Mercati in altalena. Italgas presenta un piano industriale da 13 miliardi

(RFG) Il contagio del Nasdaq si è abbattuto in prima istanza sulle piazze asiatiche (con il Nikkei in calo oltre il 3%) per poi investire l’avvio europeo. L’indice paneuropeo Euro Stoxx 50 ha aperto le contrattazioni cedendo oltre l’1,1% (area 6.239 punti). Di seguito, l’analisi dettagliata delle aperture dei principali indici del Vecchio Continente, con le sintesi delle motivazioni tecniche e fondamentali alla base dei movimenti:

  • DAX 40 – 24.825 punti (-1,25%): L’indice tedesco guida i ribassi appesantito da una duplice zavorra. Da un lato, l’onda lunga del Nasdaq colpisce duramente le aziende tecnologiche e dei semiconduttori, con Infineon in crollo del 5,52% e giganti industriali a forte esposizione tech come Siemens (-3,01%) e Siemens Energy (-5,32%) in netta flessione. Dall’altro, il settore automobilistico sconta le persistenti incertezze legate alla transizione elettrica e alla competizione asiatica, trascinando Volkswagen in ribasso del 4,35%.
  • CAC 40 – 8.339 punti (-0,73%): Il listino transalpino risente delle continue pressioni sul comparto dell’alto di gamma. Le revisioni al ribasso sui target price nel lusso (innescate da un recente downgrade su Moncler da parte di istituti di credito internazionali) sollevano dubbi sulla tenuta della domanda asiatica, penalizzando pesi massimi come Hermes International (-2,35%) e L’Oréal (-1,43%). Anche il settore tech locale soffre, con Schneider Electric in calo del 3,41%.
  • FTSE 100 –  10.412 punti (-0,24%): gli investitori stanno metabolizzando la transizione politica a seguito delle dimissioni del Primo Ministro Keir Starmer; tuttavia, la reazione composta dei gilt e delle azioni dimostra che i mercati hanno già assorbito e prezzato la probabile ascesa di Andy Burnham.
  • FTSE MIB – 52.232 punti (-1,06%): Oltre al sentiment globale, a livello di singoli titoli, pesano i crolli di STMicroelectronics (-5,42%), vittima della correzione globale sui chip, e di Stellantis (-4,12%), duramente colpita dai dati ACEA che certificano un marcato calo della quota di mercato europeo a maggio.

Aggiornamento Wall Street

La chiusura dei mercati statunitensi del 22 giugno ha delineato una netta divergenza che funge da catalizzatore per le contrattazioni odierne in Europa e in Asia. Mentre l’indice Dow Jones ha mostrato resilienza chiudendo in territorio positivo a 51.713 punti (+0,29%), i listini a maggiore trazione tecnologica hanno subito marcate pressioni in vendita.

L’S&P 500 ha archiviato la seduta in calo dello 0,37% a 7.473 punti, ma è stato il Nasdaq a registrare la flessione più severa, perdendo l’1,32% per attestarsi a 26.167 punti. Questo movimento correttivo è il risultato diretto di un massiccio sell-off scattato sulle mega-cap e sui colossi dei semiconduttori, motivato dalle crescenti incertezze sulla sostenibilità del debito accumulato per lo sviluppo delle infrastrutture di Intelligenza Artificiale (AI). Titoli di peso come Alphabet (-5,08%), Netflix (-5,82%) e la non quotata SpaceX (-16,4% in transazioni private/secondarie) hanno guidato i ribassi, seguiti da Broadcom (-4,67%), nonostante l’atteso stacco del dividendo previsto per oggi.

Focus Mercato Italiano

Pochi i titoli in verde: spiccano A2A con un +0,62% e Leonardo con un +0,58%. Il settore bancario resta rosso assieme alla stragrande maggioranza del MIB, Tim perde lo 0,84%, mentre tra gli industriali si registra la flessione pari al 4,30% di Stellantis dopo i dati sulle immatricolazioni di maggio in Europa. STMicroeletronics in caduta libera a -7,24%.

Lo spread apre a 71 punti base, in lieve rialzo rispetto ai 70 punti dell’ultimo closing. Il rendimento scende al 3,64% dal precedente 3,65%. L’euro e’ in lieve calo nei primi scambi della mattinata. La moneta unica passa di mano a 1,1421 dollari (-0,05%) e a 184,60 yen (-0,03%). Cambio dollaro/yen a 161,60 (+0,03%).

Italgas e il nuovo piano strategico

La notizia corporate più rilevante della giornata proviene dal settore utilities. L’Amministratore Delegato di Italgas (nel grafico qui sopra), Paolo Gallo, presenta oggi agli analisti il nuovo Piano Strategico 2026-2032, intitolato “Lead. Innovate. In a changing world”. Il piano prevede un esborso record di 13 miliardi di euro (+14,6% rispetto alla pianificazione precedente), spostando l’azienda dal tradizionale perimetro di distribuzione gas verso un’identità di tech-company energetica. Tra le novità più rilevanti vi è la massiccia adozione dell’Intelligenza Artificiale per l’efficientamento operativo, che dovrebbe generare 280 milioni di risparmi e 120 milioni di ricavi incrementali al 2032. Il gruppo mira a preparare le reti per l’idrogeno verde e il biometano, prevedendo un EBITDA di 3,3 miliardi entro la fine del piano e confermando un’aggressiva politica dei dividendi.

Nonostante la solidità dei fondamentali (crescita EPS prevista oltre il 9% CAGR), il titolo scambia oggi a 10,395 euro in ribasso dell’1,93%. Questa dinamica rappresenta un classico fenomeno di “sell on news”, esacerbato dal clima generale di risk-off che oggi non risparmia nemmeno i comparti storicamente difensivi come le utilities.

 Materie Prime

Materia PrimaValore AttualeVar. Ultime 24h (%)Var. Ultimo Anno (YTD)
Oro4.132 $/ oz-1,44%-4,45%
Argento62,64 $/ oz-3,72%-12,13%
Petrolio Brent77,49 $/ bbl-0,52%+27,43%
Petrolio WTI73,47 $/ bbl-0,52%+28,02%
Gas Naturale TTF41,48 €/ MWh-1,01%+47,25%

 Eventi macro in programma oggi

Ora (CEST)Paese/AreaEventoPrevisione (Atteso)Precedente
08:45FranciaFiducia delle Imprese102
09:15FranciaPMI Manifatturiero50,149,7
09:30GermaniaPMI Manifatturiero50,250,1
09:30GermaniaPMI Servizi49,048,1
10:00EurozonaPMI Manifatturiero51,651,6
10:00EurozonaPMI Servizi48,647,7
10:00EurozonaPMI Composito49,148,5
10:30Gran BretagnaPMI Manifatturiero e Servizi53,5 / 50,053,9 / 49,3
15:45USAPMI Manifatturiero e Servizi54,6 / 51,055,1 / 50,7
16:00USAIndice Fed Richmond813

L’impatto di questi dati sulle future decisioni di politica monetaria della BCE e della Federal Reserve è profondo. Analizzando le prime letture e le proiezioni:

  • Il paradosso dell’Eurozona: I dati diffusi in mattinata confermano un’Europa a due velocità. Il settore manifatturiero mostra segni di inaspettato cedimento (il PMI Eurozona esce a 51,3 contro i 51,6 attesi), evidenziando il perdurare della debolezza industriale tedesca.
  • La resilienza dei Servizi: A fungere da àncora di salvezza per l’Europa è il settore terziario. Il PMI Servizi dell’area euro batte le stime (48,9 contro 48,6), trainato dalla ripresa precoce del comparto turistico. Questo scenario rende complesso il cammino della BCE: se da un lato la manifattura stagnante richiede tassi più bassi, dall’altro un settore servizi resiliente rischia di mantenere alta l’inflazione core.
  • L’attesa per l’eccezionalismo USA: Nel pomeriggio, i riflettori si sposteranno oltreoceano (ore 15:45). Se i PMI statunitensi dovessero confermarsi nettamente in espansione (attesi a 54,6 per la manifattura e 51,0 per i servizi), si rafforzerebbero le posizioni della Federal Reserve volte a posticipare i tagli dei tassi. Un mercato obbligazionario che prezza tassi alti “for longer” è il medesimo catalizzatore che sta oggi penalizzando l’oro e azzerando i guadagni recenti del settore tecnologico.