Parco delle Mura, la Giunta vara le linee guida del piano ambiantale

La giunta approva le linee di indirizzo per la progettazione del Piano ambientale del Parco delle Mura magistrali che la struttura di progettazione dell’Agenzia del Demanio redigerà in base all’accordo con il Comune di Verona sottoscritto nel giugno del 2025. “Oggi abbiamo approvato le linee di indirizzo per la redazione del Piano Ambientale del Parco delle Mura ai sensi dell’art. 9 della Legge Regionale del Veneto n. 40/1980 – dichiara la vicesindaca e assessora alla pianificazione territoriale, beni culturali e paesaggio, Barbara Bissoli -: si tratta di un progetto ambizioso e atteso sin dalla istituzione del Parco avvenuta con il PAT vigente, che mira a conservare e valorizzare lo straordinario sistema difensivo storico della città di Verona, con uno sviluppo di oltre 9 km ed una consistenza di quasi 100 ettari, attribuendogli il ruolo di elemento chiave per lo sviluppo culturale, sociale e ambientale della città. La visione strategica è quella di fare del Parco della Mura Magistrali un parco multifunzionale, strutturante il paesaggio urbano veronese, con la funzione di cerniera tra il centro storico e i quartieri residenziali delle prime espansioni novecentesche, valorizzando e promuovendo la sua storia e i suo eccezionale valore monumentale”.

Il Piano Ambientale del Parco delle Mura, che seguirà il procedimento e avrà contenuti ed efficacia di un Piano Urbanistico Attuativo (PUA) di iniziativa pubblica, si basa sul riconoscimento dei valori da salvaguardare che emergono dalla Dichiarazione di Eccezionale Valore Universale (OUV) della fortificazione, componente essenziale del Sito UNESCO di Verona, dalle dichiarazioni di notevole interesse pubblico ministeriali del 1966 e del 1996, oltre che dai molteplici vincoli archeologici dichiarati e non dichiarati, che permettono di individuare obbiettivi strategici e strutturali che vanno oltre alla dimensione tecnica, urbanistica ed architettonica, riguardando anche la dimensione di programmazione e coordinamento delle politiche locali. Il documento individua alcuni obiettivi strategici e strutturali fondamentali:

• Costruire una visione unitaria della funzione urbana delle architetture militari, dalla Cinta Magistrale, ai manufatti della grande “macchina” logistica militare asburgica (Arsenale Franz Josef, Provianda di Santa Marta, Stazione ferroviaria di Porta Vescovo, caserme, polveriere) ai forti distaccati della prima fase (Procolo, Gasometro, Sofia, San Mattia, Biondella, le quattro Torri Massimiliane), ripristinandone la riconoscibilità morfologica e architettonica;

• Valorizzare il patrimonio militare come motore di sviluppo locale e culturale, qualificando l’offerta culturale e turistica della città storica, potenziando l’attrattività turistica anche nelle reti territoriali (primo e secondo campo trincerato) e nelle reti di area vasta (castelli scaligeri, opere difensive veneziane, Quadrilatero);

• Gestire razionalmente un parco urbano storico-monumentale, garantendone tutela, valorizzazione, corretta percezione e libera fruizione;

• Contrastare degrado urbano e fragilità sociale attraverso accessibilità, rivitalizzazione e forme di sussidiarietà;

• Perseguire l’equilibrio tra patrimonio monumentale e componente vegetale mediante manutenzione continua e restauro conservativo;

• Valorizzare le opportunità del sistema fortificato per la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico.

• Promuovere un parco multifunzionale, strutturante il paesaggio urbano veronese, capace di rafforzare il patrimonio pubblico in termini culturali, economici, sociali e ambientali, contribuendo a migliorare la qualità della vita e l’attrattiva della città, con forme innovative di utilizzo degli spazi, compatibili con il contesto storico e ambientale.

Il documento delinea poi gli obiettivi tecnico-operativi generali, tra cui: disciplinare l’organizzazione del Parco e la sua articolazione in aree e parti caratterizzate da forme differenziate di uso, godimento e tutela, valorizzando la funzione di connessione ecologica tra i siti di interesse comunitario (fluviali e collinari) e gli spazi aperti urbani, periurbani ed il territorio aperto;
• stabilire gli indirizzi e i criteri per il restauro, il ripristino, l’uso e la manutenzione delle opere di fortificazione in muratura e in terra;
• stabilire gli indirizzi e i criteri per gli interventi sulla flora, sulla fauna, suolo e sottosuolo e sull’ambiente naturale in genere;
• disciplinare i sistemi di accessibilità veicolare e pedonale, con particolare attenzione alle persone fragili e con disabilità nel progettare i percorsi, gli accessi e le strutture di supporto, da concepire secondo i criteri del “design universale”;
• disciplinare i sistemi per la gestione e la funzione sociale del Parco, quali punti di ristoro, servizi per l’infanzia, centri di aggregazione per anziani, spazi culturali o di spettacolo;
• disciplinare con particolare attenzione e cautela le condizioni per la conferma o meno degli impianti sportivi esistenti;
• disciplinare i sistemi per la promozione culturale e turistica (spazi museali, centri visite e uffici informativi);
• stabilire indirizzi e criteri per concessioni, comodati, convenzioni o patti di sussidiarietà per la gestione e la manutenzione di aree, strutture e manufatti del Parco;
• definire un’immagine coordinata ed una strategia di comunicazione, informazione e divulgazione coerente ed unitaria, sia nell’allestimento di sistemi espositivi materiali che nelle forme immateriali e multimediali.

Le linee di indirizzo delineano poi gli obiettivi tecnico-operativi specifici, tra i quali: ripristinare, ove possibile, i vuoti prospettici e gli spazi di pertinenza, considerandoli inedificabili;
• restituire dignità spaziale al vallo esterno (“fosso magistrale”), oggi occupato da infrastrutture incongrue;
• ripristinare i cammini di ronda perimetrali lungo il terrapieno e il cammino di ronda sommitale nel tratto collinare (Cinta Scaligera), da valorizzare come percorso panoramico sulla città;
• pianificare un efficace sistema di collegamenti e percorsi longitudinali e trasversali;
• riaprire le poterne e le “sortite offensive”, integrandole nei percorsi ciclabili e pedonali, per collegare interno ed esterno delle Mura;
• ridurre l’artificializzazione dei suoli, privilegiando soluzioni infrastrutturali “green” (Nature Based Solutions);
• pianificare un efficace sistema di connessioni, sia longitudinali sia trasversali, in grado di permettere la piena accessibilità e la libera fruizione degli ambiti del Parco e una percorribilità dedicata, a pedoni e ciclisti, lungo l’intero perimetro delle Mura;
• riconnettere, attraverso il Parco delle Mura, che da cesura dovrà assumere la funzione di cerniera, il centro storico con i quartieri residenziali delle prime espansioni novecentesche, integrandosi con la rete ciclabile esistente e di progetto (Biciplan), con le zone 30 istituite e pianificate, con il sistema dei percorsi naturalistici.
• connettere il Parco con altre polarità di interesse urbano e metropolitano, quali le funzioni pubbliche insediate ed insediabili nel centro storico (università, sistema museale, poli culturali, centri amministrativi) o nelle sue immediate prossimità e gravitanti lungo la circonvallazione esterna, come le stazioni ferroviarie di Verona Porta Nuova e Porta Vescovo ed i relativi hub intermodali, o l’area dello Stadio e del Parco della Spianà.