Paolo Borchia: “Interventi immediati per il commercio di vicinato”

«Nei nostri quartieri sono sempre meno le botteghe e si riducono i servizi essenziali. Non possiamo permettere che Verona perda la sua vitalità economica e sociale oltre che la sua identità. Servono un piano concreto di sostegno ai negozi di vicinato e alle botteghe storiche e misure per evitare che il centro storico diventi esclusivamente un distretto di grandi catene e multinazionali legate al food», dichiara Paolo Borchia, capodelegazione al Parlamento europeo e segretario provinciale della Lega.

I dati più recenti sull’evoluzione delle attività commerciali confermano la gravità della situazione. Secondo l’Osservatorio sulla demografia d’impresa di Confcommercio e Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, aggiornati a giugno 2024, nel Comune di Verona tra il 2012 e il 2024 sono scomparsi circa 150 negozi al dettaglio, pari a una riduzione del 23,3 per cento delle attività commerciali. Nel centro storico i negozi sono passati da 713 a 565 unità, mentre nelle aree fuori dal centro da 1.648 a 1.209. I quartieri più colpiti: Borgo Venezia, Borgo Milano e Veronetta, dove molte botteghe di vicinato hanno chiuso senza ricambio.

Oltre alle chiusure, si osserva una crescente presenza di grandi catene e multinazionali legate al settore food nel centro storico, che stanno progressivamente sostituendo le piccole attività locali, alterando il tessuto commerciale e sociale della città e riducendo la varietà di offerta per residenti e turisti.

La progressiva chiusura dei negozi tradizionali comporta conseguenze significative, con riduzione dei servizi di prossimità nei quartieri, minore socialità e presidio urbano, aumento di locali sfitti con impatto su decoro e sicurezza e diminuzione dell’attrattività commerciale e turistica del centro storico. «Questi numeri sono un segnale chiaro che Verona non può ignorare. Ci rivolgiamo al Comune affinché metta in atto interventi concreti senza i quali i negozi di vicinato rischiano di sparire», aggiunge Borchia.

Secondo il segretario provinciale della Lega, è necessario mettere in campo sgravi fiscali e riduzione della pressione locale (TARI e IMU) per i negozi di quartiere, incentivi per le botteghe storiche e le microimprese, piani di rigenerazione urbana per rivitalizzare i quartieri e il centro storico, e maggiore sicurezza e accessibilità urbana per favorire traffico pedonale e frequentazione continua