Mercati europei. Francoforte sale mentre il resto d’Europa arranca

Il panorama azionario europeo, nelle prime ore di contrattazione, restituisce un’immagine di marcata divergenza. Le borse si muovono senza una direzione univoca, intrappolate tra le spinte rialziste provenienti dai fornitori di tecnologia e le zavorre rappresentate dai settori tradizionali (industria pesante, energia e beni di lusso), i quali risentono di un ciclo economico continentale ancora asfittico.

DAX 40: +0,34% a 26.374 punti. Questo rialzo appare quasi interamente sostenuto dal comparto tecnologico e del software, con giganti come SAP e Infineon che beneficiano del riflesso condizionato generato dai conti record di Nvidia. Tuttavia, il rialzo risulta calmierato dalla persistente debolezza del comparto manifatturiero e automobilistico tedesco. L’industria pesante in Germania continua a scontare costi energetici strutturalmente più elevati rispetto alla media storica pre-2022. A questo si aggiunge un clima di sfiducia dei consumatori, certificato dall’indice GfK, che impone un tetto strutturale alle prospettive di crescita del DAX.

CAC 40: -0,37% a 8.431 punti. La debolezza del CAC 40 è la diretta conseguenza della sua elevata esposizione al settore del lusso (LVMH, Kering, Hermès). L’analisi dei flussi globali indica che la domanda da parte dei consumatori cinesi e asiatici rimane al di sotto delle proiezioni ottimali, costringendo il mercato a rivedere al ribasso i multipli di valutazione per il comparto consumer discretionary di fascia alta. Le prese di beneficio su questi colossi annullano di fatto i modesti guadagni registrati dai settori più difensivi, mantenendo l’indice parigino ancorato alla parità o in leggero territorio negativo.

FTSE 100: -0,60% a 10.881 punti. Il FTSE 100 è storicamente sovrappesato nei settori dell’energia e delle materie prime. Il calo vistoso dei prezzi del petrolio greggio , dovuto allo sgonfiamento del premio al rischio geopolitico nel Medio Oriente, si è tradotto in un’ondata di vendite su colossi come BP, Shell e Glencore. La correlazione diretta tra l’indice britannico e i mercati delle commodities rende il listino particolarmente vulnerabile nelle fasi di correzione dei prezzi energetici, spiegando la sottoperformance relativa rispetto alle altre piazze europee.

FTSE MIB: -0,41% a 52.665 punti. Il principale listino italiano è spaccato a metà. Da un lato, si registrano forti acquisti sui titoli tecnologici e legati alle infrastrutture digitali: STMicroelectronics vola del 3,29% a 43,735 euro, catalizzata dai formidabili numeri del settore dei chip globale, mentre Prysmian avanza del 2,75% a 125,00 euro, spinta dalla narrativa inesauribile riguardante la necessità di cavi e infrastrutture avanzate per alimentare i nuovi data center. Dall’altro lato della bilancia, le vendite colpiscono duramente il settore automobilistico ed energetico: Ferrari scivola dello 0,81% a 353 euro, Buzzi arretra dell’1,07% a 41,41 euro, mentre Eni cede lo 0,54% a 22,90 euro a causa del calo del greggio. Il risultato netto è una perfetta, seppur precaria, neutralità dell’indice.

Materie prime

Materia PrimaValore AttualeVariazione (ultime 24h)Variazione 1 anno (YTD)
Oro (Spot)$4.599 / oz+0,13%+6,47%
Petrolio Brent$87,36 / bbl-0,69%+43,28%
Petrolio WTI$81,74 / bbl-0,79%+42,05%
Gas Naturale (TTF)€65,78 / MWh-0,01%+133,97%
Argento$68,53 / oz+0,64%-3,92%

Calendario macroeconomico

Ora (CET)Area / PaeseEvento MacroeconomicoDato Atteso (Consensus)Dato Precedente
08:00GermaniaIndice GfK (Clima di fiducia dei consumatori)-29,5 punti-29,6 punti
08:45FranciaIndice dei Prezzi alla Produzione (PPI – Annuale)n/a2,6%
10:00EurozonaOfferta di Moneta M3 (Annuale)3,5%3,3%
14:30Stati UnitiRichieste Iniziali di Sussidi di Disoccupazione208K unità206K unità
16:30Stati UnitiStoccaggi settimanali di Gas Naturale (EIA)n/a16 Mld piedi cubi

Focus Italia

Il FTSE MIB sta vivendo una seduta debole e contrastata, segnata dalla spaccatura tra il dinamismo dei comparti tecnologico e delle infrastrutture e la diffusa debolezza di banche, assicurazioni, utilities e settore automobilistico.

A fare da traino al listino sono STMicroelectronics, che beneficia dei brillanti risultati di Nvidia, e Prysmian, sostenuta dalla domanda di infrastrutture per data center, con contributi positivi anche da Leonardo, Tenaris e Stellantis. Al contrario, il comparto finanziario è sotto pressione con cali per UniCredit, Intesa Sanpaolo e i titoli coinvolti nel “risiko bancario” come Generali, Banco BPM e Mps. In territorio negativo si muovono anche Eni, penalizzata dal calo del greggio, le utilities come Enel, Terna, Snam e Italgas, nonché i titoli del lusso e del consumo come Ferrari, Moncler, Nexi e Poste Italiane.

Il mercato finanziario italiano è in fibrillazione in attesa delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione (CdA) di Assicurazioni Generali, convocato in via straordinaria proprio per la giornata odierna.

Il titolo Generali ha aperto gli scambi in progresso dello 0,11% a 44,13 euro. Questo apprezzamento, per quanto modesto in termini percentuali, cela una tensione speculativa elevatissima. Sul tavolo del board del Leone di Trieste vi è la proposta choc orchestrata dall’amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena (MPS), Luigi Lovaglio. MPS ha lanciato una doppia Offerta Pubblica di Scambio (OPS) del valore complessivo di 34 miliardi di euro, volta ad acquisire sia il Banco BPM sia Banca Generali.