Mercati, è tempesta sul Nasdaq 100: allarme nella IA

I mercati statunitensi si preparano a una riapertura all’insegna della volatilità. I futures indicano chiaramente che il “risk-off” si sta concentrando su segmenti specifici del mercato, piuttosto che essere una liquidazione indiscriminata. L’indice S&P 500, attraverso i suoi contratti futures, mostra una flessione dello 0,45%, attestandosi in area 6.838 punti. Sebbene il calo possa apparire contenuto, la composizione del movimento è rivelatrice: i settori difensivi e industriali tengono, mentre la tecnologia trascina l’indice al ribasso.

La vera tempesta si sta abbattendo sul Nasdaq 100, i cui futures cedono circa lo 0,80-0,90%, scivolando verso quota 24.600. La genesi di questo movimento è microeconomica ma con implicazioni macroscopiche. La notizia che Atlassian ha congelato le assunzioni di ingegneri software citando esplicitamente l’impatto dell’IA, unita al crollo del 30% di Pinewood Technologies dopo il ritiro di un’offerta di acquisto da parte del fondo Apax, ha cristallizzato il timore che l’IA stia iniziando a cannibalizzare i ricavi del settore software.

Il ragionamento che serpeggia tra i desk operativi è il seguente: se l’IA diventa “agentica” (ovvero capace di agire autonomamente scrivendo codice o gestendo processi aziendali complessi), le aziende avranno bisogno di meno dipendenti umani. Meno dipendenti umani significano meno “seat” (postazioni) su cui pagare le licenze software a giganti come Salesforce, Adobe o Workday. Questo mette a rischio il Terminal Value di un intero settore che ha goduto di multipli espansivi per un decennio. Di conseguenza, assistiamo a una fuga dai titoli ad alta crescita e alto multiplo P/E, verso asset reali e flussi di cassa immediati.

Le Aperture Europee

  • FTSE MIB (Milano): Si conferma il listino più tonico, con un rialzo dello +0,38% in mattinata, portandosi a 45.590 punti. La performance è guidata dal settore bancario e dalle utility, che fungono da proxy obbligazionari in un contesto di tassi che si stanno stabilizzando.
  • DAX 40 (Francoforte): L’indice tedesco mostra una lieve flessione dello -0,15%, scambiando attorno a 24.775 punti. Qui la componente tecnologica (SAP, Infineon) pesa maggiormente rispetto a Milano, e il calo è in parte una reazione empatica al Nasdaq. Tuttavia, il dato ZEW straordinariamente positivo ha fornito un pavimento solido alle quotazioni, impedendo un sell-off più marcato.
  • CAC 40 (Parigi): Oscilla sulla parità con un +0,04%. La borsa parigina è il teatro di una battaglia tra il settore del lusso (LVMH, Hermès), che sta recuperando terreno grazie alla tenuta della domanda globale di fascia alta, e i titoli industriali esposti alla Cina, dove l’economia rimane un’incognita a causa della chiusura per il Capodanno Lunare.
  • FTSE 100 (Londra): Segna un progresso dello +0,29%. Londra beneficia della sua natura di indice “commodity-heavy”. Nonostante il calo del prezzo del petrolio, i giganti minerari e energetici offrono protezione contro l’inflazione, mentre la debolezza della Sterlina (scesa a 1,357 contro il dollaro dopo dati deludenti sul lavoro) favorisce le multinazionali esportatrici che compongono gran parte del listino.
  • Ibex 35 (Madrid): Sovraperforma nettamente con un rialzo prossimo all’1%, trainato da un settore bancario particolarmente esposto ai margini di interesse ancora elevati.

FTSE MIB (Large Cap)

L’indice principale, come anticipato, viaggia in territorio positivo (+0,38%). I flussi istituzionali si stanno concentrando su tre pilastri fondamentali:

  1. Il Settore Bancario: Titoli come UniCredit e Intesa Sanpaolo (quest’ultima scambia a €5,652) continuano a essere accumulati. La narrazione è supportata non solo dai riacquisti di azioni proprie (buyback) e dai dividendi generosi, ma anche da un rischio sovrano in rapida diminuzione. La percezione è che le banche italiane siano ora tra le più solide e redditizie d’Europa, con un RoTE (Return on Tangible Equity) che giustifica valutazioni anche superiori. BFF Bank, in particolare, registra un rimbalzo tecnico significativo (+4,31%) dopo le recenti pressioni, segnalando che il mercato ritiene esagerata la penalizzazione subita.
  2. Le Utility e le Infrastrutture: In un momento di incertezza tecnologica, la visibilità dei flussi di cassa regolati diventa un asset prezioso. Enel (€9,18) e Snam (€6,292) offrono stabilità. Un caso emblematico è Inwit, che balza del +5,16% a €8,745. Le torri di telecomunicazione sono infrastrutture essenziali per la digitalizzazione e il 5G; in un mondo preoccupato per il software, l’hardware infrastrutturale (l’acciaio e il cemento che reggono le reti) diventa un rifugio sicuro (“bond proxy”) con potenziale di crescita legato all’inflazione.
  3. Il Settore Energetico: Eni (€18,148) e Saipem (€3,388) mostrano una tenuta encomiabile nonostante la debolezza del greggio Brent. Questo disaccoppiamento suggerisce che il mercato sta prezzando la capacità di queste aziende di generare cassa anche con il petrolio sotto i 70 dollari, grazie all’efficienza operativa e alla diversificazione nel gas e nelle rinnovabili.

Tuttavia, non mancano le note dolenti. Ferrari cede l’1,95% scendendo a €316,00. Similmente, Diasorin (-2,98%) paga la debolezza del comparto healthcare globale e l’assenza di nuovi catalizzatori a breve termine.

FTSE Italia Mid Cap

Il segmento delle medie imprese mostra una dinamica opposta, con l’indice che flette dello -0,21% a 59.120 punti. Questo calo riflette la composizione industriale dell’indice. Molte Mid Cap italiane sono leader di nicchia nella meccanica, nella componentistica e nell’automazione. Sebbene il crollo del prezzo del gas sia un toccasana per i loro costi energetici (spingendo al rialzo i margini teorici), il timore di un rallentamento della domanda globale (segnalato dalla debolezza del rame e dai dati cinesi) induce alla cautela. Tuttavia, è proprio qui che si annidano le opportunità di “stock picking”. Aziende come Buzzi (cemento) mostrano resilienza (+0,93% in alcune rilevazioni), beneficiando direttamente dei costi energetici inferiori. Il mercato sta punendo indistintamente, creando potenziali punti di ingresso su società solide ma momentaneamente trascurate dai flussi passivi che privilegiano le Large Cap.

FTSE Italia Small Cap

Il segmento Small Cap è sostanzialmente piatto (+0,03%), mentre l’indice STAR (che raggruppa le eccellenze ad alti requisiti, spesso tecnologiche) è il peggiore della giornata con un -0,38%. Il calo dello STAR è direttamente correlato al Nasdaq. Molte società dello STAR (come Sesa, Reply, Tinexta) sono fornitori di servizi IT e software. La narrazione “IA distrugge il software” che sta colpendo Wall Street si riflette, seppur con minore intensità, anche su queste realtà. Gli investitori temono che la pressione sui prezzi e la trasformazione dei modelli di business possano erodere la marginalità anche dei consulenti IT italiani. Inoltre, in fasi di incertezza, la liquidità tende a prosciugarsi sulle Small Cap, esacerbando i movimenti di prezzo anche con volumi ridotti.

Analisi dello Spread

Un dato fondamentale che emerge dal cruscotto di Borsa Italiana è il livello dello spread BTP-Bund, sceso a quota 59 punti base (-0,94%). Uno spread sotto i 60 punti base ci riporta a ere finanziarie geologiche fa, prima della crisi del debito sovrano. Significa che il mercato non percepisce quasi più un “rischio Italia” differenziale significativo rispetto alla Germania. Le implicazioni sono enormi:

  • Costo del capitale: Le aziende italiane possono finanziarsi a tassi molto vicini ai competitor tedeschi.
  • Valutazioni Bancarie: Rimuove lo sconto strutturale che pesava sulle banche italiane piene di BTP.
  • Attrattività: Rende l’azionario italiano più attraente per gli investitori esteri, che non devono più coprirsi in modo oneroso dal rischio paese.
    Questo “dividendo di credibilità” è forse il driver più potente e sottovalutato che sta sostenendo il FTSE MIB sopra i 45.000 punti.
  • Materie Prime
Materia PrimaValore Attuale (approx.)Variazione 24h (%)Variazione 1 Anno (%)
Gas Naturale (TTF)€30,24 / MWh-2,25%-39,37%
Petrolio Brent$67,92 / barile-1,13%-10,45%
Petrolio WTI$63,07 / barile-1,13%-12,20%
Oro (Spot)$4.923,23 / oncia-1,36%+67,81%
Argento$74,69 / oncia-0,98%+127,08%
Rame$5,71 / libbra-0,92%N/A
Gas UK (NBP)71,42 GBp/thm-1,55%-38,39%

La combinazione di Gas TTF a €30 e Brent sotto i $70 è lo scenario “Goldilocks” per l’Europa importatrice netta di energia. Questo spiega perché il DAX e il FTSE MIB tengono nonostante i problemi del Tech.

Analisi Macroeconomica

Germania

Il dato più sorprendente arriva da Mannheim. L’indice ZEW del sentimento economico per la Germania è uscito a 59,6 punti, invariato rispetto al mese precedente ma nettamente superiore alle attese di 45-50 punti.

  • Analisi del Delta: Ciò che colpisce è lo spread tra la percezione della situazione attuale (-72,7, ancora profondamente recessiva) e le aspettative (59,6). Storicamente, quando le aspettative staccano così nettamente la realtà presente, si è all’inizio di un nuovo ciclo espansivo.
  • Il Motore: Gli investitori istituzionali stanno scommettendo che il calo dei tassi BCE (atteso nel corso dell’anno) e il crollo dei prezzi dell’energia (visto sopra) riaccenderanno la locomotiva tedesca nella seconda metà del 2026. Questo ottimismo si riversa a cascata sulla filiera italiana, strettamente interconnessa con quella tedesca.

Regno Unito

Da Londra arrivano segnali preoccupanti. La disoccupazione è salita ai massimi da quasi cinque anni, mentre la crescita dei salari ha rallentato più del previsto.

  • Impatto Valutario: La Sterlina è sotto pressione (1,357 vs USD), poiché i mercati iniziano a prezzare tagli dei tassi più aggressivi da parte della Bank of England per scongiurare una recessione profonda.
  • Paradosso FTSE: Come spesso accade, “bad news is good news” per il FTSE 100. La debolezza della valuta e la prospettiva di tassi più bassi sostengono l’indice azionario, che si muove in controtendenza rispetto all’economia reale domestica.

Calendario Macro di Oggi

Nelle prossime ore, l’attenzione si sposterà sugli Stati Uniti, dove i dati potrebbero confermare o smentire la narrativa del “soft landing”.

Principali Eventi in Programma (Orari CET):

  • 14:30 (USA): Indice Manifatturiero Empire State (NY) di Febbraio.
    • Previsione: 6,40 (in calo da 7,70).
    • Rilevanza: Un dato debole sarebbe accolto positivamente dai mercati obbligazionari (meno pressione sui tassi), ma potrebbe alimentare i timori di recessione se troppo basso. È il primo test reale sulla salute della manifattura USA post-capodanno.
  • 16:00 (USA): Indice NAHB Mercato Immobiliare.
    • Previsione: 38 (stabile). Il mercato immobiliare è il settore più sensibile ai tassi; un miglioramento qui segnalerebbe che l’economia si sta adattando al nuovo regime di tassi “higher for longer”.
  • 17:45 – 19:30 (USA): Discorsi dei Membri Fed (Barr, Daly).
    • Focus: I mercati ascolteranno con attenzione ogni riferimento all’impatto dell’IA sulla produttività e sull’inflazione. Se la Fed iniziasse a vedere l’IA come un fattore deflazionistico strutturale (meno salari, più efficienza), potrebbe aprire la porta a tagli dei tassi più rapidi, salvando il Nasdaq dalla correzione.