Nel 2026 si stima una crescita del Pil

La ricchezza veneta crescerà nel 2026 dello 0,8%. E’ il dato principale del Bollettino statistico del Veneto rilasciato oggi: per la nostra regione è previsto un incremento del PIL pari a +0,5% nel 2025 e del +0,8% per il 2026, nonostante l’export mostri una leggera contrazione nei primi nove mesi del 2025. Nel terzo trimestre sempre del 2025 il tasso di occupazione veneto è pari al 69%; più alto rispetto al dato nazionale si attesta al 62,5%. Anche la disoccupazione, che rimane stabile, si riassume in un 3,1% contro il dato italiano di 5,8%.
Per quanto riguarda il tasso d’inflazione, dopo il sensibile ridimensionamento registrato nel 2024, quando l’Italia si era assestata sull’1% e il Veneto sull’1,3%, nel 2025 la tendenza si inverte e il tasso torna a crescere, portandosi all’1,3% per l’Italia e all’1,7% per il Veneto.
L’export veneto registra nei primi nove mesi del 2025 un calo dello 0,6%, pari a una contrazione di 360 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2024. Le tensioni geopolitiche che stanno caratterizzando i nuovi scenari internazionali sembrano aver provocato in Veneto un impatto negativo maggiore rispetto ad altri territori (+3,6% il dato medio nazionale).
Tale performance è sintesi di dinamiche negative in quasi tutti i settori, con l’eccezione per le vendite estere delle produzioni agroalimentari (+5,7% rispetto allo stesso trimestre del 2024), dei macchinari (+1%) e del comparto orafo (+2,4%).
Quanto ai mercati di destinazione, si segnala una ripresa del fatturato estero nei primi due mercati di riferimento (+1,4% in Germania, pari a +107 milioni di euro rispetto ai primi 9 mesi del 2024, +1,9% verso la Francia).
In termini di valore, l’incremento più consistente dell’export viene registrato in Spagna (+225 milioni di euro). Invece, le vendite verso gli USA (-5,9%) e il Regno Unito (-20,8%) registrano una sensibile contrazione.
I veneti nel 2024 hanno speso per viaggi all’estero 2,4 miliardi di euro, al contempo gli stranieri hanno speso in Veneto 7 miliardi di euro. Il turista straniero spende in Veneto mediamente 136 euro al giorno, in linea con la media italiana, giudicando il soggiorno molto positivamente (voto medio 8,9), specialmente grazie al buon cibo, alla cordialità e alla qualità dell’alloggio.
Buona la condizione occupazionale: il 2025 si apre in Veneto con alti livelli di occupazione e bassi di disoccupazione. Nel III trimestre 2025 il tasso di occupazione veneto rimane alto ed è pari al 69% (in Italia 62,5%), mentre la disoccupazione è 3,1%, ovvero quasi la metà di quello registrato a livello nazionale (5,8%).
Infine, bene la situazione in ambito ambientale.
La gestione dei rifiuti urbani in Veneto si mantiene ai vertici tra le regioni: la raccolta differenziata tocca quota 78,2% nel 2024, con picchi ben oltre l’85% nelle province di Treviso e Belluno.
Inoltre, negli anni, si è drasticamente ridotto il conferimento in discarica, tanto da toccare il 72% di rifiuti avviati al recupero nel 2024. Infine, nell’ottica di sviluppo di un’economia circolare il Veneto presenta un tasso di riciclo del 69% della materia nel 2024, già al di sopra dell’obiettivo del 65% stabilito dalla UE per il 2035.