Per comprendere la debolezza odierna in Europa, è essenziale decostruire la chiusura di Wall Street di martedì 10 febbraio. Il mercato statunitense ha mostrato una frattura interna significativa, sintomo di una riallocazione strategica dei portafogli istituzionali. Il Dow Jones Industrial Average ha chiuso la seduta in rialzo dello 0,10%, attestandosi a 50.188,14 punti, dopo aver segnato un nuovo massimo storico intraday a 50.513 punti. Il superamento della soglia dei 50.000 punti non è meramente simbolico; rappresenta la validazione della tesi del “soft landing” per l’economia industriale americana. Gli investitori stanno premiando le società “old economy” con flussi di cassa stabili e dividendi prevedibili, percepite come meno vulnerabili a tassi di interesse che potrebbero rimanere elevati più a lungo del previsto.
Al contrario, il S&P 500 e il Nasdaq 100 hanno subito pressioni di vendita. L’S&P 500 è sceso dello 0,33% a 6.941,81 punti, mentre il Nasdaq 100 ha registrato la performance peggiore, cedendo lo 0,56% a 25.127,64 punti. Questa divergenza segnala una “fatica da valutazione” nel settore tecnologico. Titoli come NVIDIA, che in pre-market mostrava cali vicini allo 0,8%, indicano che il premio per il rischio sull’intelligenza artificiale si sta contraendo. Gli investitori stanno monetizzando i guadagni straordinari accumulati nel 2024-2025 per riposizionarsi su settori più difensivi o ciclici industriali, anticipando che la prossima fase di crescita degli utili sarà più distribuita e meno concentrata sui “Magnifici 7”.
Per quanto riguarda il mercato italiano, il FTSE MIB scambiava a 46.445,40 punti, in calo dello 0,76% rispetto all’apertura. L’indice principale, che aveva aperto a 46.854,11 punti, non è riuscito a mantenere i livelli, scivolando verso i minimi di sessione. La debolezza è ancora più pronunciata nei segmenti a media e bassa capitalizzazione, che sono storicamente più sensibili al ciclo economico domestico e alle condizioni di liquidità interne:
- Il FTSE Italia Mid Cap registra la performance peggiore, con un calo dell’1,12% a 60.449,10 punti.
- Il FTSE Italia STAR, che raggruppa le eccellenze ad alti requisiti, cede lo 0,96%.
- Il FTSE Italia Small Cap arretra dello 0,67%.
Questa sottoperformance diffusa indica che non si tratta di una semplice rotazione settoriale, ma di un alleggerimento strutturale dell’esposizione sull’Italia, probabilmente innescato da timori sulla tenuta della crescita industriale e da rischi specifici del settore bancario. Questo il sentiment:
- Titoli in Rialzo:
- Campari (+0,40%): In fasi di incertezza, i flussi si dirigono verso il settore Food & Beverage, considerato anelastico rispetto al ciclo economico.
- Eni (+0,36%) e Enel (+0,21%): I colossi energetici fungono da ammortizzatore per l’indice. Eni beneficia direttamente del rialzo del greggio Brent (vicino ai 70$), agendo come hedge naturale contro l’inflazione energetica. Enel, d’altra parte, mostra una resilienza che suggerisce come il mercato non stia prezzando uno shock immediato sui tassi obbligazionari sovrani.
- Titoli in Ribasso:
- Diasorin (-0,64%): Il settore healthcare diagnostico soffre, forse per rotazione o prese di profitto.
- FinecoBank (-0,41%) e Banca Mediolanum (-0,15%): Il risparmio gestito mostra segni di debolezza, correlati all’andamento negativo dei mercati azionari che impatta sulle commissioni di performance attese.
- Intesa Sanpaolo (-0,15%): La più grande banca italiana mostra una tenuta relativa migliore rispetto alle mid-cap, ma rimane in territorio negativo, riflettendo la cautela generale sul settore bancario europeo.
L’andamento delle piazze europee
Mentre Milano e Francoforte soffrono, Londra si distingue per una performance positiva, evidenziando come la composizione settoriale degli indici sia determinante in questo ciclo economico.
- FTSE 100: L’indice britannico ha aperto in rialzo dello 0,2% a 10.375,02 punti, flirtando con i massimi storici. La forza del “Footsie” deriva dalla sua pesante esposizione ai settori minerario ed energetico (Shell, BP, Rio Tinto, Glencore). In un mondo in cui l’oro supera i 5.000 dollari e il petrolio rimbalza, il FTSE 100 agisce come un proxy delle materie prime, attirando capitali globali in cerca di protezione dall’inflazione.
- DAX 40: L’indice tedesco mostra una debolezza strutturale, scendendo dello 0,44% in apertura. La Germania, quale motore manifatturiero d’Europa, è la vittima principale della deflazione cinese (PPI cinese a -1,5%), che erode il potere di prezzo delle aziende industriali tedesche sui mercati globali.
- CAC 40: Parigi scambia intorno al -0,50% a 8.286,00 punti, nonostante l’exploit di Kering, che balza del +10,90%. Il colosso del lusso, proprietario di Gucci, sta probabilmente beneficiando di speculazioni su nuovi stimoli alla domanda in Cina o di risultati aziendali specifici che hanno sorpreso il mercato. Senza il contributo di Kering, il CAC 40 sarebbe in profondo rosso, trascinato al ribasso dai bancari come Société Générale (-2,05%) e Axa (-2,73%).
Focus Materie Prime
| Commodity | Prezzo Attuale | Var. Giornaliera | Var. Annuale | Trend Dominante |
| Oro (Spot) | $5.052,65 | +0,57% | +73,87% | Accumulo Banche Centrali / Safe Haven |
| Argento | $83,77 | +3,71% | +159,52% | Domanda Industriale + Monetaria |
| Brent Crude | $69,78 | +1,42% | -7,97% | Rischio Geopolitico (Iran) |
| WTI Crude | $64,90 | +1,47% | -9,77% | Rischio Geopolitico |
| Gas Naturale | $3,13 | +0,76% | N/A | Incertezza Offerta |
Italia: La Produzione Industriale Arranca
L’attenzione degli investitori italiani si è concentrata sui dati ISTAT relativi alla produzione industriale di dicembre 2025. Le attese erano per una contrazione mensile dello 0,6% . Una conferma di questo dato negativo rafforzerebbe la narrativa di una stagnazione economica per l’Italia, giustificando la sottoperformance del FTSE MIB e, in particolare, dell’indice STAR e Mid Cap. L’industria italiana continua a soffrire per i costi energetici strutturalmente più alti rispetto ai competitor globali e per il rallentamento della domanda tedesca.
Cina: Esportazione di Deflazione
I dati rilasciati durante la notte (02:30 CET) dalla Cina dipingono un quadro preoccupante per l’economia globale, ma potenzialmente positivo per l’inflazione occidentale.
- PPI (Prezzi alla Produzione): -1,5% su base annua.6
- CPI (Prezzi al Consumo): +0,4% su base annua.6
- Analisi: La Cina è in piena deflazione industriale. I prezzi alla produzione negativi indicano che le fabbriche cinesi stanno tagliando i prezzi per smaltire l’eccesso di capacità produttiva. Questo fenomeno “esporta deflazione” verso l’Europa e gli USA, aiutando le banche centrali occidentali nella lotta all’inflazione dei beni, ma mettendo sotto pressione i margini delle aziende manifatturiere occidentali che non possono competere con tali ribassi. Questo spiega in parte la debolezza del DAX tedesco.
USA: Il Mercato del Lavoro sotto la Lente
Il pomeriggio dell’11 febbraio sarà dominato dai dati sul lavoro USA, cruciali per le decisioni della Federal Reserve.
- Attese (14:30 CET):
- Tasso di disoccupazione: previsto stabile al 4,4%.
- Variazione occupati: attesa di +66.000 (66K) unità.
- Richieste mutui (13:00 CET): dato precedente -8,9%.
- Il Contesto ADP: È fondamentale notare che il rapporto ADP di gennaio 2026, rilasciato precedentemente, aveva mostrato una creazione di soli 22.000 posti di lavoro nel settore privato, con il manifatturiero che perdeva 8.000 unità.
- Scenario: Esiste una discrepanza significativa tra il dato ADP (22k) e il consensus per il dato governativo (66k). Se il dato ufficiale dovesse uscire molto basso, vicino ai livelli ADP, il mercato potrebbe interpretarlo come un segnale di rallentamento economico più brusco del previsto (“hard landing”), spingendo ulteriormente l’oro al rialzo e indebolendo il dollaro, mentre aumenterebbero le scommesse su tagli dei tassi aggressivi da parte della Fed nel 2026.
Focus Aziendale: Il Caso BFF Bank
Un elemento chiave della debolezza del mercato italiano è rappresentato dal caso BFF Bank, che funge da case study sui rischi di capitale nel settore bancario di nicchia. Il titolo BFF Bank è al centro di una tempesta perfetta dopo che il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di non distribuire dividendi per l’esercizio 2025. La banca ha deciso di capitalizzare l’intero utile netto eccedente la soglia del 13% del CET1 ratio. L’amministratore delegato ha definito questa mossa necessaria per “consolidare l’azione di de-risking” e massimizzare il valore futuro. Il titolo, che aveva già subito un tracollo nelle sedute precedenti, continua a mostrare debolezza, scambiando in calo dell’1,53% a 4,628 euro.
Sviluppi Strutturali: L’Euro Digitale diventa Realtà
Mentre i mercati reagiscono ai dati giornalieri, un cambiamento strutturale di lungo periodo si è concretizzato a livello legislativo. Il 10 febbraio 2026, il Parlamento Europeo ha dato il via libera politico all’Euro Digitale (CBDC).
- Caratteristiche Chiave:
- Funzionalità Offline: Il Parlamento ha spinto per garantire che l’Euro Digitale possa essere utilizzato anche offline, replicando le caratteristiche di privacy e immediatezza del contante fisico.
- Limiti di Detenzione: Per preservare la stabilità finanziaria ed evitare una fuga di depositi dalle banche commerciali, si ipotizza un limite di detenzione di circa 3.000 euro per wallet.
- Implicazioni Strategiche: L’introduzione di una moneta digitale pubblica rappresenta una sfida esistenziale a lungo termine per i sistemi di pagamento privati (come Visa/Mastercard) e, potenzialmente, per la base di depositi delle banche commerciali. Sebbene membri della BCE come Piero Cipollone assicurino che le banche beneficeranno di minori commissioni , il mercato inizierà a scontare nei prossimi anni il rischio di disintermediazione bancaria, un fattore che potrebbe comprimere i multipli del settore finanziario europeo verso la fine del decennio.



