Domani entrerà a pieno regime il nuovo sistema di controllo alle Frontiere, E.E.S e tutti i cittadini extracomunitari che transiteranno dalle frontiere esterne, e prima di mettere piede a Verona, dovranno necessariamente essere sottoposti ai controlli. Una novità che coinvolge tutti gli aeroporti italiani perché tutti saranno alle prese con grandi flussi passeggeri visto che il nuovo sistema E.E.S richiede l’aumento di più del doppio del tempo rispetto al vecchio sistema di “controllo manuale”. L’aeroporto Valerio Catullo di Verona non fa eccezione.
“Da tempo – sottolinea il Sap – denunciamo la cronica mancanza di personale all’aeroporto Catullo. A Verona il rischio è doppio perché già nel periodo transitorio, quando solo una ristretta aliquota di passeggeri è stata “trattata” secondo i canoni dell’ E.E.S., ci siamo accorti di file lunghissime di passeggeri, nonostante fossero aperte tutte le postazioni di lavoro a disposizione della Polizia di Frontiera, generando in moltissimi casi un evidente (e forse giustificato) malcontento da parte dei passeggeri. Ci chiediamo – continua il Sap – adesso quando tra pochi giorni saremo a pieno regime con il nuovo sistema di controllo alle Frontiere E.E.S. e con i piani volo programmati per il periodo estivo che succederà? Siamo consapevoli che l’EES rappresenta un’evoluzione tecnologica necessaria ma di fatto la sua piena operatività è ancora lontana visto che, contestualmente, è anche necessario implementare adeguatamente la forza a disposizione con l’arrivo di nuovo personale perché solo così possiamo continuare ad assicurare al meglio tutte le attività, le esigenze e le richieste che pervengono alla Polizia di Frontiera dell’aeroporto Valerio Catullo di Verona, scongiurando che le proteste di migliaia di passeggeri si possano trasformate in qualcosa di più serio”.
Dal prossimo 10 aprile, quindi, il nuovo sistema informatico automatizzato istituito dall’Unione Europea e volto a registrare i dati personali di cittadini di Paesi terzi che viaggiano per periodi di breve durata, ogni volta che attraversano le frontiere esterne dei Paesi europei che utilizzano il sistema, subentrerà alle ‘classiche’ modalità di controllo.
“Accogliamo con favore le nuove proposte tecnologiche e siamo convinti della necessità di modernizzare i sistemi di controllo alle frontiere per renderli sempre più efficaci. Tuttavia, è fondamentale fare prima i conti con la realtà e con il personale a disposizione”, ha dichiarato il Segretario Generale del SAP, Stefano Paoloni. “Senza ombra di dubbio – ha precisato – l’EES è un sistema valido ed efficace, ma se non abbiamo a disposizione adeguate dotazioni, spazi sufficienti e agenti in proporzione alle varie procedure che devono essere svolte il rischio concreto è che il sistema vada in default. Basti pensare che già nell’ultimo periodo, in occasione delle vacanze pasquali, quando il sistema era operativo per il controllo di circa il 30% delle persone in transito, a causa delle modalità di controllo, si sono create lunghe file, alcune delle quali durate persino diverse ore e all’aeroporto di Fiumicino le persone in attesa fuoriuscivano dallo stabile aeroportuale occupando parte del piazzale”. “Per sfruttare pienamente l’efficacia dell’EES serve ancora tempo e un adeguamento di mezzi e uomini, onde evitare un collasso delle procedure di registrazione, verifica e transito”, ha concluso Paoloni.



