Piazza Affari vede la luce in fondo allo Stretto di Hormuz

(Rfg) “Sarà in gran parte finita in 2 o 3 giorni”. Lo ha detto il presidente statunitense, Donald Trump, parlando dell’intervento in Iran. Nonostante il conflitto in Medio Oriente e l’aumento dei costi del petrolio, Wall Street ha mostrato resilienza martedì spinto anche dalle parole di DJT. L’S&P 500 è salito dello 0,2% (6.716,09 punti), sostenuto dal settore trasporti (es. Delta, American Airlines) che ha rivisto al rialzo le previsioni di ricavo. Il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,5% (22.479,53 punti), spinto dall’entusiasmo per l’IA dopo la conferenza GTC di NVIDIA e l’annuncio delle nuove piattaforme del CEO Jensen Huang. Nonostante questi progressi, il contesto resta fragile, con l’S&P 500 che ha registrato la prima serie negativa di tre settimane in circa un anno a causa della crisi energetica.

Così i listini europei

I mercati cercano una direzione chiara, oscillando tra il sollievo per la chiusura positiva di Wall Street e la preoccupazione per l’inflazione importata via costi energetici. DAX 40: Francoforte tira un sospiro di sollievo, +0,61% a 23860 punti. La forza del listino tedesco, nonostante la forte dipendenza industriale dal costo dell’energia, è attribuibile a un parziale allentamento delle tensioni sui prezzi del gas naturale negli Stati Uniti, che ha fornito un respiro momentaneo alle catene di fornitura globali, e alla solidità di settori come l’automotive e la difesa. CAC 40: +0,79% e supera gli 8.000 punti. La Francia, forte della sua indipendenza energetica nucleare, viene percepita in questa fase come un’area di relativa stabilità all’interno dell’Eurozona, attirando flussi di capitale difensivi. FTSE 100: Londra sale cauta a 10.424 punti (+0,20%). La sterlina britannica, scambiata intorno a 1,33 dollari, riflette la fiducia degli investitori nella capacità della Bank of England di gestire l’inflazione, sebbene i recenti dati sul PIL del Regno Unito abbiano mostrato segni di rallentamento, gettando un’ombra sulle prospettive di crescita a lungo termine. FTSE MIB: + 0,73% a 45.232 punti, influenzato dal rilascio di importanti dati societari e dall’attesa per la conferenza della Fed. Il sentiment su Milano rimane positivo, supportato da uno spread BTP-Bund stabile intorno ai 72-76 punti base, segno che il mercato non percepisce al momento un rischio di frammentazione finanziaria nell’Eurozona nonostante la crisi geopolitica.

Materie Prime

Materia PrimaValore AttualeVariazione 24hVariazione 1 Anno
Petrolio Brent103,2 $/Bbl-0,20%+45,87%
Oro4.991 $/t.oz-0,29%+63,72%
Argento79.65 $/t.oz+0,46%135,10%
Gas TTF (Europa)50,83 €/MWh-1,42%+16,06%

 Calendario Macroeconomico e Market Movers di Oggi

La giornata di mercoledì 18 marzo 2026 è segnata da appuntamenti di vitale importanza che potrebbero definire il trend dei mercati per il resto del trimestre.

Tabella degli Eventi Macro-Finanziari

Orario (GMT/CET)PaeseEventoImportanzaNota
15:30USAScorte petrolio greggioAltaLe previsioni vedono le scorte diminuire di 1500 M
19:00USADecisione Tassi Federal Reserve (FOMC)MassimaPrevisto mantenimento al 3,50%-3,75%.
19:30USAConferenza Stampa di Jerome PowellMassimaFocus su “dot plot” e rischi stagflazione.

L’attenzione globale è focalizzata sulla conclusione della riunione del FOMC. I mercati assegnano una probabilità superiore al 92% al mantenimento dei tassi attuali, ma le dichiarazioni di Jerome Powell saranno analizzate parola per parola alla ricerca di indizi su un possibile cambio di rotta. Le grandi banche d’affari, tra cui Goldman Sachs, hanno posticipato le previsioni per il primo taglio dei tassi a settembre, citando i crescenti rischi di stagflazione derivanti dallo shock petrolifero. Negli Stati Uniti verrà rilasciato anche l’indice dei prezzi alla produzione (PPI) di febbraio, un indicatore anticipatore del PCE core, la misura di inflazione preferita dalla Fed. Un dato superiore alle attese (previsto allo 0,3% mensile) potrebbe rinfocolare i timori di una Fed costretta a rimanere restrittiva più a lungo del previsto.

 Focus Mercato Italiano

Piazza Affari si conferma uno dei listini più tonici dell’area euro. L’indice FTSE MIB ha chiuso la sessione del 17 marzo in netto rialzo a 44.887,54 punti (+1,22%), trainato da un eccezionale recupero del settore bancario e dalla forza dei titoli industriali come Stellantis e Leonardo. L’apertura di oggi vede il listino oscillare intorno ai 44.300 punti, influenzato dal rilascio di importanti dati societari e dall’attesa per la conferenza della Fed. Il sentiment su Milano rimane positivo, supportato da uno spread BTP-Bund stabile intorno ai 72-76 punti base, segno che il mercato non percepisce al momento un rischio di frammentazione finanziaria nell’Eurozona nonostante la crisi geopolitica.

Titolo del giorno: DiaSorin (DIAS.MI)

Diasorin, eccellenza italiana della diagnostica clinica, pubblica oggi i risultati 2025 e la guida 2026. La società ha chiuso i primi nove mesi 2025 con ricavi di 900 milioni di euro (+3%), con una crescita organica ex-Covid del 6% e un margine EBITDA adjusted del 33%. La previsione per il 2026 è di una crescita delle vendite dell’8% a tassi costanti, supportata da nuovi prodotti come LIAISON PLEX e accordi strategici (es. Quest Diagnostics). Il titolo, in rialzo ieri, sarà valutato oggi sulla capacità di convertire la pipeline tecnologica in flussi di cassa stabili, fungendo potenzialmente da catalizzatore per il settore healthcare italiano.