Gli architetti Silvano Benini, Paola Ravanello e Renzo Beltrame hanno avuto l’ok dalla Soprintendenza per realizzare un punto di ristoro a San Giorgio destinato a turisti e frequentatori degli impianti sportivi. Non prevista però l’apertura serale
Di Giulio Ferrarini
Una nuova vita per la Torretta di San Giorgio?
È quello che auspicano per il quartiere gli architetti Silvano Benini, Paola Ravanello e Renzo Beltrame che hanno presentato un progetto per la rivalutazione dell’intera area.
Il piano prevede la creazione di un bar all’interno della Torretta con annessa piccola area di ristoro (formata da pochi tavolini) e la creazione di un bagno pubblico.
“L’idea – hanno detto – è quella di creare uno spazio per la rivitalizzazione dell’area non in senso notturno che quindi crea confusione, ma un bar giornaliero dedicato a chi fa le passeggiate sul Lungadige, al gruppo scout della zona, alle famiglie e a che utilizza le strutture per l’attività sportiva lì vicino”.
La volontà quindi è quella di creare un punto e un luogo di aggregazione per tutte quelle persone che frequentano abitualmente la zona anche con il coinvolgimento della Parrocchia di San Giorgio e con le altre realtà del territorio.
“Ovviamente – hanno proseguito – all’interno del progetto c’è anche la proposta di restauro della Torretta e della realizzazione degli impianti necessari per far funzionare il punto di ristoro: tutte attività comunque reversibili che sono state approvate dalla Soprintendenza”.
Il bagno è previsto nel sotto-bastione, dall’altra parte della strada pedonale e questo assolverebbe anche la funzione di bagno pubblico di cui, in questa zona, la città è sprovvista.
Si tratta in realtà di uno spazio contemporaneo, non si andrebbe quindi a intervenire in un luogo storico, sarebbe inoltre facilmente accessibile.
Inizialmente, nel 2008 quando il progetto è stato immaginato, si era pensato di costruire il bagno all’interno del rivellino di San Giorgio. L’ipotesi poi è stata definitivamente scartata per consentire anche la ristrutturazione del percorso del Rivellino, all’interno del quale si potrebbero anche organizzare delle visite guidate per un luogo che è sconosciuto a tanti veronesi, ma che ha un valore storico e culturale immenso.
“Quindi – hanno continuato – lo spirito resta quello di valorizzare e mantenere visitabile questo spazio”.
Più di qualcuno tuttavia ha contestato la possibilità di utilizzare questo spazio dopo che il 25 maggio 1981 Ludwig diede fuoco alla Torretta (diventata in quegli anni un rifugio per tossicodipendenti) uccidendo il diciannovenne Luca Martinotti e ferendo altri due giovani.
Però “il fatto di non utilizzare il luogo non aiuta a ricordare – hanno dichiarato -. Il tema deve essere quello di presidiare quel luogo e accompagnare quel ricordo con un uso consapevole di quello spazio.
Si potrebbe anche mettere una targa in ricordo di quel tragico avvenimento, ma è importante ricordare anche con lo sviluppo e la vitalità di quel luogo”.
Il progetto ha già avuto l’ok dalle Soprintendenze Monumentale, Archeologica e Regionale.
Il progetto infine non prevede un grandissimo utilizzo dello spazio esterno antistante alla Torretta. L’idea è quella di utilizzare le sedute già presenti sul Lungadige, anche per rispettare alcuni vincoli imposti dalla Soprintendenza.



