Mercati, partenza in positivo fra Nvidia e Christine Lagarde. In Italia brillano le Poste

L’apertura delle piazze finanziarie del Vecchio Continente ha mostrato un’impostazione cauta, con gli indici che hanno oscillato attorno alla parità prima di cercare una direzione più definita. Il sentiment generale è influenzato da una settimana complessivamente ottimista, ma gravata da timori residui sulla crescita globale e sulla tenuta delle catene di approvvigionamento industriali.

IndiceValore di AperturaVariazione %Fattore Dominante della Sessione
FTSE MIB (Italia)47.212,13+0,09%Trimestrali record di Poste Italiane e Prysmian; resilienza bancaria.
DAX 40 (Germania)25.189,38+0,05%Esposizione all’export e incertezza sui dazi USA al $15\%$.
CAC 40 (Francia)8.611,70+0,61%Performance solida del settore lusso e utility; record intraday.
FTSE 100 (Regno Unito)10.823,60+0,16%Supporto dai titoli petroliferi in scia alle tensioni in Medio Oriente.

La borsa di Milano, ha mostrato una notevole capacità di assorbimento delle pressioni esterne. Pur avendo aperto con una lieve flessione, l’indice ha rapidamente virato in territorio positivo, sostenuto da una stagione delle trimestrali che sta evidenziando utili superiori alle aspettative per i grandi player dei servizi e delle infrastrutture.

Al contrario, il DAX 40 di Francoforte sconta la sua natura di indice fortemente orientato all’esportazione manifatturiera. La debolezza tecnica dell’indice tedesco è correlata alle preoccupazioni degli investitori per il nuovo panorama commerciale statunitense, che minaccia di erodere i margini dei produttori automobilistici e dei giganti della chimica.

A Londra, il FTSE 100 beneficia del peso rilevante dei settori energetico e minerario. Con il greggio Brent stabilmente sopra i 70 dollari al barile a causa del rischio geopolitico legato allo stretto di Hormuz, i titoli petroliferi britannici agiscono come una sorta di copertura naturale contro la volatilità del comparto tech.

Il CAC 40 parigino, pur in un contesto di debolezza dei consumi discrezionali, ha toccato nuovi record grazie alla performance di titoli come Allianz (nel settore assicurativo europeo) e alla resilienza operativa di TotalEnergies.

Il mercato americano: tra record di Nvidia e sfide tariffarie

La chiusura di Wall Street nella serata di mercoledì ha fornito un catalizzatore potente per la giornata odierna. Il rimbalzo degli indici americani è stato orchestrato dal settore software e dei semiconduttori, dopo che i timori di una bolla dell’intelligenza artificiale sono stati parzialmente mitigati dai nuovi dati sull’integrazione dei sistemi AI nei processi aziendali. L’S&P 500 ha chiuso la sessione precedente a 6.946,13 punti, con un rialzo dello 0,81%, mentre il Nasdaq Composite ha registrato un progresso dell’ 1,26%, portandosi a 23.152,08 punti. Questo recupero segue una giornata di forti vendite lunedì, causata dalla rivelazione del piano del Presidente Trump di innalzare i dazi globali dal 10% al 15%, sfidando apertamente le decisioni della Corte Suprema.

L’evento centrale per i mercati americani è stato il rilascio dei risultati del quarto trimestre di Nvidia. Il colosso dei chip ha riportato ricavi per 68,13 miliardi di dollari, superando ampiamente le stime degli analisti e provocando un balzo del titolo del 3% nell’after-hours. Nvidia ha presentato i risultati del quarto trimestre fiscale 2026, superando le aspettative degli esperti con ricavi pari a 68,13 miliardi di dollari. Per chi non è abituato ai termini tecnici, si può immaginare Nvidia come il principale produttore dei i chip che permettono all’intelligenza artificiale di funzionare: il fatto che abbia guadagnato così tanto conferma che le aziende di tutto il mondo stanno continuando a investire cifre enormi in questa tecnologia. Per i mercati finanziari,

Nvidia è diventata un vero e proprio “barometro”: la sua ottima performance rassicura gli investitori sul fatto che il boom tecnologico attuale è concreto e non una bolla destinata a scoppiare a breve. La capacità di Nvidia di mantenere margini elevati suggerisce che la domanda di infrastrutture per l’AI rimane insatura, nonostante l’incertezza macroeconomica. Tuttavia, il mercato deve confrontarsi con un aumento della volatilità, riflesso dall’indice VIX che, pur essendo sceso dell’8,29% a quota 17,93 nella giornata di mercoledì, rimane su livelli di attenzione a causa delle tensioni commerciali. La divergenza tra l’ottimismo operativo delle aziende tech e il rischio politico è l’elemento chiave da monitorare per la sessione odierna a New York.

Mercati, l’andamento delle materie prime

Il comparto delle materie prime riflette fedelmente il clima di “risk-off” geopolitico. L’oro e l’argento continuano a essere favoriti come beni rifugio a causa dell’instabilità commerciale e militare, mentre l’energia vive una fase di consolidamento dettata da dinamiche contrastanti di offerta e domanda.
Materia PrimaValore Attuale (Approx.)Variazione 24hVariazione 1 AnnoSentiment di Mercato
Oro (Spot)$5.187,92+0,44%+70,56%Bullish: Domanda di rifugio estrema.
Argento (Spot)$89,40+0,20%+140,49%Bullish: Deficit strutturale e uso industriale.
Petrolio Brent$71,05+0,28%-3,43%Neutrale: Tensioni Iran vs Scorte USA.
Petrolio WTI$65,60+0,28%-6,75%In ripresa: Supporto tecnico a $65,35.
Gas Naturale$2,86-0,14%-27,20%Bearish: Offerta elevata e clima mite.
Rame$5,97+0,37%+15,08%Rialzista: Focus su infrastrutture AI e grid.

Eventi Chiave in Programma

  • Intervento della Presidente della BCE Lagarde (Ore 09:30): La Presidente ha parlato dinanzi al Parlamento UE, fornendo indicazioni cruciali sulla politica monetaria in un contesto di dazi globali che potrebbero rendere più complessa la lotta all’inflazione.
  • Fiducia dei Consumatori e delle Imprese Italiane (Febbraio): I dati in uscita alle 01:00 sono visti con ottimismo; la fiducia dei consumatori è prevista in rialzo a 97,2 (rispetto al 96,8 precedente), segnale di una resilienza della domanda domestica nonostante le incertezze globali.
  • Massa Monetaria M3 Eurozona (Gennaio): Dato fondamentale per valutare la liquidità nel sistema, con attese per una crescita annuale del 2,9%.
  • Asta di BTP Italiani (Scadenza 5 e 10 anni): Alle 02:30 il Tesoro mette alla prova l’appetito degli investitori. I rendimenti precedenti si attestavano al 2,74% per il 5 anni e al 3,44% per il 10 anni; la stabilità dello spread BTp-Bund a 60,8 punti suggerisce un’asta di successo.
  • Richieste Iniziali di Sussidi di Disoccupazione USA (Ore 05:30): Il mercato del lavoro americano rimane sotto la lente della Fed; le attese sono per 217K richieste, un lieve aumento rispetto alle 206K della settimana precedente.
  • Immagazzinamento di Gas Naturale (EIA): Alle 07:30, un dato che potrebbe confermare la fase bearish del gas se il calo delle scorte risulterà inferiore alla media stagionale.

Sintesi del Calendario Economico

Ora (CET)ValutaEvento / IndicatoreImpatto PrevistoPrecedente
13:00EURFiducia Consumatori Italia (Feb)Medio96,8
14:00EURSentimento Settore Servizi EurozonaAlto7,2
14:30EURAsta BTP 10 AnniAlto3,44%
17:30USDRichieste Sussidi DisoccupazioneAlto206K
19:30USDStoccaggio Gas NaturaleMedio-144B

Mercati, focus Italia

Segmento IndiceValore UltimoVariazione %Analisi del Trend
FTSE MIB (Large Cap)47.259,68+0,19%Sostenuto da banche e assicurazioni; focus sulle trimestrali.
FTSE Italia Mid Cap59.949,99+0,06%Consolidamento; focus su utilities e trasporti.
FTSE Italia Small Cap36.193,50+0,57%Forti acquisti su titoli sottovalutati; settore tech locale in spolvero.
FTSE Italia STAR48.521,51+0,21%Solidità delle aziende con alti requisiti di trasparenza.

Mercati, titolo sotto la lente: Poste Italiane (PST)

Tra i titoli italiani, Poste Italiane emerge come il caso più interessante. La società ha comunicato risultati record per l’esercizio 2025 che hanno superato le attese del mercato, confermando la validità del suo modello di business diversificato. I dati comunicati questa mattina evidenziano una crescita organica robusta e una gestione finanziaria prudente ma profittevole.

  • Risultati 2025: I ricavi preliminari si sono attestati a 13,12 miliardi di euro (+4,2%), con un utile netto record di 2,21 miliardi di euro. L’utile per azione è stato di 1,71 euro.
  • Posizione Finanziaria: La PFN è positiva per 5,64 miliardi di euro, garantendo al gruppo una flessibilità strategica superiore alla media del settore finanziario europeo.
  • Dividendo e Remunerazione: Il management ha proposto un dividendo totale per il 2026 (relativo all’esercizio 2025) di 1,25 euro per azione. Considerando l’acconto di 0,4 euro già staccato a novembre 2025, il saldo che verrà distribuito sarà di 0,85 euro per azione.
  • Outlook 2026: Per l’anno in corso, Poste Italiane stima ricavi per circa 13,5 miliardi di euro e un utile netto di 2,3 miliardi (escludendo la partecipazione in TIM). La politica dei dividendi prevede un pay-out superiore al 70%.

Il titolo ha reagito con un rialzo del 2,10% nelle fasi iniziali di contrattazione, posizionandosi tra i migliori del listino principale. Gli investitori apprezzano la visibilità sui driver di crescita e la capacità del gruppo di agire come una “safe haven” domestica grazie alla sua vasta base di attività finanziarie investite, che ammontano a circa 600 miliardi di euro.