Questa mattina i mercati del Vecchio Continente partono quasi tutti in rialzo. Piazza Affari registra un’apertura positiva intorno al +1,80%, con il FTSE MIB sui 46.339 punti circa seguita da Francoforte (DAX) con +0,8%, Madrid +0,3%, Parigi +0,3%, Amsterdam +0,2% e Londra (FTSE 100) rallenta -0,1%. Nel complesso lo Stoxx Europe 600 viaggia su livelli di parità o marginalmente positivi, in linea con il buon tono degli altri indici europei di inizio settimana.
Focus Stati Uniti
L’S&P 500 ha oscillato sui livelli di chiusura precedenti, con una modesta ripresa dopo gli scambi, mentre il dollaro si è rafforzato ulteriormente (+0,6% sull’indice DXY). Intanto l’accordo commerciale USA-India annunciato lunedì spinge l’ottimismo sul fronte politico: il presidente Trump ha ridotto i dazi reciproci dal 25% al 18%, notizia che sostiene la fiducia negli asset rischiosi.
Materie prime
I mercati delle commodities continuano la fase di correzione. L’oro si attesta stamane intorno ai 4.660 $/oncia, in netto ribasso (circa -4/5%) rispetto ai massimi storici toccati a metà gennaio. L’argento ha subito un calo ancora più marcato (-8% da venerdì), toccando nuovi minimi di periodo.
Anche il petrolio Brent è in flessione, scambiando a circa 62 $ al barile, con una perdita di quasi il 5% nelle ultime sedute. Sorprende la discesa del gas naturale: i future europei sono a 32 €/MWh, in calo del 4%, a causa di previsioni di un’offerta abbondante e di un clima più mite.
In generale, il recente crollo delle principali materie prime (oro, argento, petrolio e gas) ha esercitato una pressione venditrice sui mercati globali, con conseguenti ripercussioni negative sui titoli dei settori energetico e minerario.
Panoramica dei Mercati e Geopolitica
L’attenzione macroeconomica di oggi è rivolta ai dati continentali. Nell’Eurozona, sono stati confermati i PMI di gennaio: il dato manifatturiero finale è migliorato a 49,5 (da 48,8), pur rimanendo in zona di contrazione (sotto 50). A livello nazionale, l’Italia pubblica i risultati dell’indagine trimestrale della Banca d’Italia sul credito bancario, mentre la Francia presenta il consuntivo di finanza pubblica.
Negli USA, non sono attesi indicatori di rilievo, e l’attenzione degli investitori rimane concentrata sui prossimi dati chiave (ISM, occupazione di gennaio, Fed).
Contesto Geopolitico e Asiatico
La tensione tra Russia e Ucraina rimane alta, con segnalazioni di nuovi attacchi russi su Kiev e Kharkiv durante la notte, il che alimenta i timori sull’impatto del conflitto. Allo stesso tempo, si apre uno spiraglio diplomatico: l’Iran si è dichiarato disponibile al dialogo con gli USA, un elemento che i mercati monitoreranno attentamente.
In Asia, le borse cinesi riaprono dopo la festività del Capodanno lunare in un clima di volatilità. In Corea del Sud si registra un rally (+6% lunedì) grazie a un lieve allentamento delle tensioni regionali. In Giappone, l’incertezza politica legata ai sondaggi elettorali potrebbe esercitare un’influenza sul Nikkei nel breve termine.
Impatto dell’aumento dei tassi in Giappone sugli USA
Un aumento dei tassi in Giappone può avere effetti a catena sul mercato dei Treasury americani. Per anni gli investitori giapponesi – tra i maggiori detentori esteri di debito USA – hanno finanziato gli Stati Uniti grazie a rendimenti domestici prossimi allo zero. Con tassi giapponesi in risalita, però, diventa più conveniente riportare capitali in patria o investirli in bond locali, riducendo la domanda di titoli del Tesoro USA. Questo meccanismo può spingere al rialzo i rendimenti americani, aumentando il costo di rifinanziamento del debito federale e creando nuove pressioni su deficit e stabilità finanziaria globale.



