Mercati europei: la settimana chiude in rosso dopo le parole di Trump

Le borse si preparano a una nuova giornata di forti turbolenze. Le speranze di un cessate il fuoco a breve termine in Medio Oriente sono crollate dopo che il presidente USA DJT ha promesso di intensificare le operazioni militari in Iran nelle prossime settimane, minacciando di colpire duramente le infrastrutture elettriche del Paese.

Le aperture dei maggiori listini europei

Il discorso di Trump ha innescato un’immediata ondata di avversione al rischio, invertendo il rally dei giorni scorsi e spingendo in rosso i tabelloni del Vecchio Continente:

  • DAX 40: Apre in calo dell’1,77% e scende sotto i 23mila punti a 22.882. Le minacce di escalation rinfocolano i timori di una crisi energetica prolungata, penalizzando l’industria tedesca.
  • CAC 40: Scivola dello 0,97% sui 7.903 punti. I venti di guerra e le incertezze globali spingono al ribasso i grandi gruppi francesi.
  • FTSE 100: Cede lo 0,10% a 10.354 punti. Il listino britannico limita i danni rispetto agli altri indici europei grazie alla sua forte componente di titoli petroliferi, che rimbalzano sulle rinnovate tensioni.
  • FTSE MIB: Apre in netto calo, registrando un -1,26% a quota 45.139 punti. Le vendite colpiscono un po’ tutti i settori in una tipica dinamica di fuga dagli asset più a rischio.

“Si stima che il conflitto ridurrà la crescita del Pil mondiale in termini reali di 0,4 punti percentuali nei prossimi due anni, riflettendo la traiettoria attesa per i prezzi delle materie prime energetiche”. E’ quanto rilevano gli esperti Bce nel bollettino mensile in cui si sottolinea come l’impatto della guerra in Iran “ha compensato gli effetti di trascinamento positivi derivanti dalla crescita superiore alle attese alla fine del 2025 e dal moderato impulso fornito dal calo dei dazi statunitensi”. Le proiezioni – si legge nel bollettino – indicano che l’aumento del pil mondiale in termini reali scenderà dal 3,6% nel 2025 al 3,3% nel 2026, per poi mantenersi stabile, in modo sostanzialmente invariato rispetto alle proiezioni precedenti”.

Secondo gli esperti Bce, il conflitto ridurrà la crescita del Pil mondiale reale di 0,4 punti percentuali nei prossimi due anni a causa dell’aumento dei prezzi energetici. L’impatto della guerra in Iran ha annullato gli effetti positivi di una crescita superiore alle attese a fine 2025 e della riduzione dei dazi USA. Le proiezioni indicano un calo del Pil mondiale reale dal 3,6% nel 2025 al 3,3% nel 2026, rimanendo poi stabile, in linea con le stime precedenti.

Sguardo agli USA

A Wall Street si respira un clima speculare. I futures sugli indici americani viaggiano in netto ribasso preannunciando un’apertura difficile: l’S&P 500 cede l’1,28% e il Nasdaq 100 sprofonda dell’1,62%.

Materie prime: fiammata del petrolio

Le prospettive di un inasprimento del conflitto hanno riacceso la miccia sui prezzi energetici (petrolio e gas in forte rialzo), mentre i metalli preziosi subiscono una violenta correzione.

Materia PrimaValore AttualeVariazione Ultime 24hVariazione Ultimo Anno
Oro4.630,45 $/oz-3,17%+48,54%
Petrolio Brent107,90 $/bbl+7,02%+54,98%
Petrolio WTI108,28 $/bbl+7,80%+60,00%
Gas Naturale TTF49,40 €/MWh+3,99%+35,67%
Argento71,26 $/oz-5,06%+123,46%

Calendario Macroeconomico di Oggi

Oggi l’attenzione degli operatori si divide tra i dati sui consumi in Italia e gli importanti aggiornamenti sul mercato del lavoro statunitense.

  • Consumi italiani: In mattinata si attende il dato sulle vendite al dettaglio, fondamentale per capire l’impatto dell’inflazione sulla spesa delle famiglie.
  • Lavoro in USA: Nel pomeriggio fari puntati sui licenziamenti e sui sussidi di disoccupazione in America, indicatori cruciali in vista del grande rapporto sull’occupazione (Non-Farm Payrolls) di domani.
  • Scorte energetiche: Gli stoccaggi di gas statunitensi potrebbero aggiungere ulteriore volatilità a un comparto energetico già sotto stress.

Focus Italia

Il mercato italiano sta attraversando una fase complessa. Lo scoppio della guerra ha provocato un brusco raffreddamento della propensione al rischio, penalizzando fortemente le aziende a media e piccola capitalizzazione italiane, spesso percepite come più vulnerabili rispetto ai giganti del listino principale. Gli investitori stanno riposizionando i capitali su asset più sicuri o liquidi.

scatta in cima al listino Eni (+3,2%) che beneficia dell’aumento del prezzo del petrolio e della decisione di una serie di analisti di alzare il target price. Bene anche Tenaris (+1,04%) e Stellantis (+1%) dopo i dati sulle immatricolazioni. Fronte opposto per Avio (-4,26%) ed St (-3,66%) che scivolano in fondo al listino principale.

Vendite anche su Prysmian (-2,34%) dopo che, secondo il Wall Street Journal, l’amministrazione Trump si appresta a rivedere il proprio regime tariffario sull’acciaio e sull’alluminio, modificando i dazi sui prodotti finiti per facilitare l’adempimento degli obblighi normativi. In rosso anche le banche con Unicredit che guida i cali (-2,94%).

Fuori dal paniere principale -4,63% per Bff Bank dopo il downgrade di Moody’s.

Sul valutario, l’euro/dollaro si attesta a 1,1526 (1,1608 in chiusura di ieri). Sul fronte delle materie prime, vendite sull’oro con il contratto spot che cede il 2,86% a 4.619 dollari l’oncia e il contratto future a 4.645 dollari (-3,48%).

🌟 INWIT

Oggi massima attenzione per Inwit (Infrastrutture Wireless Italiane). In giornata si riunisce il Consiglio di Amministrazione per l’approvazione del bilancio dell’esercizio 2025, a cui seguirà una conference call per presentare i risultati alla comunità finanziaria. Il titolo è speciale osservato dai mercati dopo le recenti turbolenze e l’incertezza generata dalla disdetta del contratto di servizio da parte di TIM.

(Anche Eni ha un CdA in programma oggi per deliberare la distribuzione della quarta tranche del dividendo 2025, sicuramente di interesse visti i rincari del greggio in queste ore).

Venerdì 03 aprile i mercati europei saranno chiusi per Venerdì Santo e riapriranno martedì 07 aprile dopo pasquetta.