Il 2026 del mercato dei mutui sembra essersi aperto così come si era concluso il 2025. Secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, il TAN medio dei mutui a 20 e 30 anni a tasso fisso si conferma in leggera crescita, con il valore che nel primo mese dell’anno tocca il 3,43% (media di offerte standard e green), mentre il variabile si mantiene stabile al 2,65%, confermandosi l’opzione oggi più conveniente.
A gennaio la forbice tra le due tipologie di finanziamento si è aperta ulteriormente a favore del variabile, arrivando a 78 punti base in media: ciò significa che, considerando un mutuo a 20 anni da 140.000 €, scegliendo questa opzione il risparmio medio sulla rata mensile rispetto al fisso è pari a 55 € (752 € contro 807 €), per un totale di oltre 13.100 € in meno da pagare sull’intera durata del finanziamento.
Matteo Favaro, COO di MutuiOnline.it, commenta: “Nonostante il rialzo del tasso fisso, che resta comunque su un livello storicamente buono, il mercato oggi offre un’ampia gamma di soluzioni tra cui scegliere, con il tasso variabile che – per chi è più avvezzo al rischio e ha una chiara visione di come si evolverà il mercato – rappresenta un’interessante opzione per ottenere un risparmio immediato.
Accanto alla tipologia di tasso, un elemento chiave da considerare è poi la classe energetica dell’immobile, che può influenzare sensibilmente le condizioni applicate, dal momento i mutui green (dedicati a immobili ad alta efficienza) offrono tassi medi più bassi fino a 30-40 punti base rispetto alla media delle offerte. Indipendentemente dalla soluzione scelta, se i tassi in futuro dovessero scendere resta sempre disponibile l’opzione della surroga, che permette di trasferire gratuitamente il mutuo da una banca a un’altra e approfittare delle condizioni più favorevoli offerte dal nuovo istituto.”
Nel Veneto, a gennaio 2026 la lunghezza media dei mutui ha toccato i 24 anni e 7 mesi, durata inferiore rispetto alla media nazionale di 24 anni e 10 mesi. Guardando all’importo medio richiesto per i mutui, in questo primo mese dell’anno il dato nella regione è pari a 142.100 €, ovvero al di sotto della media italiana di 151.400 €, e anche il valore medio degli immobili è leggermente inferiore alla media, con 217.000 € contro 234.200 €.
In Veneto, inoltre, i richiedenti sono più giovani (38 anni e 8 mesi in media contro 39 anni e 3 mesi registrati a livello nazionale) e il tasso fisso assorbe il 92,4% del totale delle richieste, con il variabile che pesa invece per il 5,3% del mix.
Analizzando i dati provinciali relativi al Veneto, a gennaio Vicenza risulta essere la provincia dove i richiedenti di mutuo sono i più giovani della regione (37 anni e 4 mesi in media), mentre a Padova l’età media registrata è la più alta (39 anni e 7 mesi).
Nella provincia di Vicenza, inoltre, vengono concessi i mutui più lunghi di tutta la regione, con il dato che tocca i 25 anni e 5 mesi nel 2026 finora, con i più brevi che si registrano invece a Verona (23 anni e 8 mesi in media).
Guardando l’importo medio richiesto, Belluno si trova in cima alla classifica con un dato di 166.610 €, mentre la provincia di Rovigo è quella dove si chiedono le somme minori, pari a 119.375 € in media a gennaio. Analizzando i dati riguardo il valore medio degli immobili, Belluno conquista nuovamente il primo posto con 262.381 €, mentre Rovigo si trova in fondo alla classifica con 178.639 € in media.



