(di Rocco Fattori Giuliano)
Il Consiglio di Amministrazione di Masi Agricola ha approvato il 4 marzo 2026 i risultati consolidati dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025. Un bilancio che fotografa un anno difficile per l’intera filiera vinicola, ma che al tempo stesso lascia intravedere segnali di tenuta operativa in un contesto di mercato particolarmente sfidante.
I numeri: ricavi in calo, marginalità in recupero
I ricavi netti consolidati si sono attestati a 64,4 milioni di euro, in flessione del 3,7% rispetto ai 66,8 milioni del 2024. A cambi costanti, tuttavia, il calo si riduce all’1,9%, segnale che una quota significativa della perdita di fatturato è riconducibile all’apprezzamento del dollaro e delle valute americane sfavorevole alla società. L’area Americhe, che vale oltre il 34% dei ricavi, è stata la più colpita dall’effetto valutario. Va segnalato inoltre un elemento tecnico: nel 2024 Masi aveva realizzato una vendita una tantum di un vino speciale a un importante retailer svizzero che non si è ripetuta nel 2025. Al netto di questa operazione straordinaria e dell’effetto cambi, la riduzione organica dei ricavi sarebbe stata appena dello 0,81%, dato che ridimensiona sensibilmente la portata del calo.
Sul fronte della redditività operativa il quadro è invece in miglioramento. L’EBITDA Adjusted sale da 6,7 a 7,1 milioni di euro, con il margine che progredisce dal 10,1% all’11,1%. Il margine industriale lordo cresce dal 60,1% al 63,2%, beneficiando della crescita delle attività Masi Wine Experience, di un mix di rimanenze più orientato ai prodotti finiti e della vinificazione anticipata dell’Amarone 2025 per ragioni meteorologiche. L’EBIT si attesta a 1,7 milioni (da 1,8 milioni nel 2024), dopo ammortamenti per circa 4,9 milioni che riflettono gli investimenti realizzati negli ultimi anni. Il risultato netto è una perdita di 1,4 milioni di euro, in allargamento rispetto al rosso di 1,1 milioni del 2024, penalizzata da oneri finanziari netti per 2,9 milioni e da perdite su cambi per 0,2 milioni.
La strategia Wine Experience e la diversificazione di portafoglio
Al di là dei numeri, il 2025 è stato un anno di costruzione per Masi. La società ha inaugurato il visitor center Monteleone21 in Valpolicella, un polo produttivo-enoturistico destinato a diventare la “casa del brand” Masi e dell’Amarone, con degustazioni, ristorante e installazioni artistiche. A fine novembre ha aperto anche il Masi Wine Bar & Restaurant all’Aeroporto Valerio Catullo di Verona, nella zona airside, intercettando il flusso di turisti in partenza verso le principali destinazioni europee.
La posizione finanziaria e il rifinanziamento
L’indebitamento finanziario netto (escluso leasing IFRS 16) si attesta a 28,5 milioni di euro al 31 dicembre 2025, in lieve incremento rispetto ai 27,2 milioni di fine 2024. Nel corso dell’anno la società ha completato un’importante operazione di rifinanziamento, sottoscrivendo a settembre un finanziamento ipotecario decennale da 40 milioni con un pool di sei primari istituti (UniCredit, Banco BPM, Cassa Depositi e Prestiti, Crédit Agricole Italia, Banco di Desio e Credem), con garanzia SACE al 50%. L’operazione ha allungato le scadenze del debito, allineandole alla natura degli investimenti realizzati.
Prospettive
Masi si trova in una fase di transizione strategica: gli investimenti più rilevanti sembrano alle spalle (nel 2024 gli investimenti netti avevano superato gli 11 milioni, scesi a circa 6 milioni nel 2025), il portafoglio si diversifica verso categorie più resilienti e il free cashflow, pur ancora negativo a -1,3 milioni, migliora nettamente rispetto ai -10,3 milioni dell’anno precedente. Il vero banco di prova per il mercato sarà verificare se le nuove attività Wine Experience riusciranno a generare un ritorno significativo nei prossimi esercizi, contribuendo a ridurre la perdita netta e a sostenere il titolo verso una rivalutazione più strutturale.



