Ramadan in via Tevere: botta e risposta fra Alberto Padovani e Jacopo Buffolo

aggiornamento ore 18: 02

«Ho ritenuto necessario scrivere formalmente al Sindaco, Questore, Comandante della Polizia Locale, Carabinieri e tutti i soggetti competenti, per chiedere chiarimenti sulla concessione del campo sportivo di via Tevere a Santa Lucia per la celebrazione di chiusura del Ramadan prevista venerdì 20 marzo», dichiara Alberto Padovani, presidente della Quarta Circoscrizione. «Siamo di fronte a un evento rilevante, che per sua natura richiama centinaia di persone. Proprio per questo sorprende e preoccupa la scelta di collocarlo in un impianto sportivo di quartiere con una capienza inferiore alle 100 persone, dove anche i normali tornei sportivi vengono limitati a 99 partecipanti.»

Padovani sottolinea: «Ancora più incomprensibile è l’orario previsto: dalle ore 6.00 alle ore 10.00 del mattino, in un giorno feriale, all’interno di un contesto residenziale, a maggior ragione se si utilizzeranno, come richiesti, megafoni e altoparlanti. Significa impattare direttamente sulla vita quotidiana dei residenti e sull’apertura delle attività commerciali, con possibili disagi anche sotto il profilo acustico.»

«A ciò si aggiungono criticità evidenti: la gestione di un’affluenza potenzialmente di 500 o 600 persone in uno spazio non adeguato, la tenuta del manto erboso già precario, la presenza di servizi igienici non dimensionati per numeri di questa portata e una situazione sanitaria che rischia di non essere adeguatamente garantita. Quando si concentrano centinaia di persone in uno spazio limitato, senza strutture adeguate, il tema dell’igiene e della sicurezza sanitaria diventa centrale e non può essere sottovalutato.»

«Anche la viabilità rischia di andare in sofferenza, considerando la concentrazione di veicoli in un’area con parcheggi limitati e in concomitanza con l’avvio delle attività lavorative del quartiere.» Il Presidente evidenzia anche un aspetto istituzionale: «La Circoscrizione non è stata coinvolta né informata. È un fatto grave, perché parliamo di un evento che incide direttamente sul territorio e sulla comunità locale. Nessuno mette in discussione il valore delle celebrazioni religiose. Ma proprio perché si tratta di un evento importante e partecipato, deve essere organizzato in modo adeguato, in luoghi idonei e con tutte le garanzie necessarie. Ho chiesto chiarimenti perché così non è gestione, è improvvisazione. E quando si improvvisa su sicurezza, ordine pubblico e vivibilità dei quartieri, si sbaglia sempre.»

A Padovani risponde l’assessore Jacopo Buffolo: «Sconcerta leggere le parole del Presidente Padovani che invece di preoccuparsi di ricoprire un incarico istituzionale con responsabilità e collaborazione con le istituzioni cittadine si avventura nel fomentare timori e preoccupazioni nella cittadinanza. Questo è quello che emerge dal suo comportamento, visto che  dopo una riunione di approfondimento con uffici, società guida e Associazione Convivenza, io l’abbia chiamato immediatamente per rassicurarlo e dandogli disponibilità a collaborare per eventuali altre necessità circa le preoccupazioni esposte nella sua lettera inviata stamattina al sindaco. Trovarsi un comunicato stampa per avere un po’ di visibilità lo trovo di scarsissima caratura istituzionale. Tutte le questioni riassunte precedentemente sono state discusse telefonicamente con il presidente Padovani poco prima di veder pubblicato il comunicato stampa. Infatti la soluzione della concessione dell’impianto di via Tevere è giunta dopo l’impossibilità di trovare altri spazi, preferibilmente al chiuso, visto anche il periodo dell’anno in cui si svolgono le cerimonie.

Nel comunicato del presidente Padovani si fa riferimento a diverse questioni, dalla capienza dell’impianto sportivo alle emissioni sonore, dall’affluenza ai servizi igienici disponibili. Nel vestire queste preoccupazioni da questioni tecniche il Presidente dimentica che la normativa che si applica in casi di cerimonie religiose è differente da quella per le attività sportive. L’utilizzo dello spazio da parte dell’Associazione Convivenza è circoscritto all’ora di preghiera dedicata alla fine del Ramadan e non ad un utilizzo sportivo del campo. La stessa cosa vale per gli orari citati, vengono citati gli orari di concessione all’associazione utili anche per gli allestimenti e non quello di svolgimento della preghiera. Anche le preoccupazioni per la tenuta del manto erboso sono superate visto che la porzione di campo utilizzato per la durata di svolgimento della cerimonia sarà coperta da un tappeto in quanto i fedeli saranno scalzi. Allo stesso modo avevamo già informato l’Associazione circa i limiti previsti per le emissioni sonore a quell’ora della mattina, dando anche indicazioni sul direzionamento degli altoparlanti. Circa l’impatto sulla viabilità la zona di via Tevere è stata scelta proprio per la vicinanza alla sede dell’associazione in via Pacinotti dove parcheggeranno gran parte delle auto dei partecipanti che peraltro sono cittadini in gran parte residenti del territorio di Verona sud.  Questa polemica strumentale mira ad una narrazione che non appartiene ai cittadini musulmani che venerdì mattina si ritroveranno per concludere insieme il Ramadan».