Olimpiadi: boom delle emissioni, + 75%

Verona ha registrato un aumento delle emissioni i di CO2 del 75% durante Olimpiadi e Paralimpiadi: è il dato peggiore che si è avuto in Italia e deriva dalle maggiori distanze fra le diverse sedi olimpiche e la nostra città.
Lo evidenziano i risultati dell’ultimo studio di Geotab lnc. società che gestisce il software di gestione di 5 milioni di veicoli di 100mila clienti in tutto il mondo ha analizzato i dati provenienti dalle flotte connesse delle aree di Milano, Verona e Cortina d’Ampezzo, nel periodo dal 6 al 22 febbraio 2026. In particolare, lo studio ha preso in considerazione le zone strategiche di Milano (San Siro, Santa Giulia, Assago e Rho Fiera), Verona (Arena) e Cortina d’Ampezzo, guardando a indicatori quali volumi di traffico, durata dei tragitti, velocità ed emissioni dei veicoli per valutare l’impatto delle recenti gare sulla viabilità.
Non a sorpresa, le aree coinvolte dallo studio hanno registrato un significativo incremento dei livelli di traffico, pur con alcune differenze in base allo svolgimento di gare e cerimonie: Verona ha registrato un +98% nei viaggi per veicolo rispetto al 2025, con un picco in occasione della cerimonia del 22 febbraio (+90% rispetto alla media del periodo preso in esame).
La velocità dei veicoli è rimasta pressocché invariata rispetto alla media di gennaio sia a Milano (+0,3 km/h a San Siro, -1,9 km/h a Santa Giulia), sia a Verona (+0,3 km/h), indicando condizioni di viabilità sostanzialmente stabili. Se da un lato questo è sinonimo di una situazione di partenza già piuttosto congestionata, dall’altro significa anche che, nonostante tutto, le misure intraprese per far fronte ai picchi di traffico si sono rivelate efficaci
“Nel complesso, organizzare gli eventi in aree geografiche diverse ha consentito di distribuire l’impatto del traffico anziché concentrarlo, dando modo alle aree suburbane di sopportare un maggiore volume di veicoli e alle sedi urbane di assorbire ulteriore carico nei loro schemi di viabilità”, commenta Stefano Peduzzi, Vice President Technology Solutions & Operations Europe di Geotab.
Sulla base del consumo di carburante, il quadro delle emissioni rilasciate a febbraio 2026 è variabile. Se i volumi di traffico sono aumentati ovunque, la CO2 non ha sempre subito incrementi proporzionali e, in alcune località, è addirittura diminuita. La spiegazione risiede nell’interazione tra numero dei viaggi, distanza percorsa, consumi effettivi e tipologia di veicoli utilizzati.
Il caso di San Siro è emblematico. Qui le emissioni di CO2 sono diminuite del 29% rispetto allo stesso periodo del 2025, nonostante il 77% di viaggi in più per veicolo. Tale divario è giustificato dal fatto che il consumo medio di carburante per viaggio è sceso del 14%, con spostamenti più numerosi, ma più brevi ed efficienti. Diversamente, Rho Fiera ha registrato aumenti di CO2 del +21%, pur inferiori all’aumento del volume dei viaggi (+32%).
Verona ha registrato il più netto aumento di CO2 (+75%), in linea con i dati che mostrano distanze percorse più lunghe (+12%). A differenza di Milano, caratterizzata da percorsi più brevi, il capoluogo veneto ha registrato viaggi più numerosi e più lunghi, con un conseguente aumento delle emissioni. Nella nostra città, inoltre, i tempi di fermo veicolo però si sono limitati a 2,1 minuti per viaggio, rappresentando però un incremento del +24% rispetto alla media del mese precedente.