Ecco i dati principali che arrivano dai mercati finanziari europei, all’apertura: DAX (Germania): L’indice tedesco mostra un ticker rosso in apertura, scambiando sul -0,67% in area 25.220 punti. A pesare sul listino di Francoforte è la debolezza del comparto automotive, trascinata dai risultati deludenti di Renault che riverberano sui colossi tedeschi, e la prudenza sul settore industriale dopo l’allarme di Airbus sulle forniture. CAC 40 (Francia): La borsa di Parigi oscilla intorno ai 8.350 punti, in calo dello 0,62% rispetto alla chiusura precedente. L’indice è zavorrato dal crollo di Renault, che ha riportato un calo del 15% nell’utile operativo, costringendo gli investitori a ricalibrare le aspettative sull’intero settore manifatturiero francese. FTSE 100 (Regno Unito): L’indice viaggia in area rossa sul -0,55% attorno ai 10.600 punti, sostenuto dai titoli minerari ed energetici che capitalizzano il boom delle materie prime. FTSE MIB (Italia): Piazza Affari si presenta con un -0,88% e scende a 45.953 punti. L’apertura odierna è condizionata dall’operazione straordinaria su Fincantieri, che drena liquidità e attenzione. Queste invece sono le info relative ai listini USA che continuano a dettare il ritmo, ma la melodia sta cambiando. La chiusura di ieri, 18 febbraio, ha visto gli indici principali in territorio positivo: S&P 500: Ha chiuso a 6.881,31 punti, in rialzo dello 0,56%; Nasdaq Composite: Ha guidato i guadagni con un +0,78%, terminando a 22.753,64 punti; Dow Jones: Più arretrato, ha segnato un +0,26% a 49.662,66 punti. Il mercato è in modalità “attesa”, focalizzato sui dati macro in arrivo che potrebbero confermare o smentire l’ipotesi di “soft landing”.
Materie Prime
| Materia Prima | Valore Attuale (Approx) | Variazione 24h (%) | Variazione 1 Anno (%) | Note e Driver di Mercato |
| Oro (Gold) | $5.016 – $5.036 /oz | +0,55% / +0,81% | +70,56% | Record Storico. Domanda rifugio e banche centrali |
| Argento (Silver) | $79,21 /oz | +2,08% | +140,49% | Sovraperformance sull’oro. Forte domanda speculativa e industriale |
| Petrolio Brent | $71,47 /bbl | +1,60% | -6,55% | Sostenuto da tensioni geopolitiche (Iran/USA) |
| Petrolio WTI | $66,35 /bbl | +1,77% | -8,46% | Segue il Brent. Focus su scorte USA oggi |
| Gas Naturale | $3,01 /MMBtu | +0,13% | -27,39% | Offerta abbondante e stoccaggi pieni limitano i prezzi |
| Rame | $5,78 – $5,80 /lb | +0,40% | +0,01% | Indicatore di ripresa manifatturiera globale |
Calendario Macro-Finanziario
La giornata di giovedì 19 febbraio è densa di appuntamenti che faranno da ponte tra le decisioni di politica monetaria europea e lo stato di salute dell’economia reale americana.
| Orario (CET) | Evento | Paese/Area | Previsione / Consensus | Impatto Atteso |
| 10:00 | Bollettino Economico BCE | Eurozona | N/A | Alto. Fornirà i dettagli analitici dietro le recenti decisioni sui tassi. Focus su inflazione e crescita. |
| 14:30 | Indice Fed di Philadelphia (Feb) | USA | 10,0 | Medio/Alto. Indicatore anticipatore del settore manifatturiero. Un dato forte supporta lo scenario “no landing”. |
| 14:30 | Richieste Sussidi Disoccupazione | USA | 225.000 | Alto. Il mercato del lavoro è il faro della Fed. Dati sotto 200k rafforzano il dollaro; sopra 250k allarmano l’azionario. |
| 14:30 | Bilancia Commerciale (Dic) | USA | -$56,0 mld | Basso. Dato storico, impatto limitato sui mercati intraday. |
| 16:00 | Fiducia Consumatori Flash (Feb) | Eurozona | -11,5 | Medio. Un miglioramento rispetto al -12,4 precedente è atteso ma non garantito. Cruciale per i titoli retail. |
| 18:00 | Scorte Settimanali Petrolio | USA | N/A | Medio. Conferma o smentita della tenuta dei prezzi del greggio. |
Focus Piazza Affari, il caso Fincantieri: aumento di capitale e siluizione
La notizia dominante a Piazza Affari è senza dubbio l’operazione straordinaria annunciata da Fincantieri. Nella serata di ieri, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato un aumento di capitale pari a circa il 10% del capitale sociale esistente, da eseguirsi tramite una procedura di Accelerated Book Building (ABB) riservata esclusivamente a investitori qualificati e istituzionali. Saranno emesse fino a 32.588.445 nuove azioni, con l’obiettivo di raccogliere risorse stimate intorno ai 500 milioni di euro. Un effetto immediato è la diluizione della partecipazione di controllo detenuta da CDP Equity, che scenderà dal 70,67% al 64,25%. Sebbene CDP mantenga saldamente il controllo, questa mossa segnala la volontà di ampliare il flottante e attrarre nuovi capitali istituzionali internazionali.
Segmentazione del Mercato: Small, Mid e Large Cap
- FTSE MIB (Large Cap): È il segmento più resiliente, protetto dalla forte presenza di banche (Intesa, Unicredit) che beneficiano di tassi ancora elevati e spread stabili. Tuttavia, oggi soffrirà la volatilità di titoli pesanti come Fincantieri e l’effetto trascinamento negativo di Renault su Stellantis. L’indice cerca di consolidare l’area dei 46.300 punti.
- FTSE Italia Mid Cap: Questo segmento è oggi sotto pressione per motivi specifici. Titoli industriali come Interpump o Brembo potrebbero risentire del clima negativo sull’automotive e sulla manifattura tedesca. Inoltre, operazioni sul capitale come quella di Fincantieri (che tecnicamente è una Large Cap ma muove sentiment simili alle Mid industriali) drenano liquidità dal segmento.
- Small Cap: Qui si concentra la volatilità più estrema. Oggi si chiudono gli aumenti di capitale di Aedes e Eurotech. Queste operazioni, spesso molto diluitive per le piccole capitalizzazioni, creano forti oscillazioni di prezzo e offrono opportunità di arbitraggio per i trader specializzati, ma rappresentano un rischio elevato per l’investitore retail.
La Crisi Strutturale dell’Eurozona e la Caccia al Capitale Privato
L’Eurozona si trova in una crisi strutturale, intrappolata tra un elevato debito/PIL (88,50%) e un “inverno demografico” che sta portando al collasso lo Stato sociale, con un numero crescente di anziani rispetto ai lavoratori attivi. Per far fronte al deficit, dato che la pressione fiscale sui salari è già prossima al 50%, i governi stanno sempre più prendendo di mira il capitale privato. Si assiste a iniziative come la tassazione delle plusvalenze latenti nei Paesi Bassi, l’ipotesi di contributi previdenziali sui guadagni finanziari in Germania e lo smantellamento delle agevolazioni per le società a conduzione familiare in Italia. Questa tendenza è rischiosa: scoraggia gli investimenti proprio nel momento in cui il welfare pubblico non è più sostenibile. L’autore sottolinea che tali politiche non solo ostacolano i flussi finanziari verso il mercato USA (dove gli europei detengono 10.400 miliardi di dollari), ma minano anche l’unica vera forma di previdenza individuale a lungo termine: l’accumulo tramite ETF. In sintesi, nel tentativo di coprire i buchi nella spesa pubblica, l’Europa rischia di soffocare l’autonomia finanziaria dei propri cittadini e di compromettere la crescita economica futura.



