Semaforo verde, oggi nella commissione trasporti del Consiglio regionale del Veneto, alla proposta di legge presentata dal veronese Matteo Pressi, che mira ad introdurre nuove tutele per la biodiversità del lago di Garda.
Un tema, quello della protezione della flora e della fauna del bacino lacustre, da tempo all’attenzione degli esperti, anche alla luce dei numerosi studi che negli ultimi anni hanno certificato la presenza crescente nelle acque del Benàco di oltre 40 specie aliene che stanno gradualmente soppiantando le forme di vita autoctone.
Come evidenzia il capogruppo della Lista Stefani a Palazzo Ferri-Fini, Matteo Pressi, “attualmente – secondo l’ultima rilevazione condotta dal centro di ricerca sull’idrobiologia della Fondazione Edmund Mach – nel Garda sono presenti 42 organismi, di cui 15 invertebrati, 23 pesci e 4 alghe, non facenti parte dell’ecosistema originario. Il principale veicolo d’ingresso nel bacino lacustre è rappresentato dalle carene delle imbarcazioni che, dopo aver solcato le acque di mari, fiumi e altri laghi, entrano nel Garda senza subire alcuna sanificazione. Tutto ciò che rimane attaccato agli scafi, entra nel lago”.
Da qui la proposta – come illustra Pressi – “di introdurre, al pari di quanto avviene per i più importanti laghi d’Europa, l’obbligo di preventiva sanificazione delle carene delle imbarcazioni che entrano nel bacino gardesano, così da bloccare la possibilità di nuove contaminazioni e proteggere l’ecosistema”.
Il provvedimento approvato dalla commissione approderà già nelle prossime settimane in Consiglio regionale, dove ne è prevista l’approvazione prima dell’estate.



