Mercati europei. Slancio positivo dei listini EU

Nel Vecchio Continente, la seduta odierna si è aperta in un clima di positività, trainata dall’inerzia del settore high-tech statunitense. 

DAX 40: +0,56% a quota 26.514,29 punti. La tenuta del DAX è da attribuirsi principalmente alla parziale resilienza del settore Automobiles and Parts, storicamente interconnesso con la domanda globale, e al rimbalzo dei fornitori di componentistica. Tuttavia, il listino è zavorrato dalle criticità intrinseche al modello economico tedesco. I dati macroeconomici hanno rivelato un incremento dei prezzi all’importazione in Germania del +0,2% su base mensile e del +6,8% su base annua a luglio. Questo fattore inflattivo sui costi dei fattori produttivi erode i margini delle imprese manifatturiere, mantenendo l’indice vulnerabile a eventuali shock sulla catena di approvvigionamento.

CAC 40: +1,06% a quota 8.408,87 punti. L’iniziale spinta rialzista è stata catalizzata dalle manovre di ingegneria finanziaria all’interno dei colossi nazionali. In particolare, EssilorLuxottica ha annunciato l’avvio di un massiccio piano di buyback (acquisto di azioni proprie) fino a 5 milioni di azioni, spingendo il titolo in forte rialzo (+3% a Parigi) e infondendo fiducia. Ciononostante, il listino ha ceduto sotto il peso dell’incertezza macroeconomica: l’Istituto Statistico Nazionale Francese (INSEE) ha pubblicato stime preliminari che indicano un’accelerazione inattesa dell’inflazione ad agosto (+0,7% su base mensile). Questo dato ha immediatamente innalzato le probabilità di un mantenimento dei tassi elevati da parte della BCE, colpendo le valutazioni delle aziende altamente indebitate.

FTSE 100: la peggiore d’Europa con un + 0,20% a 10.813,78 punti. La composizione del listino d’Oltremanica, fortemente sbilanciata verso il comparto energetico, minerario e finanziario, lo rende estremamente sensibile alle fluttuazioni delle materie prime. Mentre il rimbalzo iniziale del comparto tecnologico ha fornito un debole supporto, le tensioni geopolitiche hanno prevalso. Nello specifico, l’escalation retorica e strategica nel conflitto russo-ucraino ha raggiunto un nuovo apice, con Mosca che ha esplicitamente minacciato Londra di colpire le basi militari britanniche come rappresaglia per la fornitura di armamenti a Kiev. Questo ha scatenato un’immediata reazione di de-risking da parte degli investitori istituzionali esposti sul mercato del Regno Unito.

FTSE MIB: L’indice principale di Borsa Italiana ha aperto le contrattazioni in netto territorio positivo, segnando un +0,86% nella prima ora a 52.714,18 punti. La seduta milanese è stata caratterizzata da una profonda spaccatura settoriale. Il listino è stato inizialmente trainato al rialzo dalle società tecnologiche e industriali, galvanizzate dall'”effetto Nvidia”: STMicroelectronics ha registrato un balzo del +2,92%, mentre altri player industriali come Stellantis (+2,58%) e Leonardo (+1,72%) hanno beneficiato di acquisti speculativi e solidi portafogli ordini. Di contro, la pressione in vendita si è abbattuta inesorabilmente sul comparto delle utilities (vulnerabili agli scenari di tassi “higher for longer”), con Hera che ha ceduto il 3,32%, ed Enel in ritracciamento. Il settore bancario, pur essendo il motore del listino, ha mostrato estrema volatilità (Unicredit -3,17%, Banco BPM -2,12%), a causa del nervosismo legato all’imponente operazione di M&A in corso che coinvolge MPS e Intesa Sanpaolo, dinamica che verrà analizzata in dettaglio nelle sezioni successive.

Materie prime

Materia PrimaValore AttualeVariazione (ultime 24h)Variazione 1 anno (YTD)
Oro (Spot)$4.603 / oz+0,03%+6,59%
Petrolio Brent$88,13 / bbl-0,72%+44,16%
Petrolio WTI$83,07 / bbl-0,65%+43,95%
Gas Naturale (TTF)€69,53 / MWh+2,04%+147,11%
Argento$70,26 / oz+1,43%-1,15%

Tabella dei Principali Eventi in Programma

Orario (CEST)Area GeograficaEvento EconomicoDato Atteso (Consensus)Dato Precedente
01:30GiapponeTasso di Disoccupazione (Luglio)2,5%2,5%
07:00GiapponeIndice di Fiducia dei Consumatori34,9 punti
08:45FranciaPIL Trimestrale (Q2)+0,2%-0,1%
08:45FranciaIndice dei Prezzi al Consumo (IPC/CPI) – Mensile+0,7%+0,6%
09:00SpagnaIndice dei Prezzi al Consumo (IPC/CPI) – Annuale+4,2%+3,6%
09:55GermaniaTasso di Disoccupazione (Agosto)6,4%6,4%
10:00ItaliaFatturato dell’Industria – Mensile+0,6%
11:00EurozonaIndice di Fiducia dei Consumatori-16,3 punti-15,9 punti
11:00EurozonaIndice di Fiducia dell’Economia97,5 punti96,9 punti
16:00USAIndice di Fiducia Consumatori (Università del Michigan)51,0 punti55,2 punti
Da definireUSA Discorso Ufficiale del Presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh

Focus Italia

Il mercato dei capitali italiano sta vivendo una fase di straordinaria densità informativa e operativa. L’ecosistema finanziario nazionale è attualmente permeato da due filoni narrativi primari che assorbono l’attenzione degli investitori istituzionali: le faraoniche manovre di aggregazione nel settore bancario e assicurativo, e la gestione della liquidità sul mercato dei titoli di Stato in un ambiente di tassi sfavorevole.

Il “Risiko” Bancario: Lo Scontro Titanico tra Intesa Sanpaolo, MPS e Generali

Il settore del credito in Italia si trova nell’occhio del ciclone di un riassetto sistemico senza precedenti, scatenato dall’iniziativa di due giganti del comparto. Inizialmente, Intesa Sanpaolo (sotto l’egida dell’Amministratore Delegato Carlo Messina) aveva mosso le acque lanciando un’imponente Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (OPAS) del valore di 30,6 miliardi di euro finalizzata all’acquisizione di Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS).

L’istituto senese non è rimasto inerte. Guidata dal CEO Luigi Lovaglio, MPS ha architettato una difesa complessa e audace, lanciando a sua volta una “doppia” Offerta Pubblica di Scambio (OPS) del valore astronomico di circa 34 miliardi di euro. L’operazione “predatoria” di Lovaglio punta all’acquisizione simultanea di Banco BPM e Banca Generali. Il disegno industriale di MPS è inequivocabile: fondere questi asset per creare un conglomerato bancario-assicurativo da circa 80 miliardi di euro di capitalizzazione pro-forma, garantendosi l’accesso diretto alla ristretta élite delle prime dieci banche europee, e proteggendosi così dall’opa di Intesa. Per catalizzare l’adesione degli azionisti di minoranza, MPS ha inoltre inserito nel pacchetto la distribuzione di una maxi-cedola straordinaria da 4 miliardi di euro.

Tuttavia, l’ingegneria di questa contro-offensiva si sta scontrando con una miriade di frizioni istituzionali e regolamentari:

  1. L’Apertura Condizionata di Generali: Il Consiglio di Amministrazione di Assicurazioni Generali (azionista di maggioranza di Banca Generali con una quota del 50,17%) si è formalmente riunito per valutare l’OPS. Sebbene i vertici del “Leone” di Trieste, guidati da Philippe Donnet, abbiano tenuto a precisare che l’offerta non è stata né sollecitata né preventivamente concordata, hanno formalmente confermato la disponibilità a valutare le implicazioni industriali e commerciali della proposta. Il motivo di questa apertura risiede nei termini finanziari: l’offerta di MPS riconosce a Banca Generali un premio stimato intorno al 10% sulle attuali quotazioni di mercato.
  2. Il Rifiuto di Banco BPM: Diametralmente opposta è stata la reazione di Banco BPM. L’istituto milanese ha immediatamente frenato l’entusiasmo, respingendo l’ipotesi in quanto ritenuta priva di un adeguato premio economico per i propri azionisti.
  3. L’Azione Legale di Intesa Sanpaolo: Di fronte alle mosse difensive di MPS, Intesa Sanpaolo sta preparando un’offensiva regolamentare. I legali dell’istituto milanese stanno valutando il deposito di un esposto formale presso la Consob. L’oggetto del contenzioso si focalizzerebbe sulla presunta violazione della passivity rule (la norma che impedisce alla società bersaglio di un’OPA di compiere atti che ne alterino significativamente il patrimonio senza l’autorizzazione dell’assemblea) e sulle tempistiche anomale relative alla convocazione dell’assemblea straordinaria di Siena prevista per ottobre.
  4. Il Peso degli Investitori Istituzionali e l’Allarme Rating: L’agenzia di rating Fitch ha diramato una nota in cui esprime forte scetticismo, segnalando come la doppia offerta di MPS aggiunga “significativi rischi di esecuzione” e debba affrontare “numerosi ostacoli”, soprattutto considerando che l’istituto senese è ancora impegnato nella digestione dell’integrazione con Mediobanca. Il destino di questa titanica battaglia sarà verosimilmente deciso in sede assembleare dai grandi fondi istituzionali internazionali, quali BlackRock, Vanguard e Amundi, che detengono partecipazioni cruciali (superiori al 10%) nel capitale di entrambi i contendenti.

Il Costo del Debito: Aste BTP e Tenuta dello Spread

Se l’azionario bancario vive di scosse telluriche, il mercato del debito sovrano italiano sta offrendo una prova di notevole stabilità, fondamentale per la tenuta dei conti pubblici.

Lo spread, ovvero il differenziale di rendimento tra i Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) decennali italiani e i Bund decennali tedeschi, si sta consolidando in una fascia di oscillazione eccezionalmente contenuta, compresa tra gli 80 e gli 83 punti base. Questa metrica suggerisce che i mercati finanziari, al momento, prezzano un rischio politico e fiscale sull’Italia estremamente basso rispetto alle medie storiche. Il rendimento assoluto del BTP a 10 anni si attesta intorno alla soglia psicologica del 4,00% – 4,09%.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) sta sfruttando questa finestra di stabilità per finanziare agilmente le scadenze. Nella seduta del 26 agosto, Banca d’Italia ha comunicato l’esito dell’asta relativa a una nuova tranche (la prima) del BTP Short Term con scadenza fissata al 30 ottobre 2028 e cedola annua lorda del 3,00% (Codice ISIN IT0005729733). L’emissione si è rivelata un pieno successo: il Tesoro ha collocato l’intero importo massimo stabilito di 3 miliardi di euro, registrando una solida domanda da parte degli investitori pari a 4,73 miliardi di euro, equivalente a un eccellente rapporto di copertura (bid-to-cover ratio) di 1,58. Il rendimento di assegnazione si è posizionato al 3,02%, indicando una curva dei tassi che mantiene la sua pendenza e attrae copiosi flussi di liquidità sul breve termine.

A corollario di questa emissione, per la giornata odierna (28 agosto 2026), il MEF ha in programma ulteriori operazioni strategiche sul tratto a medio-lungo della curva. È previsto il collocamento di BTP a 5 anni (scadenza giugno 2031) e 10 anni (scadenza luglio 2036), insieme a Certificati di Credito del Tesoro indicizzati all’Euribor (CCTeu) con vita residua a 8 e 9 anni, per un importo cumulativo offerto che può spingersi fino a 8,5 miliardi di euro. La risposta istituzionale a queste aste fornirà il polso definitivo sulla fiducia sistemica nei confronti dell’architettura fiscale nazionale.

L’Ascesa di eVISO

Scendendo nel dettaglio del micro-cap e delle eccellenze settoriali al di fuori dei titoli tradizionali, una delle dinamiche più interessanti della seduta odierna riguarda la società eVISO S.p.A., quotata sul segmento Euronext Growth Milan.

eVISO è un operatore atipico: pur operando nel mercato dell’energia (fornitura di elettricità e gas a PMI e settore agricolo), il suo reale vantaggio competitivo risiede nello sviluppo di un’infrastruttura tecnologica proprietaria basata sull’Intelligenza Artificiale, utilizzata per l’analisi predittiva dei flussi e per il commodity trading. Nelle scorse ore, la società ha rilasciato i dati preliminari di bilancio, innescando l’interesse diffuso della comunità finanziaria. I ricavi relativi al solo quarto trimestre fiscale hanno registrato un formidabile +48% su base annua. Ampliando l’orizzonte, l’intero esercizio finanziario (luglio 2025 – giugno 2026) ha visto il fatturato consolidarsi a 340,8 milioni di euro, segnando un incremento dell’8% rispetto ai 315,6 milioni dell’esercizio precedente.

Ma l’impatto sul mercato trascende i meri dati di bilancio. A catalizzare l’attenzione istituzionale sul titolo è stata l’inclusione dell’Amministratore Delegato di eVISO, Uljan Sharka, nella prestigiosa classifica globale TIME100 AI 2026. Questo riconoscimento internazionale conferisce alla società un sigillo di validazione sull’effettiva scalabilità e innovazione dei suoi modelli algoritmici. eVISO rappresenta l’archetipo dell’azienda che gli attuali mercati tendono a premiare: un business tradizionale (utilities) che utilizza la leva dirompente dell’Intelligenza Artificiale non come semplice abbellimento narrativo, ma come strumento per l’efficientamento operativo e la massimizzazione della marginalità.