Occupazione: Bertaia accusa il Comune. La consigliera: «L’immobile ospita persone straniere, ma l’Amministrazione non ne sa nulla»

«L’immobile di via Sant’Angela Merci gestito da Caritas, nel quartiere Filippini, che nel 2023 doveva diventare un centro di prima accoglienza, risulta attualmente occupato da persone di origine straniera e i residenti manifestano crescente inquietudine per la mancanza di informazioni ufficiali circa la natura dell’utilizzo dell’edificio, il titolo di permanenza degli occupanti e le modalita’ di controllo e vigilanza. Cosi’ ieri in Consiglio comunale, ho presentato domanda di attualita’ sul tema, chiedendo se il Comune sia formalmente informato dell’attuale utilizzo dell’immobile ma l’Assessore Ceni ha dichiarato di non sapere nulla. Una risposta che considero grave e preoccupante». A dichiararlo e’ Anna Bertaia, consigliera comunale di opposizione gia’ occupatasi del tema nel 2023, che ricorda come gia’ due anni fa la stessa struttura sia stata al centro di un acceso dibattito pubblico per l’ipotesi di trasformazione in un centro di prima accoglienza «ufficiale», poi bloccata anche a seguito delle preoccupazioni espresse dai residenti e per la mancanza delle necessarie Autorizzazioni. «Nessuno ha mai sostenuto che il Comune gestisca direttamente l’immobile di via Sant’Angela Merci, ne’ che la Caritas non svolga un ruolo sociale importante-chiarisce Bertaia. Il punto politico e istituzionale e’ un altro: quando in un quartiere del centro storico si crea una situazione di utilizzo stabile di un immobile che ospita persone in condizioni di fragilita’, il Comune non puo’ limitarsi a dire che non e’ competente». «Oggi prosegue ci troviamo di fronte a una situazione di fatto, che appare ancora meno trasparente rispetto a quella di due anni fa, proprio perche’ non accompagnata da informazioni chiare ai cittadini. L’immobile risulta utilizzato e gestito dalla Caritas, con la presenza stabile di persone straniere, ma i residenti del quartiere Filippini non sanno chi vi risieda, con quali modalita’ e quali controlli siano in essere». «Anche in assenza di una gestione diretta, il Comune ha il dovere di essere informato, di vigilare, di coordinarsi con Prefettura e soggetti gestori e di garantire la sicurezza e la serenita’ dei residenti. Che un Assessore dichiari di non sapere nulla significa, di fatto, ammettere un vuoto di controllo istituzionale». «I residenti del quartiere Filippini non chiedono stigmatizzazioni, ma chiarezza, regole e una presenza concreta delle istituzioni. Continuare a rispondere che ”non e’ competenza del Comune” o che ”non se ne sa nulla” rischia di alimentare sfiducia e tensioni sociali, ed e’ esattamente cio’ che una buona amministrazione dovrebbe evitare». «Chiedo quindi all’Amministrazione conclude Bertaia di uscire dal silenzio e di fornire risposte chiare e trasparenti ai cittadini, perche’ una situazione non governata e’ sempre peggiore di una situazione gestita con responsabilita’».