Sabato è il giorno di Ruffini & Gabrielli

La firma dello statuto del nuovo partito

Più Uno diventa un partito vero e proprio. Da Verona molti i delegati

Largo, anzi larghissimo. Il centrosinistra sabato si allarga ad un altro partito che viene fondato a Roma, al Salone delle Colonne, all’Eur. E’ “Più Uno” che vede l’ex direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Ruffini, e l’ex capo della polizia, il prefetto Franco Gabrielli. Immediato il calembour: lo sbirro e l’esattore. Come se in un Paese che – a sentire una certa politica – chiede soltanto più sicurezza e che tutti paghino le tasse, essere “sbirro ed esattore” fosse un demerito. Ma polemiche a parte, da Verona saranno in molti a muovere su Roma.
Chi segue l’organizzazione della giornata che darà vita al nuovo partito è già su Roma a gestire l’afflusso delle delegazioni a coronamento di un lavoro articolato su tre fasi ben distinte: la costruzione di una base ideologica attraverso la scrittura di libri e della figura pivotale del nuovo movimento; la costruzione di una base di consenso attraverso la presentazione di questi libri in tutte le province italiane; la costruzione di una base di simpatizzanti/iscritti che attraverso comitati locali possano dar vita ad una campagna elettorale vera e propria.
La presentazione dei libri di Ernesto Ruffini – si ricorderà quella di Verona pochi mesi fa in Gran Guardia – ha mobilitato una base di militanti fatta essenzialmente da professionisti, piccoli imprenditori e giovani, molti alla prima esperienza politica. Una scelta ben precisa: un elettorato moderato, spaventato dalla rincorsa a destra delle tesi del generale Vannacci, spaventato dalla rincorsa a sinistra del massimalismo di Giuseppe Conte e di AVS col loro impatto sui conti pubblici già stimato superiore ai 120 miliardi, tutto a debito. Quanti ai giovani, è l’elettorato che ha bocciato la riforma costituzionale proposta dalla premier e che, come anche il caso Verona insegna, può cambiare lo status quo basato su un corpo elettorale tendenzialmente “silver”.
A distanza di poco più di un anno oggi “Più Uno” ha Comitati in tutte le province italiane e sabato (diretta su YouTube e probabilmente su Radio Radicale) si conosceranno anche i nomi locali chiamati ad organizzare e guidare la prossima campagna elettorale. Di Verona c’è molto in questo nuovo partito.
Dove si posizionerà? Che Ernesto Ruffini e Franco Gabrielli rappresentino l’ala più centrista del campo largo è abbastanza evidente. Che possano sostenere Conte è già più difficile da immaginare. Che possano puntare ad un candidato più simile a Prodi che a Veltroni è assai più probabile.
Anche perché questo posizionamento li renderebbe più interessanti nella costruzione di una “minorité de blocage repubblicana” in Parlamento in caso di pareggio assieme a Renzi e Calenda.
Perché se ragionevolmente “Più Uno” porterà a casa qualche punto percentuale alle elezioni quel punto peserà quanto la spada di Brenno se nessuna delle due coalizione arrivasse al 42% indicato dalla nuova legge elettorale. Vedremo. Intanto sabato inizia la corsa del ticket “legge e ordine” , dello sbirro e dell’esattore. E dei veronesi che li seguiranno.