“Quella moschea è illegale”. Protesta della Lega a San Michele: continua a funzionare la moschea abusiva di via Monti

Palazzo Barbieri inadempiente. L’irregolarità è già stata certificata in un sopralluogo dei tecnici comunali lo scorso novembre e da allora nulla è stato fatto

“I residenti di San Michele Extra aspettano risposte dal Comune dallo scorso novembre. C’è una moschea dove dovrebbe esserci un negozio ed è stato confermato, nero su bianco, durante un sopralluogo dei tecnici del Comune. L’Ufficio competente ha verificato una situazione di illegalità e da mesi stiamo aspettando risposte da parte dell’amministrazione, riscontro che non sta aspettando solo la Lega, ma anche i veronesi di questo quartiere che si sono rivolti a noi per denunciare questa situazione. Aspettiamo segni di vita dalla vicesindaca Bissoli, ma siamo già in ritardo, anche perché non accettiamo giustificazioni di nessun tipo visto che in passato, per situazioni analoghe, sono presi dei provvedimenti. Azioni concrete che adesso chiediamo a gran voce, per l’ennesima volta”. Così Paolo Borchia, capodelegazione al Parlamento europeo della Lega e segretario provinciale del partito. “C’è una violazione amministrativa che è stata certificata dal Comune in seguito a quanto sollevato dalla Lega, grazie alle segnalazioni pervenute dal consigliere di circoscrizione Tommaso Savoia. A quanto pare l’attività religiosa sta proseguendo, anche se non dovrebbe svolgersi visto che l’immobile è accatastato come negozio e, in quanto tale, non può ospitare una moschea. Tante sono le preoccupazioni dei cittadini e questo genera una situazione di incertezza, perché non si sa che cosa succeda all’interno di questa struttura. Chiediamo, quindi, all’amministrazione di intervenire con forza e determinazione, anche apponendo i sigilli per impedire lo svolgimento di attività impropria”, aggiunge Nicolò Zavarise, consigliere comunale delle Lega.
“Prima dell’inizio del Ramadan l’associazione ha affisso un cartello recante gli orari di preghiera per tutto il mese. Poi è stato prontamente tolto, ma conferma che l’attività del centro sia fuori legge”.
L’irregolarità è già stata certificata a seguito di un sopralluogo dei tecnici comunali lo scorso novembre. Palazzo Barbieri ha scritto, nero su bianco, che questa struttura non è adibita a centro religioso e quindi nel caso in cui fosse definito il contrario, l’attività religiosa sia ancora in essere, l’amministrazione potrebbe anche apporre i sigilli.
“Le scritte impresse fuori dal portone – proseguono i tre esponenti leghisti – riportano un invito, molto comune nei centri di preghiera, a togliersi le scarpe prima dell’orazione”.