Mercati, torna l’interesse sui titoli della finanza e della difesa

L’indice FTSE MIB di Milano si è distinto come il listino più tonico tra i maggiori benchmark continentali con un guadagno iniziale del +0,64% , raggiungendo quota 45.723 punti. Questa sovraperformance non è casuale ma strutturale: l’indice milanese è pesantemente ponderato verso il settore bancario (circa il 30-35% della capitalizzazione), che continua a beneficiare di un margine di interesse elevato, e verso il settore energetico e industriale, che offrono rendimenti da dividendo attraenti. Al contrario, il DAX 40 di Francoforte ha mostrato un andamento più laterale, con oscillazioni tra una parità sostanziale e un leggero +0,16%. La Germania continua a essere il “malato d’Europa” in termini di crescita industriale. Parigi (CAC 40) e Londra (FTSE 100) hanno registrato progressi allineati intorno allo +0,2%. Per Parigi, il traino arriva dal settore del lusso e dell’aerospazio (Safran), mentre Londra beneficia della sua componente “value” legata alle materie prime minerarie e all’energia, che fungono da copertura naturale (hedge) contro le incertezze geopolitiche.

La Rotazione verso Difesa e Finanza

Il settore Aerospazio e Difesa si conferma il leader indiscusso del momento. Le notizie provenienti dalla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, che si è svolta nel weekend, hanno ribadito la necessità per l’Europa di aumentare la spesa militare e di raggiungere una maggiore autonomia strategica. Questo driver politico si traduce in flussi di capitale strutturali verso aziende come Leonardo in Italia, Thales in Francia e Rheinmetall in Germania. Non si tratta di un trend speculativo di breve respiro, ma di un riposizionamento strategico di lungo termine (secular trend) che vede i fondi sovrani e i fondi pensione aumentare l’esposizione al settore.

Parallelamente, il settore Bancario continua a essere favorito, specialmente in Italia e Spagna. Le revisioni al rialzo dei target price su istituti sistemici come UniCredit segnalano che la comunità finanziaria non ritiene ancora esaurito il potenziale di crescita, nonostante i rally degli ultimi anni. La capacità delle banche di generare capitale in eccesso e di distribuirlo agli azionisti tramite dividendi e buyback (riacquisto di azioni proprie) rappresenta un forte fattore di attrazione in un contesto di rendimenti obbligazionari volatili.

In negativo, invece, troviamo il settore delle Utility e delle rinnovabili, che soffre per la discesa dei prezzi del gas naturale e dell’energia elettrica all’ingrosso, oltre che per l’incertezza sui tassi di interesse futuri. Titoli come Enel ed Eni hanno mostrato debolezza in apertura , riflettendo la compressione dei margini prevista per il 2026 a causa del calo delle materie prime energetiche.

Focus Italia

Difesa e Strategia: Leonardo

Leonardo beneficia dell’effetto trascinamento del settore difesa europeo. Il contratto da 18,3 milioni di sterline ottenuto il 15 febbraio con il Ministero della Difesa britannico per il sistema Sonus è di dimensioni finanziarie contenute rispetto al fatturato totale del gruppo, ma ha un’alta valenza strategica. Conferma il posizionamento di Leonardo come partner tecnologico di riferimento per le forze armate NATO, non solo per le piattaforme aeree (elicotteri e caccia) ma anche per l’elettronica avanzata e i sistemi di sorveglianza. In un’ottica di medio termine, il mercato sta guardando con favore alla possibilità di ulteriori commesse legate ai programmi di riarmo navale e terrestre in Europa orientale.

Assicurazioni: Unipol

Unipol si è posizionata in vetta al listino con un rialzo dell’1,5% a 19,80 euro. Il gruppo assicurativo bolognese continua a essere premiato per la sua strategia di razionalizzazione della struttura societaria e per la solidità del business danni (Non-Life), che permette di generare flussi di cassa costanti. Inoltre, il ruolo di Unipol come azionista forte nel sistema bancario italiano (tramite la quota in BPER Banca e Popolare di Sondrio) aggiunge un fascino speculativo legato al possibile consolidamento del settore bancario domestico.

IndiceValore UltimoVariazione %Minimo GiornalieroMassimo GiornalieroInterpretazione
FTSE MIB (Large Cap)45.684,11+0,56%45.430,6245.684,11Flussi istituzionali dominanti, focus su liquidità e beta.
FTSE Italia Mid Cap59.556,65+0,25%59.354,0259.633,69Interesse selettivo su industriali di nicchia (“Mittelstand” italiana).
FTSE Italia Small Cap36.478,89+0,16%36.477,6336.561,45Ritardo relativo, penalizzato dalla minor liquidità e tassi alti.

La sovraperformance delle Large Cap (+0,56%) rispetto alle Small Cap (+0,16%) è un segnale tipico delle fasi mature del ciclo economico o delle fasi di incertezza. In questi contesti, la liquidità tende a concentrarsi sui titoli più scambiati, dove è più facile entrare e uscire dalle posizioni senza impattare eccessivamente sui prezzi (costo dell’impatto). Le Small Cap, pur offrendo valutazioni spesso più attraenti, scontano un “premio per il rischio di liquidità” più elevato.

M&A e Operazioni Straordinarie

Il mercato italiano è animato anche da operazioni di fusione e acquisizione (M&A), che mantengono vivi i volumi su titoli specifici: Antares Vision: L’avvio dell’OPA obbligatoria totalitaria da parte di Crane NXT (scadenza 6 marzo 2026) ha di fatto “congelato” il prezzo del titolo intorno al valore d’offerta. Queste situazioni offrono poche opportunità direzionali ma sono terreno fertile per l’arbitraggio. Banca Sistema: L’OPAS di Banca CF+ (in corso fino al 27 febbraio) sta ridisegnando il settore del factoring e della cessione del quinto, creando un polo specializzato più grande e competitivo.

Materie prime

Materia PrimaValore AttualeVariazione 24hVariazione 1 Anno (YoY)
Oro (Gold)~$5.073 USD/oz-0,23% / +0,57%*+73,87%
Argento (Silver)~$83,858 USD/oz-0,52%+159,08%
Petrolio Brent$69,543 USD/bbl+0,21%-7,30%
Petrolio Greggio (WTI)$64,796 USD/bbl+0,26%-9,11%
Gas Naturale$3,1962 USD/MMBtu+1,18%-11,90%
Rame$5,77 USD/lb-0,46%N/A

 Il Paradosso Energetico: Petrolio e Gas in Calo

Mentre i metalli volano, l’energia crolla. Il Gas Naturale perde il 11,90% su base annua, nonostante un lieve rialzo giornaliero (+1,18%). Questo trend è attribuibile a un inverno mite nell’emisfero settentrionale e a scorte record in Europa e USA. Il Petrolio (Brent), scambiando sotto i 70 dollari, sconta un surplus di offerta strutturale: l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) prevede un eccesso di offerta di 3,7 milioni di barili al giorno per il 2026. Nonostante le tensioni in Medio Oriente e Ucraina, il mercato ritiene che ci sia abbastanza petrolio (grazie alla produzione record USA e al ritorno di flussi dal Venezuela) per coprire qualsiasi shock. Questo spiega perché i titoli Oil & Gas in borsa stanno sottoperformando: il mercato sta prezzando utili futuri in calo.

Stati Uniti (Mercati Chiusi)

Nonostante la chiusura odierna, è fondamentale analizzare la chiusura di venerdì 13 febbraio per capire il posizionamento degli investitori globali.

  • S&P 500: Ha chiuso a 6.836,17 punti (+0,05%). Il mercato americano si trova su livelli elevatissimi, sostenuto dalla narrativa del soft landing economico.
  • Nasdaq: Ha mostrato una performance mista (+0,18% o -0,23% a seconda dei futures), ma il vero tema è la “Tech Anxiety”. Nelle ultime settimane, si è osservato un aumento del costo per assicurarsi contro il default di alcune big tech (tramite i CDS), un segnale che il mercato inizia a temere che l’enorme spesa in conto capitale (CAPEX) per l’Intelligenza Artificiale non generi ritorni economici immediati.

La narrativa dell’“AI Bubble” (bolla dell’IA) sta passando da una fase di entusiasmo cieco a una fase di verifica dei conti. Gli investitori iniziano a chiedere: “Dov’è il profitto?”. Questa settimana, i risultati di giganti come Walmart (giovedì) e Nvidia (prossimamente) saranno cruciali per confermare se la spesa dei consumatori e la domanda di chip rimangono robuste.

 

 

 

 

 

Agenda Macroeconomica

La giornata odierna, pur priva di dati USA, è ricca di appuntamenti politici ed economici europei che definiranno la traiettoria dell’Eurozona per il resto del trimestre. A Bruxelles si tiene una riunione cruciale dell’Eurogruppo, presieduta da Kyriakos Pierrakakis. Al tavolo siedono il Ministro dell’Economia italiano Giancarlo Giorgetti e la Presidente della BCE Christine Lagarde.

  • Temi Chiave: La discussione verte sulle raccomandazioni per la politica fiscale del 2026 e sulla competitività dell’area euro. Dopo il report sulla competitività (probabilmente riferito al Report Draghi o successivi), c’è urgenza di colmare il divario di produttività con gli USA.
  • Implicazioni: Ogni accenno a un maggiore coordinamento fiscale o all’emissione di debito comune per la difesa potrebbe spingere al ribasso lo spread BTP-Bund, favorendo i titoli di stato italiani. Alle ore 11:00 CET è attesa la pubblicazione del dato sulla Produzione Industriale dell’Eurozona per dicembre 2025.
  • Consensus: Le aspettative sono per un dato debole, che confermi la stagnazione del settore manifatturiero, specialmente in Germania. Un dato peggiore delle attese potrebbe paradossalmente essere positivo per i mercati azionari, in quanto rafforzerebbe le colombe della BCE nella richiesta di un taglio dei tassi più aggressivo per stimolare l’economia.