Parco 8 Marzo a Verona, ha un valore simbolico importante: un nuovo spazio verde urbano, un luogo dove si è voluta valorizzare la memoria e il contributo di sei donne veronesi che, in epoche e contesti diversi, hanno contribuito in modo concreto alla crescita sociale, culturale e civile della città, spesso senza grande visibilità pubblica. All’iniziativa per lo svelamento delle targhe, hanno partecipato l’assessore ai servizi demografici, Federico Benini, l’assessora alle Politiche educative e scolastiche, Elisa La Paglia, il presidente della Circoscrizione 5^ Raimondo Dilara, il Comitato Verona Sud, Cecilia Residori, presidente della Consulta delle associazioni femminili, Nuova Acropoli, associazioni, studenti studentesse, cittadini e cittadine.
Nel parco, situato in via Ongaro in Borgo Roma, rivivono le storie di Anna Tantini, intellettuale femminista e difensora civica, Mafalda Pavia, medica ebrea, fondatrice Soroptimist Club Verona, Tiziana Tommelleri Nocini, imprenditrice, inventrice, benefattrice, Paola Gambaro Ivancich ricercatrice di entomologia agraria e benefattrice, Massimilla Baldo, scienzata, the lady of neutrinos ed Elisa Dal Cero, partigiana, Grande Ufficiale della Repubblica. A ciascuna di esse è stata dedicata una targa che ne racconta il percorso e l’impegno.
“Si tratta di donne che hanno fatto la storia di Verona operando in campo sociale, nella ricerca, nell’imprenditoria ma anche nel volontariato” ha affermato l’assessore Benini. La targhe sono state scoperte da Cecilia Residori, presidente della Consulta delle Associazioni Femminili di Verona che ha tracciato la figura di queste donne, nella maggior parte dei casi in presenza dei famigliari o di persone a loro vicine. Le loro storie parlano di impegno quotidiano: nell’educazione, nel lavoro, nella cura degli altri, nella partecipazione alla vita della comunità. Rappresentano quindi una memoria “diffusa”, non fatta solo di grandi nomi, ma di vite che hanno costruito valore nel territorio, diventando punti di riferimento per chi le ha conosciute. In questo senso, sono unite da un filo comune: l’aver lasciato un’eredità fatta di relazioni, responsabilità e impegno civico.
Il fatto che oggi vengano ricordate insieme non è casuale: significa riconoscere che la storia di una città non è fatta solo da figure celebri, ma anche da persone che, con il loro contributo silenzioso, hanno reso Verona un luogo più umano, solidale e consapevole lasciando un filo prezioso nellactrama del tessuto sociale.In altre parole, sono sei storie diverse che raccontano un’unica idea di comunità.
La mattinata si è aperta con un momento musicale organizzato dall’associazione Nuova Acropoli dedicato alla primavera e alla bellezza, contribuendo a creare un clima partecipato e coinvolgente.
Spazio anche alla creatività con la mostra “Ottantaquattro Volti di Inciampo – Autoritratti per non dimenticare”, realizzata dagli studenti dell’Istituto Comprensivo 10/11 di Borgo Roma, che hanno raccontato attraverso l’arte il tema della memoria, dell’identità e della violenza di genere.
“L’inaugurazione di oggi è stata l’occasione – ha commentato l’assessora alle Politiche educative e scolastiche, Elisa La Paglia – per intraprendere questo percorso didattico multidisciplinare di eccezionale valore. Grazie alle insegnanti delle scuole Mazza e a Saba Ferrari che le ha artisticamente seguite”.
Gli stessi studenti e studentesse hanno inoltre presentato due podcast: il primo dedicato alle donne scienziate, il secondo incentrato sul progetto artistico della mostra, dimostrando un forte coinvolgimento e una significativa capacità di approfondimento.



