San Bonifacio, ecco Gabriele Lain: “Bisogna cambiare passo: voglio una città più viva e più sicura”

(di Christian Gaole)
Non c’è due senza tre, e se il quarto venisse da sé? A San Bonifacio la campagna elettorale si sta svolgendo nel segno delle divisioni del centrodestra: «Questa è la terza amministrazione che non arriva a fine mandato», attacca Gabriele Lain, candidato a sindaco per il Partito Democratico. Altre forze come Fratelli d’Italia e Verona Domani governano insieme in Regione, ma si presentano separate in questa competizione. In questo contesto, Lain rivendica unità e rinnovamento. Insieme al giovane Lain, classe 1994, altri 7 candidati.

«In questo momento siamo otto candidati sindaco – commenta Lain – . C’è stato un momento in cui eravamo addirittura in nove, ma poi uno si è ritirato. Io sono l’unico ufficialmente di centrosinistra perché ho il simbolo del PD, sono segretario dal 2022 e con me c’è anche una lista civica. Ho scelto di candidarmi perché credo sia arrivato il momento di una nuova generazione: sono nato nel ‘94, mentre c’è chi siede in consiglio proprio da quell’anno. Serve una proposta nuova, con un’identità chiara, per rinnovare il Comune dopo un anno e mezzo di centrodestra che ha avuto più di una difficoltà».

Quali sono, nel merito, le principali criticità che imputate all’azione del centrodestra?
«Hanno preferito litigare invece di risolvere i problemi dei cittadini. Avevano puntato molto su sicurezza e degrado urbano, ma la città non è cambiata. Il caso emblematico è l’ex ospedale: non sono riusciti a trovare un accordo sul futuro dell’area, rimanendo paralizzati dalle loro divisioni».

Il centrodestra si presenta diviso: quale lettura ne dà il centrosinistra?
«È un frazionamento evidente, con più candidati riconducibili alla stessa area. Significa che non sono riusciti a trovare una sintesi nell’interesse della città e che i personalismi hanno prevalso. Ma soprattutto colpisce che sia la terza amministrazione di centrodestra a cadere prima della fine del mandato: l’ultima è durata appena un anno e mezzo. È il segno di una coalizione litigiosa, segnata da personalismi. Noi proponiamo una squadra compatta, capace di lavorare cinque anni». ».

Quali sono, invece, le vostre priorità programmatiche?
«Il recupero dell’area dell’ex ospedale, da trasformare in un grande parco urbano: demolizione degli edifici, verde attrezzato e una struttura centrale leggera con spazi di studio e incontro. Poi la cultura, con scuole più sicure e il rafforzamento del tessuto associativo, e la tutela dell’area del cinema Cristallo. Grande attenzione anche ai giovani: spazi, sport, biblioteca, coworking e borse di studio. E ancora, mobilità sostenibile, collegamenti tra centro e frazioni, piste ciclabili e un piano straordinario di piantumazioni dopo la tempesta dello scorso settembre».

Con un quadro così frammentato, è plausibile un secondo turno? Ci sono già delle ipotesi di accordi?
«Noi puntiamo a vincere al primo turno, ma il frazionamento rende possibile il ballottaggio. È presto per parlare di accordi: abbiamo preso una scelta chiara, con un’identità definita. Il nostro slogan è “Scegli chi ti ascolta”, perché crediamo che in questi anni i cittadini non siano stati ascoltati a sufficienza».

Quale visione di città propone?
«Partiamo dall’ex ospedale: demolizione e un nuovo spazio pubblico con sala civica, teatro all’aperto e aule studio. Una città viva è una città più sicura. San Bonifacio non è perfetta, ma può migliorare con metodo, impegno e nuove energie. E noi abbiamo una squadra giovane pronta a costruire questo cambiamento».