Mercati dubbiosi sulle due sponde dell’Atlantico. Leonardo vacilla in attesa delle scelte della Meloni

(Rfg) Dopo l’entusiasmo e la pioggia di acquisti scatenati ieri dall’accordo di tregua, i mercati tornano a respirare un’aria di profonda cautela. Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha avvertito di mantenere l’esercito schierato e pronto a intervenire in caso di violazione dei patti, hanno sollevato forti dubbi sulla reale tenuta del cessate il fuoco in Medio Oriente, innescando un immediato rimbalzo dei prezzi del petrolio. Questi i maggiori listini europei: DAX 40: Apre in calo del 1,21% a 23.790 punti. L’industria tedesca riduce l’esposizione al rischio, frenata dai nuovi rincari energetici e dai rinnovati dubbi geopolitici. CAC 40: Scende dello 0,71%. Dopo il grande balzo di ieri, i colossi del lusso e dell’industria francese si prendono una fisiologica pausa di consolidamento. FTSE 100: In lieve calo dello 0,33%. Il listino britannico perde del settore finanziario e di consumer ma è sostenuto dal forte peso delle aziende petrolifere che festeggiano il rimbalzo del greggio. FTSE MIB: Segna un -0,35% posizionandosi intorno a 46.929 punti. Piazza Affari tiene la posizione. Gli acquisti sulle utilities (come A2a e Terna) e sui titoli petroliferi bilanciano perfettamente le vendite innescate da alcuni giudizi negativi degli analisti su specifici titoli del listino. Male ancora Leonardo dopo le news recenti. Quanto ai mercati USA, Wall Street è reduce da una chiusura di mercoledì stellare, in cui l’S&P 500 è schizzato a 6.779,73 punti (+2,51%) e il Nasdaq 100 ha sfiorato quota 24.897. Questa mattina, tuttavia, i futures statunitensi sono incerti e oscillano intorno alla parità, segnalando un atteggiamento di attesa in vista dell’apertura e per l’assimilazione delle ultime notizie dal Golfo Persico. 

Materie prime: il ritorno della tensione

I dubbi sulla tregua USA-Iran fanno scattare nuovamente gli acquisti sul greggio, mentre si prendono una pausa i metalli preziosi.

Materia PrimaValore AttualeVariazione Ultime 24hVariazione Ultimo Anno
Oro 4.730 $/oz+ 0,20%+ 48,36%
Petrolio Brent 96,67 $/bbl+ 3,10%+ 53,89%
Petrolio WTI 97,55 $/bbl+ 3,29%+ 61,92%
Gas Naturale (TTF) 46,41 €/MWh+ 2,49%+ 39,69%
Argento 74,08 $/oz– 0,04%+ 137,54%

 Calendario Macroeconomico: I Maggiori Eventi di Oggi

Oggi i dati chiave arrivano sia dall’industria europea che dalla salute economica e occupazionale degli Stati Uniti.

Orario (CET)Evento MacroeconomicoAreaDettaglio e Previsioni
08:00Produzione Industriale (Mensile) (Feb)🇩🇪 GERAtteso un robusto rimbalzo al +4,0% (dal disastroso -5,9% precedente).
14:30Richieste Sussidi di Disoccupazione🇺🇸 USADato settimanale, previsto intorno a 202K unità.
14:30Prodotto Interno Lordo (PIL) (Trimestrale)🇺🇸 USADato cruciale: attesa una brusca frenata della crescita al +0,7% (dal precedente +4,4%).
16:00Scorte all’Ingrosso (Mensile)🇺🇸 USAStimate stabili a -0,5%.
22:30Bilancio della Federal Reserve🇺🇸 USAPubblicazione delle dimensioni del bilancio della banca centrale USA.

In sintesi, questi i driver della giornata:

  • La locomotiva tedesca: Il mercato analizzerà al microscopio la produzione industriale tedesca per capire la portata reale della recessione manifatturiera post-shock energetico.
  • La frenata Americana: Alle 14:30 l’attenzione sarà tutta sul PIL trimestrale USA. Un crollo al +0,7% getterebbe nuove ombre sulle prospettive dei consumi a stelle e strisce, rafforzando le tesi sui tagli dei tassi di interesse.
  • Dinamiche FED: In tarda serata, il monitoraggio sul bilancio della FED darà indicazioni sullo stato della liquidità sistemica.

Focus Italia: trend e titoli sotto la lente a Piazza Affari

A Milano, gli operatori stanno capitalizzando sui forti guadagni incassati nella giornata record di ieri. Il trend odierno premia i comparti più difensivi (utilities come Terna e Italgas) e scommette nuovamente sui colossi petroliferi, che approfittano del repentino rincaro dell’oro nero. In coda Diasorin (-3,75%), che in avvio era arrivata a cedere oltre quattro punti, Fincantieri (-1,6%) e i titoli del lusso (Moncler -1,7% e Cucinelli -1,3%, in attesa dei dati sui ricavi in arrivo oggi). Giù anche Leonardo (-2,2%). Apertura in leggero rialzo per lo spread tra BTp e Bund, all’indomani di una seduta in cui i rendimenti sulla curva euro hanno segnato una decisa discesa, beneficiando della tregua tra Usa e Iran. A inizio seduta lo spread si attesta a 78 punti base

In aumento anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato una prima posizione al 3,75%, dal 3,71% della chiusura della vigilia.

I titoli italiani in evidenza oggi: DiaSorin, Eni e Leonardo

Nella sessione odierna spiccano due storie completamente opposte sul listino principale:

  • DiaSorin: La società di diagnostica – grafico del titolo qui sopra – subisce una netta bocciatura in Borsa, scivolando in rosso profondo con un -4,2%. A zavorrare il titolo è l’intervento della banca d’affari svizzera UBS, che ha tagliato il proprio giudizio sul titolo abbassandolo a “Neutral”, raffreddando le aspettative degli investitori istituzionali.
  • Eni: Il “Cane a sei zampe”, invece, sorride e si posiziona tra i migliori titoli della mattinata guadagnando l’+1,1%. Oltre all’ovvio assist fornito dal rimbalzo del prezzo del Brent, l’azienda è stata promossa dagli analisti di RBC, che hanno incrementato il target price sul titolo, confermando la raccomandazione positiva “Sector Perform”.
  • Leonardo: Seduta di ribassi (grafico qui sopra) per il colosso della difesa tricolore -1,75% che è tra le peggiori del Ftse Mib, in scia ai ribassi delle azioni della difesa in Europa (Rheinmetall a Francoforte, Bae Systems a Londra, Thales e Dassault a Parigi). Il titolo, che sale del 780% dall’inizio del conflitto in Ucraina nel 2022, del 35% nell’ultimo anno e del 15% finora nel 2026, cala dopo il record sopra 64 euro toccato il 18 marzo scorso. Già sotto i riflettori, come tutti i titoli della difesa, per i vari fronti di conflitto aperti, in particolare quello in Medio Oriente, e per l’acquisizione del business difesa da Iveco, Leonardo resta al centro del dibattito sulla possibilità di un cambio al vertice, con la poltrona dell’amministratore delegato Roberto Cingolani che sembra traballare. Il Governo italiano, che detiene poco più del 30% del gruppo tramite il ‌ministero dell’Economia, è chiamato a presentare una lista di candidati per il Cda entro il 13 aprile.