(di Cesare Gritti inviato a Milano)
L’onda patriottica travolge piazza Duomo. Circa 10 mila manifestanti hanno affollato la spianata di fronte alla cattedra meneghina per lanciare un messaggio all’Europa. Dal Veneto sono partite oltre 500 persone, di cui oltre 200 da Verona. Paolo Borchia, segretario provinciale della Lega e capo delegazione del partito al Parlamento Europeo ha esordito così: «La piazza ha lanciato un messaggio chiaro: un’Europa così può solo che schiantarsi». Con lui anche il consigliere comunale Nicolò Zavarise e il consigliere regionale Matteo Pressi, oltre al presidente del consiglio regionale Luca Zaia e al presidente della Regione Veneto Alberto Stefani.

«Quella di oggi è stata una manifestazione per chiedere all’Europa di rimuovere i vincoli di bilancio che impediscono al nostro ministro Giorgetti, in un contesto economico cosi complicato, di aiutare le nostre imprese, le nostre famiglie e i nostri agricoltori. Vogliamo tornare ad essere padroni a casa nostra. Detta con parole diverse, significa concretamente disporre interamente dei propri spazi di bilancio allo scopo di fare tutto ciò che è necessario affinché l’economia italiana non arretri, ma anzi possa progredire», afferma Pressi.
«Oggi a Milano abbiamo portato in piazza una voce chiara, quella di chi non vuole più avere paura di difendere identità, sicurezza e futuro. “Senza paura” non è solo uno slogan, ma il segnale concreto che esiste ancora un popolo disposto a farsi sentire. E iniziare anche ad affrontare seriamente il tema dei rimpatri per chi non ha diritto di restare. Servono regole certe e applicate, non slogan vuoti», afferma Zavarise.
Gli fa eco il segretario provinciale, Paolo Borchia: «L’ha detto anche il presidente di Confindustria, Orsini: la classe dirigente europea non è in grado di affrontare le sfide del momento. Serve un cambio di rotta. Le migliaia di patrioti che oggi hanno manifestato hanno mandato un messaggio chiaro a questa Europa, vale a dire che se continua su questa rotta, si schianterà. Non solo, oggi abbiamo dimostrato che si può manifestare il proprio dissenso in una maniera propositiva, a differenza di quanto è successo in altre piazze milanesi», precisa Borchia, facendo riferimento ai disordini che si sono verificati tra i centri sociali, i pro pal e le forze dell’ordine, le quali sono intervenute per sedare i tumulti. Insomma, la Lega in Veneto c’è, così come a Verona. Ora Salvini ha messo le cose in chiaro: «Porteremo avanti il lavoro fatto e vinceremo le elezioni del 2027».
Anno in cui si rinnoverà anche l’amministrazione di Palazzo Barbieri. Proprio a Verona la Lega veronese farà pesare i recenti risultati nella corsa alle urne.



