Coro unanime di sì in Consiglio regionale per la risoluzione proposta dal consigliere leghista Matteo Pressi volta a sostenere la candidatura Unesco del sito archeologico di Bolca e del metodo tradizionale di appassimento delle uve della Valpolicella. Un fatto che assume una particolare valenza politica, stante l’ampio sostegno, da destra e sinistra, ottenuto dall’iniziativa portata avanti da Pressi.
“E’ stata votata all’unanimità la risoluzione di cui sono primo firmatario, in cui chiedo che la Regione del Veneto sostenga la candidatura Unesco del sito geopaleontologico di Bolca e della tecnica di appassimento delle uve della Valpolicella. Come più volte ribadito infatti, Bolca merita l’iscrizione nella lista del Patrimonio Unesco. È chiaramente un sito di grande rilevanza storico – archeologica, sul piano regionale, nazionale e globale.
Nei giorni scorsi, infatti, si è riunito il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, che ha deliberato la candidatura di Bolca come sito italiano proposto per l’inserimento nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO per il 2027. Ora, anche grazie al sostegno della Regione, questo obbiettivo è alla portata”, lo scrive in una nota Matteo Pressi, capogruppo di Stefani Presidente in Consiglio regionale del Veneto.
Il sito di Bolca, candidato a Patrimonio Unesco, si connota per la massiccia presenza di reperti fossili di rilevanza paleontologica mondiale, studiati sin dal XVI secolo, e che illustrano l’evoluzione della vita marina del pianeta durante il medio e basso Eocene, periodo geologico che va dai 50 ai 38 milioni di anni fa. Il sito è costituito dalle componenti di Bolca, San Giovanni Ilarione e Roncà, contenenti ben quindici affioramenti caratterizzati da una notevole varietà tassonomica, che permettono una ricostruzione ampia e dettagliata degli ambienti litorali e marini poco profondi di questo periodo geologico. La candidatura si basa sul criterio VIII della Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Mondiale culturale e naturale, adottata dall’UNESCO nel 1972, che fa riferimento alle più straordinarie testimonianze dell’evoluzione della terra, della vita e dei processi geologici che caratterizzano la superficie terrestre. Una proposta quella di candidare Bolca ad area patrimonio Unesco che può incentivare anche la presenza turistica in loco.
Ragionamento analogo per la proposta di inserimento nella lista UNESCO del metodo tradizionale di appassimento delle uve della Valpolicella, le cui prime testimonianze si rinvengono nella letteratura cinqucentesca. Una tecnica che, come sottolinea Pressi, “ha anche una forte valenza culturale e identitaria, oltre che produttiva, per questa porzione del territorio della provincia di Verona. Per questo motivo, sosteniamo l’iniziativa del Consorzio di tutela, foriera di future ricadute positive sul piano economico, a tutto vantaggio della filiera delle grandi doc prodotte nella valle. Le due proposte, quella relativa a Bolca e quella relativa alle uve della Valpolicella, non sono in concorrenza tra loro, trattandosi nel primo caso di un patrimonio materiale e nel secondo caso di un patrimonio immateriale”.
“Ringrazio, pertanto, l’Associazione Temporanea di Scopo (ATS) “Val d’Alpone – faune, flore e rocce del Cenozoico” che con il supporto fondamentale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del Ministero della Cultura, ha potuto portare avanti la candidatura. Attendiamo fiduciosi l’esito finale, che speriamo possa essere positivo. Allo stesso modo, ringrazio il Consorzio di tutela della Valpolicella per l’ottimo lavoro che sta portando avanti per finalizzare la candidatura. Infine, sono riconoscente ai colleghi di tutti i partiti rappresentati all’interno del Consiglio regionale per il sostegno unanime alla mia proposta. Quando c’è di mezzo l’interesse del territorio non possono esserci steccati ideologici”, conclude Matteo Pressi, capogruppo Stefani Presidente.



