(rfg) Le borse europee recuperano dopo un inizio settimana dominato dal “risk-off” per l’escalation tra USA, Israele e Iran. Nonostante la chiusura negativa di Wall Street, i future europei prezzavano già un rimbalzo tecnico, supportato da trimestrali positive e dalla parziale stabilizzazione dei prezzi energetici.
Tabella dei Movimenti dei Maggiori Listini Europei
| Indice | Valore Ultimo | Variazione % | Fattori Determinanti il Movimento |
| DAX 40 | 24.205,36 | +1,74% | Rimbalzo del tech (SAP) e dei consumi ciclici (Zalando, Adidas). |
| CAC 40 | 8.167,73 | +0,79% | Supporto dai titoli energetici (TotalEnergies) e parziale recupero del lusso. |
| FTSE 100 | 10.567,65 | +0,80% | Esposizione a commodity e titoli difensivi; debolezza della sterlina a 1,33. |
| FTSE MIB | 45.612,00 | +0,60% | Forza di STMicroelectronics; debolezza di banche come MPS e Mediobanca. |
I mercati Nordamericani: S&P 500 e Nasdaq
Il panorama oltreoceano si presenta più cauto rispetto a quello europeo. Nella seduta del 5 marzo 2026, i listini statunitensi hanno registrato una chiusura negativa, riflettendo l’attivazione di segnali tecnici di correzione che non si manifestavano con tale intensità da quasi due anni. L’indice S&P 500 ha chiuso a 6.831,62 punti, con una flessione dello 0,56%, mentre il Nasdaq Composite ha ceduto lo 0,26% terminando a 22.749 punti. La società di ricerca Variant Perception ha segnalato l’attivazione di un segnale di correzione tattica per l’S&P 500, avvertendo che il benchmark potrebbe testare il supporto della media mobile a 200 giorni, situata intorno ai 6.579 punti. Nonostante la solidità della produttività del quarto trimestre 2025, cresciuta del 2,8%, il mercato teme che il persistere delle tensioni in Iran possa scatenare shock inflattivi legati al petrolio, complicando il compito della Fed.
Il Nasdaq rimane focalizzato sulla tenuta delle “Big Tech”. Sebbene Broadcom abbia rassicurato gli investitori sul fatto che l’intelligenza artificiale non stia cannibalizzando il proprio business software, il settore dei semiconduttori appare vulnerabile a eventuali restrizioni sull’export o interruzioni delle supply chain globali. L’indice di volatilità VIX è salito dell’8% a quota 21,44, indicando un crescente nervosismo tra gli investitori in vista della pubblicazione dei dati sull’occupazione.
L’andamento delle materie Prime
| Materia Prima | Valore Attuale | Var. 24h | Var. 1 Anno | Analisi di Mercato |
| Oro (Futures) | 5.132,84 | +1,07% | +75,02% | Domanda di beni rifugio e riserve centrali. |
| Argento | 84,44 | +2,75% | +153,23% | Forte volatilità e domanda industriale crescente. |
| Petrolio WTI | 79,99 | -1,26% | +21,68% | Rischi geopolitici controbilanciati da offerta non-OPEC. |
| Petrolio Brent | 84,60 | -0,95% | +36,23% | Tensioni in Medio Oriente sostengono i prezzi medi. |
| Gas Naturale | 2,96 | -1,00% | -31,06% | Sentiment ribassista nonostante crisi del Golfo. |
| Rame | 5,86 | +0,60% | +21,80% | Indicatore di una cauta espansione industriale. |
Piazza Affari si concentra sull’inflazione
Piazza Affari continua a mostrare una dinamica peculiare, influenzata sia da flussi di capitale istituzionale che dal forte interesse del risparmio retail. Uno dei trend più evidenti nel 2026 è il progressivo riassetto dei listini. Dal 23 marzo 2026, l’indice FTSE MIB vedrà l’ingresso di Avio a discapito della Banca Popolare di Sondrio, riflettendo la crescente importanza strategica del settore aerospaziale italiano a scapito del consolidamento nel settore bancario regionale. Il mercato italiano sta inoltre monitorando con attenzione i dati sull’inflazione, che a febbraio 2026 si è attestata all’1,6% su base annua. Questo dato, inferiore alla media europea, suggerisce una resilienza del potere d’acquisto delle famiglie italiane, sebbene l’aumento dei prezzi dei servizi rimanga un fattore di rischio per la stabilità dei consumi nel medio termine.
La suddivisione per capitalizzazione evidenzia un mercato a più velocità. Le Large Cap rimangono fortemente influenzate dalle dinamiche internazionali e dal comparto finanziario, mentre le Mid e Small Cap riflettono più direttamente la vitalità del tessuto imprenditoriale di nicchia, spesso oggetto di attenzioni da parte di investitori istituzionali e fondi di private equity.
| Segmento Indice | Valore Ultimo | Variazione % | Focus di Giornata |
| FTSE MIB (Large Cap) | 44.608,55 | -1,61% | Newsflow su dividendi bancari e trimestrali tech. |
| FTSE Italia Mid Cap | 56.337,29 | -1,59% | Risultati Italmobiliare e Maire; ingresso di Revo. |
| FTSE Italia Small Cap | 34.760,07 | -1,02% | Performance di Toscana Aeroporti e Basicnet. |
Titolo Italiano Sotto Osservazione: Prysmian SpA
Il titolo più interessante della giornata è indubbiamente Prysmian, colosso mondiale nei sistemi in cavo. La società ha annunciato la firma di un accordo quadro strategico con l’operatore olandese Alliander per la fornitura di cavi di media e bassa tensione. L’accordo, della durata di 8 anni e con un valore complessivo stimabile fino a 500 milioni di euro, è finalizzato all’ammodernamento della rete elettrica dei Paesi Bassi per favorire l’integrazione delle energie rinnovabili. Nonostante una flessione tecnica del 3,52% nella seduta precedente (chiusura a 98,60 euro), dovuta a prese di beneficio dopo un rally che ha portato il titolo a guadagnare oltre l’84% nell’ultimo anno, Prysmian rimane una delle scelte preferite dagli analisti per l’esposizione al tema della transizione energetica. Con un rendimento da dividendo stimato dello 0,91% e una capitalizzazione di oltre 28 miliardi di euro, il titolo rappresenta un punto di riferimento per la resilienza industriale italiana nel contesto europeo.



