Valorizzare e salvaguardare la produzione del riso italiano e piu’ in generale del Made in Italy agroalimentare. Questo sara’ l’obiettivo a Bruxelles il 4 marzo quando verra’ presentato in Commissione europea l’evento «Il riso italiano: una filiera da valorizzare. Produzione, consumi, strategie: il futuro del riso Made in Italy in Europa». L’iniziativa e’ promossa dall’Ente Fiera di Isola della Scala in collaborazione con l’Ente Nazionale Risi e il Consorzio di Tutela della IGP Riso Nano Vialone Veronese. «Il 4 marzo – ha detto l’eurodeputato Paolo Borchia – ci sara’ questo grande evento che sara’ basato su due direttrici diverse. Da un lato la direttrice promozione della prossima Fiera del Riso di Isola della Scala, dall’altro lato sara’ invece un momento di riflessione che andra’ a fare una fotografia precisa su quello che sta succedendo nel comparto agricolo a livello italiano, a livello europeo e soprattutto a livello internazionale. Questa – ha continuato Borchia – e’ una fase storica caratterizzata da tanti accordi di libero scambio e come sempre gli accordi di libero scambio presentano opportunita’ per alcuni settori e presentano rischi per altri, per cui nel momento in cui si parla ad esempio dell’accordo con l’India, chiaramente sappiamo che ci sono dei paesi che hanno la stessa vocazione ma anche una certa aggressivita’ dal punto di vista commerciale, per cui l’evento della prossima settimana servira’ anche per fare il punto per l’ente italiano su questi temi». Secondo Borchia la produzione nel paese asiatico ha degli standard parecchio diversi a livello qualitativo. A questo si aggiungono anche l’utilizzo di prodotti fitosanitari e il costo della manodopera che di conseguenza sono tutti elementi che vanno a determinare un diverso prezzo finale del prodotto. «Qui – ha sottolineato il presidente della Provincia Flavio Pasini – il riso viene coltivato e poi valorizzato. In Italia abbiamo molti prodotti di qualita’ e ce li stanno copiando. Il nostro Made in Italy, il nostro modo di fare, il nostro prodotto agricolo che non ha OGM, non e’ un prodotto contaminato, e spesse volte e’ anche biologico, ma sicuramente e’ identificato e si identifica con un territorio. Quindi lo sforzo e’ quello di far conoscere sempre di piu’ questo prodotto, di salvaguardarlo e di far apprezzare il prodotto di qualita’», ha concluso il presidente. Quella di mercoledi’ 4 marzo sara’ dunque un’occasione per portare all’attenzione delle istituzioni europee delle proposte e delle strategie condivise per salvaguardare un prodotto che e’ simbolo della nostra provincia.
Giulio Ferrarini



