Ismea, Istituto servizi per il mercato agricolo alimentare, ha attivato il portale per richiedere l’intervento della misura Piu’ Impresa, dedicata ai giovani e alle donne, che intendono subentrare nella conduzione di un’azienda agricola o che vogliono ampliare la propria impresa, migliorandone la competitività con un piano di investimenti fino ad 1,5 milioni di euro. «E’ uno strumento importante, che va nella giusta direzione di sostenere il ricambio generazionale e rafforzare la competitività delle aziende agricole condotte da giovani e donne» – commenta Silvia Caprara, presidente dei Giovani di Confagricoltura Verona -. «La possibilita’ di accedere a investimenti fino a 1,5 milioni di euro, combinando mutuo agevolato a tasso zero e contributo a fondo perduto, rappresenta un’opportunità per chi sceglie di investire nel settore primario, rendendo piu’ sostenibili le proprie imprese. La cosa interessante e’ che considera anche i progetti relativi all’ampliamento e non solo al subentro. E’ un segnale chiaro di attenzione verso un comparto strategico per l’economia, l’ambiente e la tenuta sociale dei territori». «Servono procedure chiare, tempi certi e un adeguato supporto tecnico» – avverte Silvia Caprara -, «condizioni indispensabili affinche’ la misura non resti appannaggio di pochi, ma diventi davvero uno strumento diffuso di crescita e inclusione. Molti giovani imprenditori agricoli hanno idee, competenze e visione, ma si scontrano spesso con complessità burocratiche e difficoltà nella fase di progettazione e rendicontazione». Vengono finanziati i costi connessi alle spese per lo studio di fattibilità, quelli relativi alle opere agronomiche e al miglioramento fondiario, l’acquisto di macchinari e attrezzature nuovi di fabbrica; i costi per investimenti connessi agli obiettivi di carattere ambientale e climatico, quelli per l’irrigazione e per l’acquisto terreni. Inoltre, per le attività di agriturismo e le altre attività di diversificazione del reddito agricolo, le agevolazioni sono concesse in regime de minimis nel limite massimo di 300 mila euro.



