Settimana Santa, gli auguri di monsignor Pompili a sanitari e malati

Oggi il vescovo di Verona mons. Domenico Pompili si è recato al policlinico di Borgo Roma per portare il tradizionale saluto pasquale. E’ stato accolto all’ingresso del policlinico da Paolo Petralia, direttore generale Aoui, prof. Michele Milella, direttore Uoc Oncologia, la dott.ssa Serena Zuliani e i cappellani di Borgo Roma: don Gianni Naletto, don Paolo, don Valentino e don Andrea. Il vescovo era accompagnato da don Flavio Bertoldi, Pastorale della Salute.

Prima di entrare in reparto, dove il vescovo ha voluto andare da solo ai letti dei pazienti, è stata recitata la preghiera ‘Il coraggio di uscire’ commentata da mons Pompili: “Uscire dalle tenebre del dolore significa avere la forza di attraversare l’esperienza della malattia che ci rinchiude e ci isola. Ma la vicinanza delle persone che curano e delle persone care è la condizione per attraversare questi periodi
dolorosi. Che ognuno di noi abbia la forza di percorrere la condizione di fragilità”.

Nella giornata di ieri il Vescovo si era anche recato nel reparto dell’Uoc Nefrologia a Borgo Trento, accompagnato da Paolo Petralia, dal direttore dell’unità prof Pietro Manuel Ferraro e dai cappellani di Borgo Trento: don Paolo, padre Paolino e don Leonardo. Al padiglione 12, nuova sede delle degenze da ottobre 2025, mons. Pompili ha incontrato i pazienti, ha letto il Vangelo secondo Matteo e ha benedetto il nuovo reparto con queste parole: “Il Signore si identifica negli infermi, a tal punto da ritenere rivolto a sé ogni gesto compiuto in loro favore. Affidiamo a Maria, salute degli infermi, la nostra supplica per ottenere la divina benedizione su questo reparto”.
Monsignor Pompili: “Gesù non è stato solo un predicatore, ma era anche taumaturgo. Egli le guariva avvicinandosi e toccandole. Toccare le persone è la maniera più diretta per comunicare e più in profondità di quanto non facciano le parole. Non si può toccare senza essere toccati. Superfluo che lo dica a voi operatori, perché questo è quello che vivete ogni giorno, con il tocco di chi si avvicina a chi ha bisogno. Che il Signore aiuti tutti a toccare e a lasciarsi toccare”.