Vola lo spread a più 4 punti base sulla chiusura di ieri, dopo il flop del Governo Meloni alla Camera coi conseguenti timori per la tenuta della legislatura. I mercati del Vecchio Continente hanno inaugurato la seduta all’insegna di una marcata prudenza. Gli investitori stanno bilanciando l’effetto positivo della trimestrale di ASML con i deludenti dati sul Prodotto Interno Lordo (PIL) cinese del secondo trimestre, che si è fermato
a una crescita dello 0,9% su base congiunturale, sollevando dubbi sulla tenuta della domanda globale.
● DAX 40: Apertura in calo -0,53% in area 25.019 punti. Il listino tedesco, fortemente orientato all’esportazione e alla manifattura pesante, sconta la debolezza dei dati macroeconomici provenienti da Pechino. Il settore automobilistico e quello dei beni strumentali risentono delle prospettive incerte sulla ripresa asiatica e sulle recenti discussioni in merito alle tariffe commerciali. Il cedimento dei supporti iniziali ha
spinto l’indice al di sotto della soglia psicologica dei 25.000 punti. Il mercato monitora attentamente l’area di supporto di breve periodo situata a 24.980,6 punti; una violazione strutturale di questo livello potrebbe innescare ulteriori pressioni ribassiste. La prima area di resistenza è invece posizionata a 25.230,2 punti.
● CAC 40: Apertura cautamente positiva +0,03% a 8.366,85 punti. L’indice francese si distingue per la sua resilienza relativa, supportata da due pilastri fondamentali: il settore energetico e un tentativo di rimbalzo del comparto lusso. Il colosso TotalEnergies (+1,11%) sta beneficiando in modo diretto delle recenti fiammate dei prezzi del petrolio greggio. Nel frattempo, i marchi di alta gamma tentano un
assestamento tecnico dopo le recenti flessioni, agendo da stabilizzatori per l’indice parigino. La dinamica grafica evidenzia un supporto vitale a quota 8.375,4 punti. Nonostante l’andamento laterale della mattinata, gli algoritmi di trading indicano la possibilità di un’estensione della trendline rialzista verso l’obiettivo di medio periodo di 8.717 punti, a condizione che i volumi in acquisto sostengano la tenuta dei supporti.
● FTSE 100: Apertura in ribasso (-0,15%) in area 10.470 punti. Il listino britannico è penalizzato dalla massiccia esposizione al settore minerario e delle materie prime di base. Si registrano forti prese di beneficio e rotazioni settoriali su titoli chiave come Antofagasta, che cede il 3,38%, e il leader dell’estrazione di argento Fresnillo, in flessione del 3,04%. La flessione generalizzata dei metalli preziosi e industriali nelle prime battute della giornata (dopo i forti rialzi annuali) ha innescato ordini di vendita algoritmici sulle “blue chip” estrattive. L’indice ha mostrato un cedimento in termini di forza relativa. È essenziale il controllo dell’area di supporto posizionata a 10.451,6 punti. Un mancato rimbalzo da questi livelli renderebbe concreta la possibilità di una continuazione della fase correttiva fino a testare quota 10.433,5 punti.
● FTSE MIB: risale a -0,28% a 52.713 punti dopo un apertura a -0,61% . Piazza Affari apre la giornata all’insegna della lettera, condizionata da forti prese di beneficio sul comparto della difesa, con Leonardo e Avio in deciso calo. Pesa inoltre la debolezza strutturale del settore delle utilities e un atteggiamento attendista sulle banche. Il mercato sconta anche un lieve irrigidimento sul fronte obbligazionario, con lo spread BTP-Bund decennale che registra un allargamento in area 78-80 punti base, spingendo il rendimento del titolo decennale italiano al 3,92%. Il grafico del principale indice italiano evidenzia un allontanamento dai massimi annuali.
Nonostante l’apertura debole, l’analisi dei future suggerisce che un recupero della soglia dei 52.742 punti potrebbe riportare l’indice in un canale di trading laterale rialzista.
Materie Prime
| Materia Prima | Valore Attuale | Variazione Ultime 24h | Variazione YTD |
| Oro | 4.028 USD/oz | -0,63% | -6,68% |
| Argento | 58,34 USD/oz | -0,54% | -18,09% |
| Petrolio Brent | 85,25 USD/bbl | +0,67% | +39,99% |
| Petrolio WTI | 79,88 USD/bbl | +0,79% | +39,07% |
| Gas Naturale TTF | 54,74 EUR/MWh | +3,00% | +30,67% |
Tabella dei Dati Macroeconomici Rilevanti
| Ora (CEST) | Paese | Rilevanza | Evento e Periodo di Riferimento | Consenso | Dato Precedente |
| 04:00 | CIN | Alta | PIL (Trimestrale – Q2) | +4,50% a/a | +5,00% a/a |
| 04:00 | CIN | Alta | Vendite al Dettaglio (Giugno) | -0,10% a/a | -0,60% a/a |
| 04:00 | CIN | Alta | Produzione Industriale (Giugno) | +4,60% a/a | +4,50% a/a |
| 11:00 | EUR | Media | Produzione Industriale (Maggio) | +0,30% m/m / -0,5% a/a | +0,10% m/m |
| 14:30 | USA | Media | Manifattura Stato di New York (Empire State – Luglio) | 9,4 punti | 5,7 punti |
| 14:30 | USA | Alta | Prezzi alla Produzione (PPI ex Food/Energy – Giugno) | 0,0% m/m / +6,20% a/a | +1,1% m/m / +6,50% a/a |
| 16:30 | USA | Alta | Dati EIA su Scorte di Greggio (Settimanale) | – | 3 Mln barili |
Piazza Affari: Stellantis recupera con la nuova Tonale, utilities in ambasce

Analizzando Piazza Affari emerge un quadro contrastato, con una prevalenza di segni meno che pesa sull’andamento generale, ma con evidenti rotazioni settoriali. Il listino è zavorrato in particolar modo dalla debolezza del comparto finanziario, dove spiccano i ribassi di pesi massimi come UniCredit, Generali e Intesa Sanpaolo; all’interno dello stesso settore, tuttavia, Mediobanca e Monte dei Paschi di Siena si muovono in decisa controtendenza registrando solidi rialzi. Si nota inoltre una flessione diffusa e compatta nel settore delle Utilities, con Enel, Snam e Terna tutte in territorio negativo.
A fare da contrappeso e a fornire un supporto cruciale al mercato ci pensano i settori legati ai beni di consumo e all’automotive/lusso: Stellantis, che guadagna terreno dopo il teaser della seconda generazione della Alfa Romeo Tonale e recupera l’1,96% tornando a quota 5,09 €, e Ferrari spingono al rialzo il comparto dei beni durevoli, mentre Moncler si distingue in positivo tra i beni di consumo. Tra gli altri movimenti rilevanti, si evidenzia la forza di Tenaris nel comparto legato ai minerali energetici, in contrasto con il calo di Eni, e la decisa flessione di Leonardo nel settore delle tecnologie elettroniche. Nel complesso, il mercato mostra una chiara polarizzazione, premiando specifici titoli industriali e del lusso mentre penalizza utilities e gran parte del comparto bancario-assicurativo.



