Mercati europei: male i listini, bene le materie prime

La settimana finanziaria si apre sotto il segno dell’incertezza geopolitica. I mercati europei hanno avviato la sessione odierna in negativo con una marcata volatilità, risentendo ancora dell’escalation delle tensioni in Medio Oriente che continuano a spingere i prezzi dell’energia e a innescare una rotazione globale verso i beni rifugio.

L’unico settore che si mostra positivo è quello dell’energia e materiali. Anche qui il conflitto in Medio Oriente gioca un ruolo chiave.

Aperture dei Listini

Le piazze del Vecchio Continente crollano in apertura con gli aggiornamenti da New York mostrano un mercato statunitense in fase correttiva.

  • FTSE MIB: -2,65% in apertura di mercato per poi risalire timidamente sul -1,74% a 43382 punti, risentendo della pressione sui titoli industriali e bancari. 
  • DAX 40: -2,30% sui 23.048 punti, penalizzato dal sentiment sull’export e dai costi energetici per le imprese manifatturiere.
  • CAC 40: -2,52& a 7.792 punti, anche Parigi sotto pressione, in particolare nei comparti lusso e automotive.
  • FTSE 100: con -1,60% una relativa resilienza grazie al peso dei colossi petroliferi e minerari, che beneficiano del rialzo delle commodity.

Aggiornamento Wall Street

Venerdì scorso, i listini USA hanno chiuso in calo dopo i dati sul mercato del lavoro che hanno raffreddato l’ottimismo degli operatori.

  • S&P 500: 6.740,02 punti (-1,33%).
  • Nasdaq Composite: 22.387,68 punti (-1,59%)

Materie Prime

Materia PrimaValore AttualeVar. 24hVar. 1 AnnoAnalisi
Petrolio Brent114,51 $+15,24%+53,96%Shock da offerta per il conflitto in Iran.
Oro (Spot)5.091,15 $-0,83%+74,37%Rimane alto su base annua come bene rifugio primario.
Gas Naturale (TTF)60,35 €/MWh+5,23%+48,42%Rialzo dei costi energetici europei per rischi di fornitura.
Argento83,25 $-0,49%+161%Volatilità estrema nel comparto dei metalli preziosi.

Focus Italia: Notizie e Trend da Piazza Affari

Il mercato italiano ha archiviato con successo il collocamento del BTP Valore, che ha raccolto complessivamente 16,2 miliardi di euro. Il MEF ha rivisto al rialzo i tassi cedolari definitivi (2,60% per i primi due anni, 3,20% per il terzo e quarto, e 3,80% per gli ultimi due), confermando il forte interesse del retail per il debito pubblico nazionale. Oltre ai titoli come Eni e Leonardo, Nexi apre la settimana con un +4,02%.

Mercati europei: titoli sotto osservazione 

  • CIR SpA (Compagnie Industriali Riunite)

Oggi è una giornata chiave per CIR, la holding della famiglia De Benedetti. È infatti in programma il Consiglio di Amministrazione per l’esame dei dati finanziari dell’esercizio 2025. Il titolo arriva all’appuntamento con una performance annuale positiva del +18,67%, scambiando intorno a quota 0,68 euro. Gli investitori attendono indicazioni sulla nuova strategia post-acquisizione della quota in KOS e su eventuali politiche di ritorno del capitale tramite dividendi, finora assenti nei bilanci precedenti.

  • Nexi S.p.A.

è la principale “PayTech” italiana ed europea, operante come fornitore di infrastrutture e servizi tecnologici per i pagamenti digitali rivolti a banche, aziende e istituzioni. La sua attività si concentra su tre pilastri fondamentali:

  • Merchant Solutions: Fornitura di hardware e software per accettare pagamenti, dai classici terminali SmartPOS e SoftPOS alle soluzioni per l’e-commerce (XPay).
  • Issuing Solutions: Gestione dell’intero ciclo di vita delle carte di pagamento (emissione, prevenzione frodi, customer care) per conto di banche partner come Intesa Sanpaolo, Banco BPM e MPS.
  • Digital Banking & PA: Servizi di gestione transazionale e digitalizzazione dei pagamenti per la Pubblica Amministrazione (come PagoPA).

Nonostante l’apertura generale del mercato sia segnata da una forte debolezza a causa dei costi energetici, Nexi mostra una dinamica positiva per due motivi principali:

  1. Nuova partecipazione di Barclays: Dalle comunicazioni Consob diffuse questa mattina, è emerso che Barclays detiene una partecipazione aggregata del 5,742% nel capitale di Nexi. L’evidenza di un interesse istituzionale così rilevante, con diritti di voto diretti e posizioni lunghe, funge da catalizzatore per gli acquisti, segnalando che grandi investitori considerano il prezzo attuale attraente.
  2. Rimbalzo tecnico dopo il crollo: Il titolo Nexi arriva da una settimana drammatica, segnata da una perdita vicina al 20% nella sola seduta del 5 marzo. Il mercato aveva reagito molto negativamente alla presentazione del nuovo piano industriale. Il rialzo di questo lunedì mattina è dunque configurabile come un rimbalzo tecnico (“bottom fishing”), in cui gli operatori sfruttano l’ipervenduto dei giorni scorsi per riposizionarsi sul titolo a prezzi di sconto.