Sfratto di stranieri, raccolte 700 firme Lunedì chiuderà i battenti per interventi di riqualificazione l’asino notturno del Camploi

In poche ore, ha superato le 700 firme la petizione online lanciata su Change.org per scongiurare lo sfratto di circa 70 migranti e stranieri che attualmente risiedono nel dormitorio comunale. La petizione è diretta al Sindaco e al prefetto di Verona ed è stata lanciata dalla Cooperativa Sociale Glocal Factory insieme a un gruppo di altri soggetti, il cui elenco completo è disponibile in calce alla petizione.
“Tra pochi giorni, circa settanta persone straniere, legittimamente presenti sul suolo italiano, saranno sfrattate dai dormitori comunali dove hanno passato l’inverno”, si legge nell’incipit della campagna. Sulle pagine dell’appello, i promotori spiegano che queste persone “si aggiungeranno ad altre decine di migranti che non sono mai entrati nei dormitori per mancanza di posti, e che continuano a cercare disperatamente alloggi di fortuna. Si tratta di persone che hanno ottenuto l’asilo o un’altra forma di protezione internazionale o umanitaria, e che stanno lavorando (spesso con lavori precari o in nero, e in condizioni di pesante sfruttamento) nell’agricoltura e nella logistica. Non hanno una loro casa, sia a causa della precarietà del loro lavoro, sia perché è molto difficile trovare proprietari di appartamenti disposti ad affittarli agli stranieri.”
“Dal 1° giugno perderanno pure il posto al dormitorio, il che significa che non avranno neppure accesso ai servizi igienici, alla doccia e alla lavanderia. Non diventeranno invisibili, come qualcuno forse vorrebbe, e non se ne andranno da Verona. Alcuni di loro si arrangeranno a dormire all’aperto, altri occuperanno case sfitte”, spiegano ancora gli autori. Che proseguono: altri “andranno ad occupare altre case e altre aree di periferia, e a vivere in condizioni impossibili, in un “gioco” di occupazioni e sgomberi assurdo, costoso, inefficace, dove non vince nessuno e perdono tutti. Soprattutto perdono i più deboli e perde il concetto stesso di dignità umana”, sottolineano. “E’ora di dire che non c’è sicurezza per nessuno se decine o centinaia di persone sono costrette a vivere sulla strada, a nascondersi, ad occupare case abbandonate”. E chiediamo al Comune di adottare una vera politica per fronteggiare l’emergenza abitativa, che purtroppo, con la prossima, probabile fine del blocco degli sfratti e dei licenziamenti, interesserà non solo i migranti, ma centinaia e forse migliaia di famiglie veronesi. Perché vinca davvero la sicurezza, devono vincere la solidarietà, l’inclusione, la dignità di tutti gli esseri umani” concludono.

“C’era il tempo per trovare una soluzione”

Michele Bertucco non ci sta. “Quando parliamo di emergenza bisogna che sia chiaro”-dice-”che essa è tale soltanto per chi la vive in prima persona, non certo per il Comune che aveva tutto il tempo e tutti i mezzi per prevedere le criticità ed organizzare una risposta di accoglienza umana ed efficace. Attualmente alcuni di queste persone finite per strada trovano riparo nell’ambito di iniziative volontarie poste in essere dalle associazioni che hanno firmato l’appello. Ma non è sufficiente: il pubblico deve fare la sua parte”.