La notizia della presentazione del progetto di massima per il nuovo Bentegodi da parte della Presidio Investors ha generato sui nostri social tantissimi commenti com’era logico aspettarsi. Una buona parte di essi era legato ad una domanda ben precisa: ha senso spendere così tanti soldi per uno stadio, un bene ad uso e consumo di pochi, a fronte dei problemi concreti che colpiscono tantissime persone?
E’ una domanda che torna ciclicamente e che merita una risposta precisa. Altrimenti si resterà sempre nel dubbio se sostenere o meno lo sport professionistico sia un lusso oppure una leva di crescita dell’intera società. A studiare l’impatto economico dei nuovi stadi è il Report annuale della Federazione italiana giuoco calcio che da diversi esercizi monitora non soltanto lo stato di salute del calcio professionistico italiano in termini prettamente sportivi e sociali, ma anche le ricadute economiche che questo sport genera.
Calcio: un euro investito porta a 20,5 euro di entrate fiscali e previdenziali
Partiamo dal dato più generale: dal 2007 al 2024 – ultimo dato disponibile – sono stati realizzati o ristrutturati 226 nuovi stadi in Europa per un investimento complessivo di 25,3 miliardi di euro. 39 di questi sono stati fatti in Polonia (quarta economia dell’Unione) e 33 in Turchia che, non a caso ospiterà i prossimi Europei del 2032. La Russia ne ha realizzati 16, tre in meno della Germania, investendo 6 miliardi. L’Italia con l’Ucraina chiude la classifica. Ha investito in tutto 459 milioni € contro i 4 miliardi dell’Inghilterra, gli oltre due della Spagna e i 954 milioni della Francia. Questi stadi, nel frattempo, hanno acquisito valore: a livello patrimoniale valgono di più. 645 milioni in italia, 5,4 miliardi in Inghilterra, oltre un miliardo in Francia.
Questo è un vantaggio per gli investitori. Ma per tutti gli altri? Prendiamo un esempio concreto: il nuovo stadio del New Trafford, lo stadio di casa del Manchester United. L’investimento è di 2 miliardi di sterline. Potrà contenere fino a 100mila spettatori ed avrà un impatto economico positivo sull’intero Regno Unito pari a 7,3 miliardi di sterline all’anno, secondo un report di Oxford Economics. Il nuovo stadio contribuirà alla creazione di 92mila nuovi posti di lavoro ed alla costruzione di 17mila abitazioni, permettendo di attrarre 1,8 milioni di visitatori l’anno. Nell’ambito del progetto del nuovo stadio, è anche prevista la rigenerazione dell’intero quartiere di Trafford Wharfside, con la nascita di una nuova infrastruttura ferroviaria, un nuovo centro commerciale, diverse scuole e un teatro che sorgerà nella location dell’Old Trafford (lo stadio sino ad ora utilizzato).
L’Italia – abbiamo detto – in questo periodo ha realizzato sei stadi, tre nuovi e tre ristrutturazioni: hanno ottenuto il massimo delle certificazioni ambientali, hanno dato vita ad una Comunità energetica sfruttando l’energia solare e uno di questi, Udine, è CO2 free.
Stadi, 31 progetti in Italia (Verona compreso)
Ma in cantiere ce ne sono ben 31 da realizzare (compreso il nuovo Bentegodi) e se abbiamo speso sinora mezzo miliardi adesso le società sportive sono pronte ad investire complessivamente ben 5 miliardi. Questi soldi genereranno 6,12 miliardi di PIL aggiuntivo, porteranno ad una produzione totale di 13,5 miliardi, 1,8 miliardi di gettito fiscale altrimenti inesistente e la creazione di 80mila nuove unità lavorative all’anno.
Ogni anno questi nuovi stadi porteranno 1,2 milioni di spettatori aggiuntivi, 286 milioni di euro di nuova spesa turistica, a 170 milioni di maggiori ricavi dalle gare cui vanno aggiunti altri 106 milioni da nuove pubblicità e sponsorizzazioni. Ogni anno sono 562 milioni di ricavi di cui il 51% è spesa turistica nei territori. Se prendiamo il New Trafford come termine di paragone, vuol dire che i 300 milioni di investimento a Verona porteranno a oltre 10mila nuovi posti di lavoro, alla costruzione di 2mila nuovi alloggi ed a circa 160 milioni di nuove entrate fiscali che potrebbero, queste sì, essere destinate alla soluzione di alcuni problemi della nostra comunità.
Come per Manchester anche Verona potrebbe infatti beneficiare di qualche compensazione per la comunità del quartiere stadio alzandone il valore immobiliare e la dotazione di servizi. Sono tutti conteggi spannometrici ovviamente, “uno a ocio” per dirla in veronese, ma sappiamo per certo che ogni euro investito nel calcio ne genera ben 20,5 di contributi fiscali e previdenziali. Insomma, uno stadio nuovo porta ricchezza se ben realizzato e amministrato. Non sottrae risorse pubbliche, ma ne genera di nuove che possono servire a migliorare la vita dei cittadini. Anche quelli che non sono interessati dal calcio.



