San Bonifacio, il PD attacca sull’ex ospedale: “Interessi particolari, chiediamo piena luce”

“Le ultime rivelazioni sullo scontro interno al centrodestra di San Bonifacio confermano quanto avevamo denunciato: la caduta dell’amministrazione non è stata un incidente di percorso, ma il risultato di una gestione del potere opaca e concentrata su interessi che nulla hanno a che fare con il bene comune”. Con queste parole il Segretario Provinciale del Pd veronese Franco Bonfante e il segretario del Circolo Pd di San Bonifacio Gabriele Lain intervengono dopo la diffusione del volantino dell’ex sindaco Silvano Polo che accusa l’altro ex sindaco Fulvio Soave di aver gestito in modo non corretto l’operazione sull’ex ospedale.

Secondo quanto emerso dalle cronache, l’abbattimento del vecchio ospedale sarebbe finito al centro di una accesa disputa sulla base unicamente delle valutazioni di un tecnico appartenente a Verona Domani / Fratelli d’Italia, in assenza di qualsiasi incarico formale e di procedimento amministrativo di verifica e controllo.

“Se così fosse saremmo difronte ad un quadro davvero allarmante di mancata trasparenza amministrativa” appunta Franco Bonfante. “Da una parte il sindaco dimissionario che ammette di aver ospitato riunioni tecniche nel proprio hotel, dall’altra parte l’ex sindaco che rivendica di aver mandato in fumo un’operazione da svariati milioni di euro, cifre messe in discussioni da Polo che sembra inoltre sottintendere dei dubbi sulla destinazione della eventuale differenza”.

“Questo scontro ha come unica vittima la cittadinanza di San Bonifacio – rimarca il segretario locale Gabriele Lain – che oggi si ritrova con un Comune commissariato e un’area strategica di 30mila metri quadri ostaggio di veti incrociati e sospetti di pressioni private”.

Il Partito Democratico di Verona ribadisce la necessità di una svolta radicale: “Chiediamo che sulla vicenda dell’ex ospedale venga fatta piena luce: i cittadini hanno il diritto di sapere se dietro la crisi amministrativa ci siano state reali mire speculative sulle cubature e sul futuro immobiliare di quell’area. La destra veronese, a San Bonifacio come altrove, si dimostra incapace di governare senza implodere sotto il peso di interessi particolari” concludono Bonfante e Lain.