Il Vecchio Continente ha avviato gli scambi in territorio prevalentemente positivo e con lo spread in ribasso. DAX 40: + 0,25% a 24.893 punti. L’indice tedesco sfrutta la dipendenza dal comparto industriale e automobilistico, settori che aprono la settimana in forte crescita. A livello domestico, gli investitori stanno digerendo i nuovi dati sui prezzi alla produzione (PPI), che, pur mostrando un calo mensile, evidenziano la persistenza di sfide strutturali per l’industria manifatturiera teutonica, stretta tra costi dell’energia ancora elevati e domanda debole. Siemens vola a +3,35%. CAC 40: +0,20% a 8.355 punti. Il listino parigino è storicamente sovrappesato nei titoli del lusso e dell’alta moda, i quali stanno subendo un brusco repricing a causa del deterioramento delle prospettive di consumo in Cina (confermate dall’assenza di tagli aggressivi ai tassi da parte della banca centrale cinese) e dei segnali di rallentamento della spesa voluttuaria negli Stati Uniti. L’effetto combinato di queste incertezze globali penalizza le valutazioni dei colossi francesi. Gli altri settori salvano il listino tenendolo in positivo. FTSE 100: scivola dello 0,32% a 10.566 punti. In netta e vistosa controtendenza, la Borsa di Londra è l’unico listino maggiore a segnare un calo in avvio. La scarsa presenza di titoli tecnologici e la sovraesposizione di multinazionali energetiche (come BP e Shell) e conglomerati minerari (come Glencore e Anglo American) trascinano il listino al ribasso. FTSE MIB: +0,20% a 51.986 punti. Piazza Affari apre la seduta spinta dal settore finanziario. L’indice è frenato dal ribasso del comparto tecnologico e dallo stacco di numerosi e pesanti dividendi (tra cui Enel e Pirelli) che sottraggono valore aritmetico all’indice stesso. Anche l’importante operazione di OPAS lanciata da Poste Italiane su TIM catalizza l’attenzione degli operatori, sostenendo i volumi.
Materie prime, gas sugli scudi
| Materia Prima | Valore Attuale | Variazione Ultime 24h | Variazione Ultimo Anno (YTD) |
| Oro | $ 4.019 / oz | +0,07% | -7,04% |
| Petrolio Brent | $ 87,69 / bbl | -0,48% | +44,21% |
| Petrolio WTI | $ 81,80 / bbl | -0,84% | +42,46% |
| Gas Naturale TTF | € 58,08 / MWh | +1,02% | +106,41% |
| Argento (Silver) | $ 56,80 / oz | +1,63% | -20,35% |
Gli eventi macro-finanziari di oggi
| Orario (CET) | Paese/Area | Evento | Attuale | Previsto | Precedente |
| 01:15 | Cina | Tasso d’interesse primario (LPR) a 1 Anno | 3,00% | 3,00% | 3,00% |
| 08:00 | Germania | Prezzi alla Produzione (PPI) Mensile (Giu) | -0,3% | -0,2% | +0,3% |
| 08:00 | Germania | Prezzi alla Produzione (PPI) Annuale (Giu) | +1,8% | +1,9% | +2,2% |
| 11:00 | Eurozona | Produzione Costruzioni Mensile (Mag) | N/A | – | +0,6% |
| 16:00 | USA | Leading Indicator Mensile (Giu) | N/A | -0,1% | +0,1% |
Piazza Affari, corrono i bancari nel giorno dello stacco cedole

La mappa del FTSE MIB illustra chiaramente un mercato a due velocità, caratterizzato da forti divergenze settoriali e dinamiche societarie specifiche. Il comparto finanziario agisce da solido pilastro per l’indice, presentandosi compatto in territorio positivo: spiccano i rialzi dei principali istituti di credito come Intesa Sanpaolo a +1,08%, UniCredit a +0,60% e Monte dei Paschi di Siena a +1,07%, affiancati dall’ottima performance di Unipol a +1,61%. A bilanciare al ribasso questo slancio interviene la decisa debolezza del settore “Utilities”, dove pesa in modo evidente il profondo rosso di Enel ; questo vistoso calo è tuttavia in gran parte fisiologico e dovuto allo stacco del dividendo odierno, che penalizza aritmeticamente il titolo. Nel resto del listino, si confermano i robusti rialzi di Prysmian (PRY) nel settore “Producer manufacturing”, che segna un +1,91% galvanizzata dal recente maxi-accordo per la fornitura di cavi per i data center. Di contro, si evidenzia una netta flessione per le aziende protagoniste dell’operazione di consolidamento infrastrutturale domestico: Telecom Italia (TIT, -1,49%) e Poste Italiane (PST, -0,97%) scambiano infatti in territorio negativo nel giorno dell’avvio ufficiale dell’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (OPAS) di Poste sull’ex monopolista delle telecomunicazioni.
Oggi, 20 luglio 2026, si verifica il cosiddetto “Dividend Day” per diverse blue chip e società rilevanti. Staccano la cedola giganti del calibro di Enel (0,26 euro per azione), Pirelli (0,24 euro ordinario e 0,10 euro straordinario), MFE A e B (0,22 euro ciascuna), GPI (0,6 euro) e Toscana Aeroporti. Questo stacco generalizzato crea una decurtazione fisiologica e contabile del valore del FTSE MIB e dei prezzi di apertura dei singoli titoli, distorcendo in parte la percezione dell’effettivo andamento del mercato.
Titolo nel mirino: Prysmian




