Il lavoro paga, il sacrificio, paga, la programmazione paga. La nuova Verona nata nel 2021 sotto il segno del neopresidente Stefano Fanini e con l’apporto esperto del direttore sportivo Gian Andrea Marchesi, dopo anni di lavoro e progettazione, passando anche per strade tortuose o allenatori che poi se ne sono andati, comunque lasciando il segno come Radostin Stojcev che in parte portato la mentalita’ di squadra vincente. Non e’ facile resistere, non e’ facile quando le cose vanno male continuare a crederci, pero’ nonostante tutto questo ha fatto, fino a trasformarsi nella Rana Verona vincente e dalla Coppa Italia, societa’ nella storia. Il lavoro parte da lontano, anche a piccoli passi, come ha fatto Verona nel costruire e nel fare mercato, azzeccando innesti di prospettiva. Da Rok Mozic il capitano, passando dal fenomeno Noumory Keita, fino al completo del roster, da questa stagione con l’arrivo, purtroppo per i tifosi momentaneo (due anni di contratto, ma il prossimo andra’ via) dell’opposto brasiliano Ferreira Souza Darlan e soprattutto del palleggiatore hawaiano Micah Christenson, tra i piu’ forti registi degli ultimi anni, sottovalutato forse troppi dai club italiani nei quali ha giocato ed ha vinto. L’arrivo di Fabio Soli, il grande ex di turno, e’ stata la sua rivincita. Dopo Champions League e scudetto, arrivato a Verona ha portato tranquillita’ e senso del gruppo e una Coppa immediata. E’ una squadra che sorride e gioca a memoria, che non lascia respiro agli avversari e sia in semifinale contro la corazzata Perugia che in finale nel derby con Trento, non ha concesso un solo set. E dunque in superlega, il piu’ importante campionato del mondo dove tutti vogliono venire a giocare, c’e’ anche la Rana Verona. Non casualmente o per una distrazione avversaria, perche’ la Verona di oggi sta diventando la squadra da battere. Che dopo la «coccarda» tricolore di Casalecchio e’ in corsa per ogni trofeo a disposizione… alla faccia della scaramanzia. Gioca bene, ha forza e senso del gruppo, unione, amicizia spirito creativo, potenza impressionante.
Ora appuntamento con la Supercoppa. Rana Verona ha dimostrato che nella gare secche e’ praticamente imbattibile
Muro, servizio e tanta difesa, questa e’ la nuova Verona, che gia’ da adesso sta cominciando a pensare al secondo trofeo da conquistare. A fine mese ci sara’ la Supercoppa a Trieste, e visto che Verona nelle gare secche e’ praticamente imbattibile, puo’ essere la candidata al successo. (In semifinale incontrera’ Civitanova) Non esistono i miracoli ma l’arrivo nel 2023 di uno sponsor concreto, ha consentito al progetto di andare avanti ogni anno, sempre con miglioramenti e piccoli mattoncini da inserire. La coppa Italia arriva dopo la 2 finale consecutiva, la prima persa ad occhi bassi e con tanta delusione al to contro Civitanova. Ed ora la gioia per una citta’ d’arte che merita, che riempie il palazzetto, una citta’ che ama la squadra e che finalmente puo’ esultare per il primo successo della storia. «LaMaraia» c’ha sempre creduto, ha sempre supportato Verona. Lo ha fatto nei momenti difficili, lo fa oggi con una squadra tra le piu’ competitive della Superlega. Tutti ragazzi eccezionali, e a parte i «nomi famosi», menzione d’obbligo va al giovane libero Matteo Staforini, arrivato da Milano, classe 2003, bergamasco, che ha protetto con tutta la sua forza e l’amore possibile squadra e compagni. Rimangono impresse le lacrime sincere e liberatrici di Rok Mozic, schiacciatore sloveno figlio d’arte… Sono state una liberazione, soprattutto per il capitano di Verona che negli scorsi anni ha avuto momenti veramente difficili fisicamente… Le lacrime di Rok, un nome di battesimo perfetto per i suoi ritmi di gioco, insomma quelle lacrime vere, sentite, di gioia per chi come lui oramai e’ figlio di una nuova citta’, alla quale lui e’ tanto legato, Verona… Il titolo del primo Docu-Reality «Mai Molar»… ed infatti questi straordinari ragazzi non lo hanno mai fatto in due gare in apparenza impossibili contro due corazzate, prima Perugia e poi Trento. Una menzione speciale per l’esperto Aidan Zingel, centrale australiano di 36 anni, che aspettava questo momento da sempre. Lui non e’ piu’ titolare ma chiamato in campo, ha dato carica e forza ai suoi Compagni nei momenti determinanti. Corona cosi’, con la sua Verona un suo sogno… E vista la qualita’, la potenza e la fame di tutti, Verona continuera’, ora ancor piu’ consapevole, a trasformare i propri sogni sempre piu’ in realta’.
Maurizio Colantoni



