Piano della sosta, Borchia contro Tommasi: “Automobilisti veronesi come Bancomat”

“I veronesi non sono vacche da mungere. Prosegue un sistema che sembra avere come unico obiettivo quello di rendere la vita sempre più difficile agli automobilisti, trasformando la sosta in un’ulteriore fonte di prelievo dalle tasche dei cittadini”. Lo dichiara Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo e segretario provinciale della Lega di Verona, intervenendo sulle modifiche al piano della sosta.

“Trovo molto discutibile un sistema che rischia di trasformarsi in un modo per fare cassa sulla pelle degli automobilisti — sottolinea Borchia —. Chi parcheggia la propria auto non può essere costretto a verificare quotidianamente se la segnaletica verticale sia stata sostituita o modificata. Non si può pensare di scaricare sui cittadini il peso di cambiamenti che dovrebbero essere comunicati in modo chiaro e trasparente”.

“Da tempo — prosegue — assistiamo a una politica che sembra considerare l’automobilista come un bancomat. Prima si rendono sempre più difficili gli spostamenti, poi si interviene sulla sosta e infine si pretende che siano i cittadini a districarsi tra nuove regole e segnaletica. È un approccio che va cambiato”.

“Verona ha bisogno di una mobilità che funzioni e di regole comprensibili, non di ulteriori ostacoli per chi deve usare l’auto per lavorare, accompagnare i figli o svolgere le proprie attività quotidiane. Basta spremere gli automobilisti veronesi: il Comune ascolti i cittadini e riveda un sistema che appare sempre più orientato a fare cassa anziché a garantire un servizio efficiente”, conclude Borchia.