La seduta odierna si è aperta all’insegna di una diffusa debolezza per i mercati azionari europei, all’indomani di una chiusura già negativa. Gli operatori stanno faticosamente metabolizzando un contesto in cui il costo del denaro rimane elevato per combattere un’inflazione che, a causa dei rincari energetici, si dimostra molto più vischiosa del previsto. Sul fronte valutario, il cambio euro/dollaro (EUR/USD) mostra una discreta forza, scambiando sopra quota 1,15, per la precisione a 1,1534, a testimonianza di come i mercati prezzino un differenziale di tassi e un’aggressività della BCE che sostiene la valuta unica.
- DAX 40: La borsa di Francoforte riesce a contenere parzialmente le perdite rispetto agli altri listini, registrando un calo dello 0,65% a quota 25.275,15. L’impennata dei prezzi del gas naturale (TTF), che viaggia stabilmente sopra gli 80 euro per megawattora, rappresenta una minaccia esistenziale per le fonderie, la chimica e l’automotive teutonico. Gli investitori temono che, con l’avvicinarsi della stagione di riscaldamento invernale e le scorte non ottimali, l’industria tedesca debba affrontare razionamenti o margini operativi gravemente compromessi.
- CAC 40: Il mercato di Parigi si allinea al trend negativo con una flessione dello 0,77%, scambiando a 8.055,38 punti. La flessione è guidata principalmente dalle vendite sui conglomerati del lusso e sui beni di consumo discrezionale. La BCE ha rivisto al rialzo le stime sull’inflazione, proiettandola al 3,0% per il 2026 e al 2,5% per il 2027. Un’inflazione persistente erode rapidamente il reddito disponibile e il potere d’acquisto dei consumatori a livello globale. Inoltre, la debolezza dei dati macroeconomici provenienti dalla Cina (con vendite al dettaglio che crescono a ritmi anemici dello 0,8%) deprime le prospettive di esportazione per i marchi del lusso francesi, che dipendono fortemente dal mercato asiatico.
FTSE 100: Anche la borsa di Londra mostra una debolezza accentuata, cedendo lo 0,81% e posizionandosi a quota 10.610,71. Il calo del listino britannico è guidato dalla combinazione di vari fattori macroeconomici, tra cui i timori per future strette monetarie da parte di Fed e Bank of England, il sell-off sui titoli di stato con i Treasury USA a 10 anni oltre il 5%, il rialzo del greggio Brent attorno ai 108-110 $/barile che alimenta l’inflazione, e la persistente incertezza sul mercato del lavoro UK in vista delle prossime mosse delle banche centrali.
- FTSE MIB: Il listino di Milano registra la peggiore performance del gruppo, con un calo dello 0,80% che porta l’indice a 51.213,53 punti. Questo movimento è guidato da una brusca correzione del comparto bancario. L’incertezza legata ai concambi e alle possibili contromosse difensive crea un clima di instabilità che spinge gli investitori a liquidare temporaneamente le posizioni in attesa di maggiore chiarezza, nonostante un contesto di tassi ancora favorevole ai margini di interesse.
Wall Street: S&P 500 e Nasdaq
L’apertura europea risente della debolezza dei mercati USA. L’S&P 500 cala dello 0,48% a 7.619,98 punti, il Nasdaq Composite dello 0,56% a 26.186,41 e il Dow Jones dello 0,29% a 52.421,20 punti.
Si tratta di un consolidamento fisiologico: le tensioni inflattive globali sono bilanciate dalla forza del settore tecnologico. La resilienza dell’economia americana è sostenuta dagli ingenti investimenti nell’infrastruttura dell’intelligenza artificiale (data center, microprocessori come Nvidia e Micron, e reti avanzate). Il capitale si sposta dai settori ciclici verso l’IA, creando un mercato a due velocità in cui il comparto tech fa da cuscinetto all’indice Nasdaq.
Materie Prime
| Materia Prima | Valore attuale | Variazione 24h | Variazione YTD |
| Oro | 4.262,63 $/oz | -0,87% | -1,22% |
| Petrolio Brent | 107,85 $/bbl | +2,06% | +77,09% |
| Petrolio WTI | 103,64 $/bbl | +2,25% | +80,44% |
| Gas Naturale TTF | 82,16 €/MWh | -0,51% | +191,45% |
| Argento | 62,79 $/oz | -0,69% | -11,85% |
Appuntamenti macroeconomici
| Ora (CEST) | Paese/Area | Indicatore Macroeconomico | Attesa | Precedente |
| 04:00 | Cina | Vendite al dettaglio (Annuale) | 0,8% | 0,6% |
| 04:00 | Cina | Tasso di disoccupazione | 5,2% | 5,2% |
| 04:00 | Cina | Produzione Industriale (Annuale) | 4,8% | 4,5% |
| 06:30 | Giappone | Indice dei servizi (Mensile) | 0,3% | -0,2% |
| 08:00 | Regno Unito | Tasso di disoccupazione | 5,0% | 4,9% |
| 08:00 | Germania | Prezzi all’ingrosso (Mensile) | 0,1% | 0,2% |
| 08:00 | Germania | Prezzi all’ingrosso (Annuale) | N/A | 5,3% |
| 08:45 | Francia | Prezzi al consumo (Mensile/Annuale) | 0,7% / 2,4% | 0,6% / 2,1% |
| 10:00 | Italia | Bilancia commerciale globale | 4,77 Mld € | 4,23 Mld € |
| 11:00 | Germania | Indice ZEW (Fiducia imprese) | 37 punti | 34,2 punti |
| 11:00 | UE | Bilancia commerciale | 3,7 Mld € | 8,6 Mld € |
| 14:30 | Stati Uniti | Empire State Manufacturing Index | 14,75 pt | 20,6 pt |
Focus Italia
Piazza Affari si muove in territorio negativo, appesantito principalmente dal comparto finanziario e bancario.

Il settore finanziario è l’epicentro delle vendite, con l’indice settoriale bancario che cede complessivamente oltre il 2%. Le perdite sono guidate da colossi come UniCredit (-2,13%), BPER (-1,89%) e Intesa Sanpaolo (-1,04%). I diretti interessati dal recente “risiko” bancario, ovvero Banca Monte dei Paschi di Siena e Banco BPM, limitano in parte i danni con ribassi frazionali ma restano al centro della volatilità. Anche il risparmio gestito soffre, con Banca Mediolanum in calo dell’1,47%.
Il comparto dei servizi di pubblica utilità arretra, trascinato dal peso massimo Enel (-0,87%). Nel settore dei beni di consumo durevoli e dell’automotive, le vendite colpiscono Stellantis (-1,07%) e Ferrari (-0,85%). Anche il comparto lusso cede terreno, con Moncler a -0,72% e Campari a -1,03%.
Tra i pochi titoli positivi della mattinata spiccano i nomi legati al comparto energetico e dei servizi petroliferi, che beneficiano del rialzo delle quotazioni del greggio innescato dalle tensioni in Medio Oriente. Tenaris è tra i migliori del listino con un progresso dell’1,65%, mentre Eni segna un +0,65%. Segno più anche per il comparto dell’aerospazio e difesa, con Leonardo che avanza dello 0,93%.
Nel complesso, il mercato sconta i forti timori legati alle spinte inflattive dell’energia e a tassi di interesse che potrebbero rimanere elevati più a lungo del previsto, penalizzando soprattutto le banche ad alta capitalizzazione e il comparto industriale.



