Mercosur, Cristina Guarda: “Manca ancora la reciprocità”

Oggi il Parlamento europeo ha votato il regolamento sulle clausole di salvaguardia legate all’accordo UE-Mercosur. Come Verdi italiani ci siamo astenuti. “Avere uno strumento di salvaguardia è meglio che non avere nulla – dichiara Cristina Guarda – ma è sbagliato presentare questo voto come una vera tutela per gli agricoltori europei”. Grazie agli emendamenti dei Verdi, il Parlamento ha ottenuto l’abbassamento della soglia dal 10% al 5% per avviare un’indagine sulle importazioni. “È l’unico miglioramento concreto del testo”, sottolinea Guarda. “Su tutto il resto, però, le clausole restano deboli e inefficaci”.

Il punto centrale è la mancata reciprocità. Il Parlamento chiedeva una clausola vincolante per intervenire e sospendere le importazioni quando i prodotti non rispettano gli stessi standard ambientali, sanitari e di benessere animale dell’UE. “Commissione e Consiglio hanno rifiutato questa richiesta perché, dicono, avrebbe creato problemi con i Paesi Mercosur”, aggiunge Guarda.

Le clausole di salvaguardia restano poi difficili da attivare: i tempi di intervento sono troppo lunghi e, anche quando i danni sono evidenti, la Commissione non ha alcun obbligo di adottare misure definitive”, evidenzia l’eurodeputata. “Per questo respingiamo le dichiarazioni fuorvianti del governo Meloni e dei suoi esponenti, che gridano vittoria e di agricoltori protetti”, conclude Guarda. “E’ una presa in giro: queste clausole non correggono l’accordo Mercosur e non mettono al sicuro il nostro modello agricolo”.

“Lo diciamo chiaramente: noi Verdi non siamo contro il commercio”, aggiunge infine Guarda. “Nel mandato scorso abbiamo votato a favore di accordi commerciali virtuosi, come quello con la Nuova Zelanda, perché prevedevano standard ambientali e sociali chiari e impegni climatici vincolanti. Il punto è sostenere accordi commerciali che proteggano davvero agricoltori, lavoratori e ambiente, non accordi sbagliati coperti da clausole inutili.”