L’avvio di seduta sui mercati europei è contrassegnato da una diffusa debolezza, specchio delle tensioni globali e delle specificità regionali. L’indice Euro Stoxx 50 ha ceduto in apertura tra lo 0,1% e lo 0,2%, riflettendo un posizionamento difensivo generalizzato.
- DAX 40: – 0,23% a 25.947 punti. Francoforte sconta le crescenti incertezze derivanti dal panorama politico interno, in particolare dopo i recenti risultati elettorali in Sassonia-Anhalt che hanno visto l’affermazione di forze politiche alternative, innalzando il premio al rischio percepito dagli investitori internazionali, il tutto aggravato da un inatteso calo della produzione industriale tedesca. Il rally di Infineon Technologies (+6,91%) e Siemens Energy (+1,34%) evidenzia come l’Europa stia cercando di intercettare i megatrend globali legati all’intelligenza artificiale. L’infrastruttura necessaria per sostenere i data center dell’IA richiede enormi forniture di semiconduttori industriali e tecnologie di efficientamento energetico, ambiti in cui l’industria tedesca mantiene un vantaggio competitivo. Questo avviene in un contesto nazionale, quello tedesco, in cui si prevede un allentamento del freno al debito (debt brake) e l’introduzione di fondi extra-bilancio per 500 miliardi di euro destinati a infrastrutture e clima nel medio termine.
- CAC 40: -0,31% a 8.281. Parigi continua a essere l’epicentro della volatilità legata al settore dei beni di lusso, che risente profondamente delle revisioni al ribasso sulle stime di crescita dei consumi in Asia e della pressione sui margini. Titoli come Hermès (-3,30%) e LVMH (-1,81%) pagano il pegno di un’economia cinese che fatica a ripartire, erodendo la base dei consumatori ad alto spendente su cui questi giganti hanno costruito la crescita dell’ultimo decennio. Di contro, la resilienza di TotalEnergies (+1,72%) dimostra come l’energia tradizionale resti un porto sicuro nei momenti di crisi dell’offerta globale.
- FTSE 100: -0,12% a 10.807. Il listino britannico sta tentando di bilanciare le perdite di alcuni settori ciclici con la forza dei titoli legati alle materie prime, sostenuti dalle dinamiche inflattive globali. Il crollo di J.D. Wetherspoon (-7,63%) è l’emblema delle pressioni inflattive che strangolano il settore dei servizi e dell’ospitalità. Le aziende non riescono a scaricare interamente l’aumento dei costi (energia, materie prime, salari) sui consumatori finali senza distruggere la domanda, subendo così una violenta compressione dei margini.
- FTSE MIB: -0,70% a 51.861 punti. Piazza Affari è penalizzata dal rialzo dei rendimenti obbligazionari sovrani con lo spread BTP/Bund a 10 anni che sale a 83 punti con un +0,53% e dalle fisiologiche prese di beneficio dopo i parziali recuperi delle sedute precedenti.
Aggiornamento S&P 500, Nasdaq e il contesto statunitense
I mercati azionari statunitensi riaprono oggi i battenti dopo la prolungata pausa per la festività del Labor Day, che ha mantenuto Wall Street chiusa nella giornata di lunedì 7 settembre. L’eredità lasciata dall’ultima sessione attiva, quella di venerdì 4 settembre, è stata caratterizzata da un clima di avversione al rischio, con i principali benchmark che hanno archiviato la settimana in territorio negativo. Nello specifico, il Dow Jones Industrial Average ha ceduto lo 0,51% chiudendo a 53.414 punti, l’S&P 500 ha registrato una contrazione dello 0,38% posizionandosi a 7.718 punti, e il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno lo 0,29%, arrestandosi a quota 26.506 punti. L’indice S&P 500, in particolare, ha mostrato una vulnerabilità tecnica, con un rischio di correzione evidenziato dagli analisti verso il target dei 7.650 punti, sebbene la trendline rialzista di fondo mantenga l’area di resistenza primaria vicina ai 7.883 punti.
Tuttavia, la fotografia offerta questa mattina dai contratti derivati (futures) sugli indici statunitensi dipinge un quadro di ottimismo, suggerendo un tentativo di rimbalzo in avvio di contrattazioni. I futures sull’S&P 500 registrano un progresso dello 0,1%, mentre quelli sul Nasdaq 100 avanzano in maniera più convinta dello 0,2%, trainati dalla perdurante resilienza del comparto tecnologico e dalle aspettative legate alla domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
Questo posizionamento rialzista si scontra frontalmente con un quadro macroeconomico in rapido deterioramento sul fronte delle aspettative dei tassi di interesse. La pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro statunitense della scorsa settimana ha rivelato la creazione di 162.000 nuovi posti di lavoro in agosto, un dato superiore alle attese degli analisti che si fermavano a sole 56.000 unità, con un tasso di disoccupazione stabile al 4,1%. La solidità inaspettata del mercato del lavoro, unita a una crescita salariale su base annua del 3,1%, ha innescato una violenta revisione delle probabilità implicite di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve: i mercati, secondo il CME FedWatch Tool, prezzano ora una probabilità del 60% per un incremento di 25 punti base nel meeting di settembre, rispetto al 50% precedente alla diffusione del dato. L’aumento dei rendimenti obbligazionari conseguente a tali aspettative funge da potente contrappeso per le valutazioni azionarie, specialmente per i titoli growth a lunga duration finanziaria presenti nel Nasdaq.
Materie Prime
| Materia Prima | Valore Attuale | Variazione Ultime 24h | Variazione YTD |
| Oro | 4.392 $/t.oz | -0,31% | +1,67% |
| Petrolio Brent | 99,03 $/Bbl | +1,90% | +62,40% |
| Petrolio WTI | 94,53 $/Bbl | +3,23% | +64,38% |
| Gas TTF (EU) | 74,29 €/MWh | +1,58% | +163,85% |
| Argento | 65,91 $/t.oz | -0,35% | -7,58% |
Eventi in programma oggi
| Ora (CEST) | Paese/Area | Evento | Rilevanza | Attesa/Precedente |
| 13:30 | Stati Uniti | Scorte settimanali petrolio greggio (API) | Alta | -2.60 M |
| 17:00 | Stati Uniti | Aspettative Inflazione a 1 anno (NY Fed) (Ago) | Alta | – |
| 19:00 | Stati Uniti | Asta Titoli di Stato a 3 anni (Treasury) | Media | 58 Mld$ |
Focus Italia
Piazza Affari mostra un andamento prevalentemente negativo, caratterizzato da vendite diffuse su quasi tutti i settori. Il comparto finanziario è particolarmente sotto pressione, trascinato al ribasso dalle perdite di pesi massimi come UniCredit (-1,60%), Intesa Sanpaolo (-1,08%) e Generali (-1,14%). Soffrono anche le utility, con Enel in calo dello 0,60%, e il settore tecnologico, dove STMicroelectronics fa registrare uno dei ribassi più marcati (-2,25%). In netto contrasto con questo clima di debolezza generale, si distinguono in positivo i settori delle telecomunicazioni e dell’energia, che offrono un importante supporto: Telecom Italia (TIT) svetta con un brillante +2,35%, mentre Eni segna un solido +1,34%, seguita da Tenaris con un rialzo dello 0,65%.

Telecom Italia (TIM)
Il catalizzatore della giornata borsistica è Telecom Italia (TIM), al centro della contesa per il controllo dell’infrastruttura di telecomunicazioni. Ieri sera Poste Italiane ha rilanciato l’OPAS volontaria totalitaria su TIM per vincere le resistenze dei fondi azionisti ed eliminare lo “sconto di holding” sul titolo.
- Aumento della componente cash: La porzione in contanti cresce di 0,30 euro, passando da 1,67 a 1,97 euro per azione.
- Corrispettivo misto e finanziamenti: Ogni azione TIM dà diritto a 0,218 nuove azioni Poste Italiane più 1,97 euro cash. L’operazione è supportata da 512 milioni di euro di finanziamenti bancari con BNP Paribas e Mediobanca.
- Valutazione del titolo: Il nuovo corrispettivo valorizza TIM a circa 6,65 euro sui prezzi storici di Poste e fino a 7,83 euro sui corsi più recenti (rispetto ai 7,47 euro del 7 settembre).
- Rinuncia alla condizione soglia: Poste acquisterà le azioni apportate indipendentemente dal raggiungimento del 66,67% dei diritti di voto.
- Nuovo calendario: I termini di adesione sono stati riaperti dal 21 al 25 settembre 2026, bloccando gli acquisti a mercato tra il 10 e l’11 settembre per evitare arbitraggi.
L’operazione incassa l’adesione dell’AD Pietro Labriola e del top management. Con 11,6 milioni di azioni già conferite al 7 settembre (6,15% del capitale), il mercato scommette sulla riuscita dell’acquisizione, posizionando TIM al centro della liquidità di Piazza Affari.



