Orgoglio Veneto. Arrivati i primi stock di mascherine. Distribuzione anche fuori dai supermercati Straordinario lavoro dell’imprenditore Franceschi e della Regione

Eccolo l’ingegno veneto. Il cuore. Il non piangersi addosso. Eccola la competenza, la professionalità, la voglia di reagire coi fatti e non con le chiacchiere. Parte dei due milioni di mascherine protettive “made in Veneto” è già stata consegnata ai municipi, ai centri per anziani e a quelli che assistono disabili. L’ex Serenissima, per realizzarle, non ha aspettato l’aiuto di Roma, che chissà quando sarebbe arrivato. Zaia avrebbe avuto parecchi motivi per scagliarsi contro il governo, e invece ha pensato al modo più veloce di salvare la pelle a quante più persone possibile. Le mascherine era diventate introvabili. Andava trovata una soluzione.
Zaia si è confrontato con tutti per arrivare a quella migliore: medici, virologi, imprenditori. Fino a che uno di questi, lo stampatore padovano Fabio Franceschi, presidente di Grafica Veneta, non ha deciso di riconvertire parte della produzione per realizzare (gratuitamente) mascherine a raffica.

“Sono pronto a ordinanze regionali”

Zaia, se non interverrà il governo, farà da sé. Parte dei due milioni di mascherine già consegnata

IL “CREATORE” DI HARRY POTTER
Due milioni, dicevamo, e parte è già giunta a destinazione. Potranno averle tutti: le associazioni di volontariato le distribuiranno fuori dai supermercati, dagli uffici pubblici, a domicilio. L’obiettivo è di arrivare a realizzarne 4 milioni al giorno. «Cosa vuole che siano tre libri in meno di fronte a una tragedia simile» dice Franceschi. In realtà non si tratta di tre libri: Franceschi, per intenderci, è uno dei maggiori stampatori d’Europa, produce più di 400 milioni di volumi all’anno, tra cui i libri di Harry Potter. «Ogni giorno è un bollettino di guerra. Ho passato una malattia pesante» racconta l’imprenditore «e sono vivo per miracolo. Conosco la sofferenza. Sono tutti bravi quando le cose vanno bene: io invece ho imparato che le persone si valutano nei momenti difficili. Ho parlato diverse volte con Zaia» aggiunge Franceschi «ho visto l’angoscia nei suoi occhi, l’impegno e il cuore che ci sta mettendo. Quindi sabato sera ho chiamato i miei tecnici in ufficio e gli ho detto: “Ragazzi, da domani una rotativa farà solo mascherine”. Abbiamo comprato il tessuto da un’azienda di Torino, il processo non è così complicato. La mascherina dura un giorno: si può usare nei supermercati e per le attività comuni. Stiamo lavorando col ministero della Salute e nel giro di una settimana penso potrà essere classificata come mascherina chirurgica di primo livello». Hanno fatto tutto in 4 giorni.

«PASSERA’ ALLA STORIA»
«Si tratta di una soluzione veneta a un problema cruciale» commenta Zaia. «Il regalo di Franceschi è doppio: ai concittadini, e a tutti gli italiani: non è un caso che sia già stato contattato dalla Protezione Civile nazionale. Ho parlato col ministro Speranza: mi ha detto di mandargli subito i campioni per un’eventuale autorizzazione come presidio. La mascherina è di grande qualità, sembra seta: io la tengo tutto il giorno. Franceschi» sottolineato Zaia «ci ha messo il genio e le palle per fare un prodotto innovativo. È passato alla storia per aver stampato libri famosi, e ora passerà alla storia anche per questo». Zaia torna anche a chiedere misure più stringenti all’esecutivo: «Nel fine settimana i supermercati vanno chiusi e bisogna proibire le passeggiate, che diventano di massa, l’ho ribadito a Speranza: non è una minaccia, ma se il governo non adotta misure più restrittive, mi trovo costretto, per quanto possano stare in piedi, ad adottare ordinanze regionali. Abbiamo foto di stamattina di via Garibaldi, a Venezia, che non sono assolutamente in linea con il tema del restare a casa». Zaia intanto ha vietato ai tassisti di trasportare più di un passeggero (2 in caso di auto a 8 posti). Quando può, il Veneto, s’arrangia. E lo fa, da sempre, nel migliore dei modi.

Alessandro Gonzato