Volete mettere il metal detector negli ingressi delle scuole superiori italiane? Ho un’idea migliore: bidelli, insegnanti e professori tornino a fare il loro mestiere e, magari, certe tragedie si sarebbero evitate. C’e’ questa deriva per la quale ogni problema e’ irrisolvibile, serve sempre un intervento piu’ «alto». Piuttosto di rimboccarsi le maniche e’ piu’ semplice parlare di un generico disagio generazionale, di deficit psicologici che vanno risolti grazie a professionisti esterni presenti full-time e full-budget nelle scuole. Follie. Diceva il senatore Giovanni Agnelli che «il capo stalliere deve conoscere tutti i ladri di cavalli della zona». Vale cosi’ in tutte le organizzazioni. La conoscenza del territorio e di chi lo occupa e’ fondamentale nel gestire gruppi complessi soprattutto se pieni zeppi di adolescenti in piena tempesta ormonale. Che poi questa storia dei coltelli e’ un’altra mezza bufala: non e’ cosa dell’oggi, ci sono sempre stati. Negli stadi, nelle manifestazioni di piazza, portati nelle scuole a serramanico negli anni di piombo. Ma in quegli anni, presidi, insegnanti e bidelli si accorgevano immediatamente se due ragazzi litigavano costantemente, per ragioni di ragazze o politica, e se la cosa rischiava di trascendere o meno. Nessuno si e’ accorto a La Spezia del livello crescente del dissidio di due ragazzi? Nessuno e’ intervenuto nei corridoi e nei bagni? Dico: stiamo scherzando? Tutti impegnati a fare altro? E che altro dovete fare, se non controllare i nostri ragazzi? Odio fare il vecchio reduce, ma mi tocca: la mia preside organizzo’ una retata coi bidelli alla sala biliardi per riportarci in aula ed al suono della campanella era in cima alle scale per controllare che noi scemi non ci buttassimo giu’ facendo danni. Persino durante le occupazioni era nel suo ufficio a controllare che tutto si svolgesse senza incidenti, nel rispetto delle persone e del bene pubblico. E il controllo andava anche attorno alla scuola perche’ i «suoi ragazzi» non regolassero in strada i conti. Quella infatti non era l’Arcadia. Ma a fianco di tanti «cattivi maestri» che soffiavano sul fuoco delle passioni c’erano professionisti della scuola con gli attributi che svolgevano il loro ruolo con «disciplina e onore». E se ne siamo usciti e’ stato piu’ per loro che per altri. Prima di tante riunioni inutili, prima di tanti discorsi a vuoto, prima di vedere un altro ragazzo perdere la vita per «mancato controllo» sarebbe il caso che si tornasse a fare ciascuno il proprio dovere. Senza clamore. Giorno dopo giorno. Insegnando quella «disciplina e onore» che dovrebbe essere l’unico faro. Se si potesse, precetterei bidelli ed insegnanti degli Anni Ottanta. La scuola sarebbe migliore e piu’ sicura.
Bulldog



