(di Giulio Ferrarini)
Nello stato di crisi aziendale del settore metalmeccanico si nota un leggero miglioramento e una diminuzione degli addetti ai lavori coinvolti. Si passa infatti dai 2.349 del 2024 ai 1.740 del 2025. “Il settore metalmeccanico – ha detto Adriano Poli, segretario generale Fim Cisl Verona- risulta stabile nella sua nella sua situazione problematica. Questo al netto delle conseguenze che ci potrebbero essere dei riflessi degli aumenti dei costi energetici che ancora non ci sono noti derivanti appunto dagli avvenimenti e dalle crisi internazionali degli ultimi giorni”. Secondo i dati quindi le conseguenze potrebbero dunque essere peggiori di quelle che si erano ipotizzate e i riflessi delle crisi internazionali saranno difficilmente evitabili. Poli ha poi continuato sottolineando come “gli addetti al settore nel veronese sono circa 7mila. Questi sono per lo più collegati ad aziende come Ferroli, Riello, tra le altre. Entrambe coinvolte in una delle vicissitudini a tutti noi note, quindi Ferroli che dal 2015 sta subendo un processo di ristrutturazione ampio, l’altra soggetta a un’incognita che è sottoposta appunto all’attenzione del MIMIT, quindi del tavolo ministeriale, che è Riello appena ceduta dal Gruppo Carrier. Non è noto poi quale sarà nel domani l’impostazione che il gruppo Ariston darà. Anche se i segnali che ci arrivano sono tesi alla serenità – ha precisato Poli – tutti noi sappiamo che quando ci sono delle acquisizioni, c’è sempre qualche incognita dal punto di vista organizzativo. Proprio per questo noi come FIM nazionale stiamo chiedendo al ministero che ci sia uno sprono del tavolo di settore, non solo quello per Riello, affinché ci sia una tutela e un cuscino di salvaguardia rispetto al fatto che ci sia un fondo speciale per le aziende termomeccaniche”.
Sul fronte Metinvest-Danieli a Piombino (che a Verona controlla Ferriera Valsider a Vallese di Oppeano), il progetto della nuova acciaieria green da 2,5 miliardi sembra essere pronto ma è legato alla liberazione delle aree da parte di JSW. Mentre non è da trascurare non è da trascurare la vertenza Valbruna, l’acciaieria presente a Bolzano e Vicenza che, di fatto, non doveva comparire nelle crisi, se non perché le concessioni dei terreni su cui esiste lo stabilimento di Bolzano sono in scadenza. Anziché procedere ad una proroga o ad un’assegnazione delle aree all’Acciaieria ci si ritrova con un bando di gara che avrebbe potuto favorire interessi speculari di altri paesi. Infine Poli ha sottolineato che con ampio consenso (96,2%) è entrato in vigore il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici. Ai lavoratori viene riconosciuta la centralità del contratto nazionale, che mette al centro la programmazione del mantenimento del potere d’acquisto, il riconoscimento di una massa salariale superiore all’inflazione, la necessità di conciliare i tempi di lavoro ed i tempi di vita e la dignità del lavoro sicuro e di tutela e contrasto alla precarietà.



