. Vive solo se si trasmette, se diventa forza morale, culturale e civica, capace di plasmare il futuro. La tradizione non è il culto delle ceneri, ma la custodia del fuoco…affinché le generazioni future ereditino non solo un passato straordinario, ma anche la forza e il coraggio necessari per costruire il domani. Questa sera, questa celebrazione unica ha per me un significato particolarmente profondo… Non sono mai stato così orgoglioso di essere italiano come questa sera…questi Giochi hanno dimostrato, ancora una volta, che nonostante tutte le sfide che affrontiamo, l’influenza culturale e sportiva dell’Italia – e dell’Europa – continua a risplendere con forza nel mondo”.
Il discorso di un leader nel pieno della propria leadership, non alla fine di un ciclo.
E sarà un caso, ma il primo podcast realizzato da Luca Zaia (titolo: “il Fienile”) ha avuto come ospite proprio Giovanni Malagò. Insieme hanno conquistato le Olimpiadi. Insieme non andranno ai giardinetti o guarderanno i cantieri. Saranno nella politica che conta nei prossimi mesi. Attenti a quei due.



