Residue speranze di salvezza per l’Hellas. Il Verona sfidera’ in trasferta al Tardini il Parma per cercare una vittoria che manca da tanto

Domenica nella trasferta del «Tardini» il Verona si gioca una fetta importante delle gia’ residue speranze di salvezza. Tuttavia, non e’ la prima volta che i destini delle due squadre si incrociano con una posta in palio cosi’ alta. Riavvolgendo il film dei ricordi si torna indietro fino alla penultima giornata della stagione 2000/2001. Protagonista assoluto di quella sfida fu Michele Cossato, di professione attaccante, che ricorda ogni singolo momento di quella partita. «Venivamo dalla vittoria della settimana prima ottenuta al «Bentegodi» contro il Bologna per 5-4 ma per salvarci avevamo un solo risultato: la vittoria. In caso di sconfitta saremmo retrocessi». Le avvisaglie che la dea bendata non avrebbe voltato le spalle alla squadra di Attilio Perotti si manifestarono gia’ di prima mattina. Con un curioso aneddoto raccontato dallo stesso attaccante gialloblu’: «Appena alzato ricorda guardai i numeri delle estrazioni del Lotto. Cosa che, confesso, non ero solito fare. Vidi che uscirono 28, 4 e 70, esattamente la mia data di nascita. Pensai: questo e’ un segno del destino. Oggi la portiamo a casa». Stadio stracolmo di tifosi, tensione altissima. La partita si mette subito bene con i gialloblu’ che vanno in vantaggio con un calcio di rigore trasformato da Oddo. Nella ripresa, pero’, arriva il pareggio di Marcio Amoroso, che rimette tutto in discussione. Ed e’ in questo momento che entra in scena Michele Cossato. In un modo anche piuttosto curioso, come lui stesso racconta: «Ero in panchina, come spesso succedeva quell’anno. Quando entravo, pero’, ero uno che dava tutto, un vero trascinatore. Quel giorno decisi che era la mia giornata e che dovevo fare qualcosa. Praticamente confessa Michele Cossato ho quasi deciso io di farmi entrare in campo». Sembra strano ma dal suo racconto ando’ proprio cosi’. «Gettai a terra la casacca e avvicinandomi a mister Perotti gli dissi che io sarei entrato, Il mister, che per noi era come un papa’ che ascolta i propri figli, convinto dalla mia determinazione, decise per il cambio e richiamo’ Mutu». Una bella responsabilita’. «Decisamente. Quando vidi che sarebbe uscito Mutu mi sono detto: ora devo fare qualcosa». Ed ecco arrivare il famoso minuto ottantotto: «Quel gol e’ scolpito nella mia mente. Ci fu un cross dalla destra di Gonnella, la palla scavalco’ Thuram e io mi feci trovare pronto per battere Buffon». Un’emozione irrefrenabile per Cossato che scateno’ tutta la sua gioia andando ad abbracciare i tifosi gialloblu’ assiepati dietro la porta parmense. Per la salvezza, pero’, dopo Bologna e Parma bisognava battere anche il Perugia. E la firma, in un certo senso, la mise ancora lui servendo l’assist per la rete di Salvetti. Il timbro piu’ importante, infine, sarebbe arrivato due settimane piu’ tardi con il gol contro la Reggina nella doppia sfida di play out. Una rete che, oltre a regalare la salvezza, consenti’ a Cossato di guadagnarsi il titolo di «eroe di Reggio Calabria». Fermo immagine indelebile della sua storia con l’Hellas.

Enrico Brigi